Meglio il prosatore del Poeta



Vittoria importante e solida che ci riporta al secondo posto raggiungendo proprio Bologna.

Chi non ci ama parlerà di vittoria scontata sventolando differenze di budget e di profondità di roster. Ma sono probabilmente gli stessi che alla vigilia vaticinavano nostre sconfitte nette parlando di entusiasmo, cuore etc. etc. che a Bologna avevano e noi, chiaramente, no.

Una vittoria con motivi lapalissiani nella percentuale da 3 punti e oscuri nel prevalere a rimbalzo contro la squadra che capeggia questa voce statistica. 
Una bella partenza con un Bourousis finalmente a tutto tondo, un secondo quarto in cui si fa l'errore di provare a giocare ariosi come Bologna.

La regola del 3

Dopo Pesaro altra conferma per la regola del 3: non perdiamo il terzo quarto e segnamo almeno una tripla. Paga la nostra zona contro una Virtus debole in questo settore, soprattutto se i tiri che prende dall'arco sono a ritmi slow e non da arrembaggio.
E come con Pesaro chiudiamo in crescendo con un Rocca linebacker che apre le piste per il running back Bremer, pagando però il tutto con parecchi fazzoletti gialli in attacco.

Piccola nota extracestistica: mi sembra poetic justice che uno come Tom Brady che già va in end zone con Gisele Bundchen perda per la seconda il Super Bowl contro quel patatone di Eli Manning.
E il touchdown finale di NY che tatticamente era forse da non segnare non vi ha ricordato i nostri famosi liberi contro Imola?  

Scava J.r., scava!

E se davvero Bremer fosse la vite che fa funzionare tutto il carro armato? O ricordando il suo omonimo di Dallas quello che ti trova la vena di petrolio nel giardino di casa?

Il furto della prima azione della partita ci fa notare subito la sua presenza in quintetto ma, come con Pesaro, è nell'ultimo quarto che fa la differenza con 13 dei suoi 15 punti.

E se non è tiratore costante lo è di striscia sicuramente con 3 triple praticamente consecutive.
Non bello da vedere ma energetico, quasi chirurgico nella tempistica dei suoi acuti. 
Ad oggi un inserto decisivo, solo da verificare quando sarà più conosciuto e atteso dagli avversari.

Kaloskagazos

Detto del Bremer decisivo il premio di MVP va ancora una volta ad Antonis Fotsis per una prova di valore statistico, costanza e presenza in tutto l'arco del match: non a caso nel secondo quarto fa solo 2 minuti in campo...

Compagnia cantante

Il contributo di Nicholas mi è sembrato più significativo - come impatto e atteggiamento - delle sue cifre statistiche. 
Prima di questa partita notavo come fosse l'unico che, pur giocando circa 20' di media, non avesse mai fatto due gare consecutive in doppia cifra: con l'arrivo di Bremer siamo invece a 12 + 13.
Le tre schiacciate tentate e fallite mi fanno però dire che dietro questa annata faticosa qualche motivo fisico ci possa essere.

Cook pasticcia molto, pure troppo, nel secondo quarto ma si spende bene su Koponen e si ritrova nel periodo finale. Il passaggio schiacciato dal palleggio a Fotsis nel primo tempo è da segnalare.

Una bomba di Gentile è diventata un evento ma più importanti i 7 rimbalzi totali. Mancinelli quest'anno non trova contro la Virtus gli acuti da ex fortitudino mentre Melli è in campo quando c'è troppa confusione nostra per fargli ripetere la prova di Kazan.

Sulla Virtus 

Mi dilungo sui bolognesi che saranno i nostri avversari di Final 8 tra poco più di una settimana.
C'erano profonde motivazioni estetiche e tricologiche per le quali una vittoria della Virtus sarebbe stata disdicevole: il caschetto di Peppe Poeta è inguardabile. 
Reminiscenze di Nino D'Angelo dei tempi d'oro mixate con spunti emo dei giorni nostri. Peggio del suo gioco da fenomeno da campetto... 

Come Teramo, Bologna vince se Poeta fa il fenomeno e perde per lo stesso motivo. Il battipagliese continua ad avere un solo ritmo e una sola lettura dei match, ritmo che può diventare travolgente ma anche sterile al di là delle sue cifre personali.

Luca Vitali corrobora invece le opinioni dei suoi haters personali con una partita anonima a dir poco. Ci siamo potuti togliere la curiosità di vedere insieme i due play italiani che 4 anni fa sembravano la nouvelle vague del ruolo e si è visto come se dai la squadra a Poeta di Vitali ti fai poco o nulla e viceversa.  

Con Koponen devo essere invece sfortunato io. Anni che se ne parla bene e anni che nelle partite in cui lo vedo mi sembra sempre il classico bicchiere mezzo vuoto. Parte bene con 8 punti ma poi sparisce per due motivi, Cook che lo marca bene e Poeta che si inghiotte tutti i palloni della Virtus. Quando prova a riprendersi il palcoscenico trova solo tiri scentrati.

Douglas Roberts è un bel giocatore davvero, fa di tutto e lo fa bene ma sparisce/viene dimenticato dai compagni nel quarto decisivo. La coppia Gigli - Sanikidze fa il suo ma non basta contro i nostri greci più solidi della stagione.

Haters gonna hate

Motivi di critica nella nostra annata se ne possono trovare a bizzeffe. Per quello trovo abbastanza stucchevole inventarsene altri addirittura contraddicendosi in maniera palese.

Prendiamo Oscar Eleni nel suo ultimo intervento su Indiscreto:

Oscar Eleni in fuga dal Tatarstan dove Scariolo vende pesce Armani spiegando che aver tenuto sotto i 60 punti una squadra reduce dalla vittoria sul campo del Panathinaikos poteva servire per l’assoluzione. Ci tocchiamo l’anello al naso, irritato troppe volte dalle dichiarazioni di un allenatore che non dovrebbe avere paura di far vedere i suoi allenamenti, di parlare quando vuole, di far allenare a Milano e non in una piscina di Phoenix il “difficile soggetto Eze”, con la squadra che gli paga oltre un milione di euro, se poi pretende anche rispetto per i risultati che ha fatto in carriera. Vero che ha vinto e non sempre con squadre forti come la nazionale spagnola, ma allora ci faccia vedere qualcosa anche qui perché, se è vero che tutti in estate avevano considerato positiva la campagna acquisti, bisogna anche dire che poi dipende dal capostazione farli correre, i trenini, e mai scontrare.

Ovvero tra i vari motivi di inettitudine di Scariolo ci sarebbe la questione Eze, pagato tanto per non giocare. 

Ben Eze, l'irascibile ubriacone tanto atletico quanto tecnicamente scarso, ingestibile tatticamente di cui anche Siena si è liberata dopo i miracoli che aveva fatto per farlo rendere più del suo effettivo valore.

Di chi è questo lusinghiero ritratto dell'Eze che quel fesso di Scariolo non ha il coraggio di richiamare? Dello stesso Oscar Eleni non più tardi di un anno fa, sempre su Indiscreto, sommando quello che dice qui:

Peterson ha poi avallato tutto e quando i russi hanno scaricato Eze si sono ingoiati tutto, anche il sovraprezzo: ora dobbiamo confessare che Pianigiani meriterebbe il premio di super numero uno non tanto per quello che stravince o ha stravinto, ma per aver mascherato un tipo come questo eccellente atleta che salta a vuoto e commette fallo a prescindere, per averci convinto che la struttura verticale della sua difesa non era al ponte levatoio Stonerook, ma molto più indietro dove Eze giocava, però, una ventina di minuti nelle partite vere. Spartire il compenso con il Khimki alla canna del gas aveva un senso, strapagare questo irascibile Benjamin è stata un’altra mossa sbagliata, almeno come quella del ripescaggio dalla isola della tristezza di farfallino Greer.

O che dice qui:

Peterson è arrivato un girone fa, domenica ritrova Caserta che gli spalancò le porte del Paradiso, ha insistito per il lungo che mancava ed è arrivato Eze a cui, però, non arriva un pallone decente per la sua manualità tecnica così elementare che Siena, nel sistema Pianigiani, mascherava così bene, ma quando c’è stato da scegliere nessuno ha avuto un dubbio fra saracinesca Stonerook, il baobab che pensa per tutti, e il Beniamino che poi Scariolo ha scoperto nella gelida Mosca rimettendoci salute e posto milionario.

O che dice qui:

Poi arriva un Petravicius da una volta al mese, poi sarà di nuovo in malattia, e scopri che Benjamin Eze ha davvero gli atteggiamenti sbagliati dell’uomo e del giocatore arrivato che mai gli avevamo visti quando giocava per Siena

Riassumendo: prendere Eze dimostrava che Milano sbagliava. Adesso non prendere Eze dimostra che Milano sbaglia.

E' questo il bello dell'hating, non piegarsi né alle leggi della logica né a quelle della coerenza. Pur di odiare si può dire nero e il contrario di nero pretendendo di avere comunque ragione...

Qualche nota statistica per non haters

Al momento abbiamo giocato 9 partite contro le 7 squadre nelle prime posizioni (che sono ancora le stesse che saranno protagoniste delle Final 8) e abbiamo un record di 7 vinte e 2 perse (4 giocate in casa e 5 fuori). 
Vediamo le altre:

  giocate vinte perse casa fuori
 Siena  4 4  3  5
 Bologna 9 4 5 5 4
 Venezia 9 4 5 4 5
 Pesaro 8 4 4 4 4
 Cantù 9 5 4 6 3
 Sassari 8 2 6 4 4
 Avellino 8 4 4 4 4

Come tutte le statistiche vale tutto e vale niente ma siccome dubito che altri la faranno mai notare, la agevolo alla vostra intelligente considerazione.
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