Aggressione e confusione a Torino (Coppa Italia 2012)


La premessa è che sulla parte confusione, quindi il secondo tempo, ho dei buchi (inizio del terzo quarto e parte centrale del quarto): può darsi quindi che i miei giudizi non pesino al meglio quanto è avvenuto anche di negativo nel complesso del match.

La parte aggressione invece l'ho vista bene e mi sono goduto una Milano che ha fatto quello che vorremmo vederle fare sempre. Ha appunto aggredito la partita, difensivamente e offensivamente: ci sono tanti bei flash da ricordare ma la schiacciata tomahawk di Fotsis è emblematica di una Olimpia impositiva e in positivo.

Premiata ditta Omar & J.r.

Il loro primo quarto combinato credo che sia il massimo che possiamo chiedergli: uno che smazza assist, difende e recupera palloni e segna pure; l'altro micidiale da 3 punti.
Nel proseguio meglio Bremer ma Cook è decisivo negli ultimi 2 minuti del match con due recuperi e un piazzato di grande leadership.
J.r. ci spaventa con l'errore in sottomano e la palla persa per poca lucidità sul rimbalzo di Bourousis ma Bologna ha esaurito i colpi dalla distanza.

Nel secondo quarto il primo rientro non mi è sembrato un campanello d'allarme, un po' perché prontamente rintuzzato e un po' perché contro la zona della Virtus stavamo prendendo buoni tiri da 3, sbagliati ma assolutamente non peggiori rispetto a quelli tutti insaccati del primo quarto.
Squadra viva con un bel Boourousis e un bel Gentile da segnalare.

Ogni regola vuole le sue eccezioni

Come dicevo non ho visto buona parte della terza frazione ma sono corso a verificare la regola del 3 che ci da oggi indicazioni contrastanti: perdiamo il quarto ma segnamo ben 4 tiri dai 6,75.
Da quel punto di vista una partita anomala sia per noi che per loro. Andiamo entrambi fuori media stagionale da 3 ma per una volta siamo noi quelli dalla mano più calda.

MVP from Blue Lagoon

Per l'importanza del match, per la vittoria, per il tempismo topico del suo contributo questa è stata di gran lunga la miglior partita di Niccolò Melli in maglia Olimpia.
Ora attendiamo una conferma di continuità su questo livello di impatto

PP8, la risposta italiana a CP3

Ma la domanda era "da che parrucchiere vai?"...
I pochi minuti in cui sono riuscito a sopportare il tifo spudorato pro Virtus del trio Francicanava, Pozzetto e Bianchini sono stato ammorbato da continui accenni alla assenza di Peppe Poeta, anzi del decisivo, fondamentale e fondante Peppe Poeta.

Il fatto che la Virtus faccia più punti, migliore valutazione e sia molto più vicina alla vittoria rispetto a due settimane fa con Poeta protagonista in campo fa più che sospettare che invece con meno Poeta e più Koponen in realtà giocano meglio.

Mi lamentavo a proposito del match di campionato di non aver mai visto di persona le doti per cui Koponen è assai stimato. Ho rischiato di impararlo fin troppo bene visto che la sua prestazione maiuscola in ogni aspetto è il motore della resistenza bianconera.

Chris Douglas Roberts conferma di essere giocatore di gran valore (però a tratti) che praticamente da solo firma la rimonta bolognese del terzo quarto. Si fa irretire da Cook che gli ruba una palla decisiva negli ultimi minuti topici.

E Vitali che nel cor ci stava? Possiamo dire che ha giocato ancora per noi...

Due parole per Don Sergio

A quattro giorni di distanza dalla sofferenza sassarese mette in campo una Olimpia dal volto diverso: ha un contributo positivo da tutti tranne che da Rocca che probabilmente è in un momento di flessione fisica generale (oltre alla febbre segnalata oggi) e il cui utilizzo è forse la scelta meno convincente della serata.

Partita praticamente perfetta all'inizio  poi in calando ma tonica mentalmente per quanto possa sembrare contraddittorio. E' vero che ci facciamo rimontare mettendoci troppo del nostro ma è anche vero che restiamo con la fiducia sufficiente a non farci mai scappare il match, nonostante appunto attacchi  pesanti e reiterati di confusione.

Per la sfida con Siena servirebbe confermare tutte le prestazioni offensive di oggi - compreso un Nicholas finalmente in toni chiari anche se non scintillanti - e poche di quelle difensive, 
All'andata fu decisivo l'impatto del duo Gallinari - Mancinelli su una Siena che aveva rinunciato al suo unico 3 di ruolo per avere Lavrinovic e Rakocevic, scelta che sabato potrebbe essere riproposta perché quel vantaggio netto non l'abbiamo più e oggi, con un Moss maiuscolo, hanno però sofferto sotto i tabelloni.

Se così fosse ci vorrebbe un Hairston crescente, quello che oggi è partito male ma si è iscritto a tabellino nei momenti importanti. 
Ma quel che sarà lo scopriremo solo vivendo, possibilmente a Torino.
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