Ricordati di Mason


Sono anni oscuri, avari di soddisfazioni e ricchi di frustrazioni. Sono anni che un giorno speriamo di dimenticare, sfruttando la memoria selettiva che cancella ricordi brutti per lasciare spazio a quelli più nuovi e piacevoli.

Ma quello che non dovremo rimuovere è il privilegio e l'onore di aver avuto in maglia Olimpia Mason Rocca da Evanston, Illinois.

Che ci commuove ancora una volta con una prova eroica sui due lati del campo, chiusa con una doppia doppia per punti e rimbalzi, instancabile nell'energia dei suoi aiuti difensivi, nel coraggio di fare la cosa giusta in attacco anche se dovrebbe essere fuori dalle sue corde (vedi le penetrazioni in palleggio).

Qualche avventizio si lamenterà per i tiri liberi sbagliati e verrebbe da rispondere che non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore. Invece si, si giudica anche da questi particolari ma, prima, dal coraggio.
Che è coraggio anche di rischiare di trovarti nelle situazioni in cui, nonostante l'impegno, non riesci a districarti.

Dopo anni di fatica e botte meriterebbe di vincere casomai i Mondiali o almeno una coppa Italia, uno scudetto, qualcosa anche a Milano...
Ma purtroppo il rischio è che qui sia destinato ad essere ricordato come un moderno Ettore, eroico, lodato, amato ma sconfitto.

Che bicchiere beviamo?

Abbiamo inaugurato il nuovo fantastico palazzo del Fenehrbace Ulker e purtroppo l'abbiamo fatto con una loro vittoria.

Partiamo dalle valutazioni dei singoli.
Detto dell'immenso Rocca, significativa la prova di Fotsis che doma lo spauracchio Gist, riempie tutto il tabellino ma purtroppo sbaglia il tiro finale, che era difficile ma non impossibile.
Mancinelli da il suo contributo anche se Bogdanovic rimane un rebus.
Tre brutti passaggi e tre brutte palle perse in momenti topici sporcano la prova altrimenti positiva di Nicholas.

Non sufficiente la prova di Cook che nonostante gli assist, nonostante la bomba finale non riesce a trovare la misura per contenere un Ukic decisivo per le sorti del match.
Insufficienza più grave per Gentile perché i tiri che prende sono tutti tiri buoni e ben costruiti e lui li sbaglia e non di poco.

Male Giachetti, tanta confusione, nessuna iniziativa.
Malissimo Bourousis che si fa irretire dal mestiere di Peker, Savas e Turckan, si innervosisce e sbaglia più del lecito soffocando l'azione con le sue iniziative in uno contro uno mai concretizzate. Prende i rimbalzi, lotta ma alla fine manca in una partita in cui era lecito aspettarsi di più.

Complessivamente una prova diversa rispetto alle rese mentali dei match precedenti però, contro avversari che, come noi, non sono sembrati particolarmente solidi e costanti, non siamo riusciti a trovare quel plus che poteva valere la vittoria.
Non saprei quindi dire se per il futuro troviamo qualche elemento di maggior fiducia: temo di no perché è l'ennesima partita in cui, tra i protagonisti designati, agli acuti di qualcuno corrispondono le stecche di un altro.

Sull'Ulker

Dicevo che mi sono sembrati abbastanza ondivaghi proprio come noi.

Nonostante i lampi di classe di Bogdanovic, nonostante un pacchetto di lunghi folto e di qualità hanno faticato a imporsi, regalandoci più di un'occasione per beffarli come è riuscito all'Unics nella prima giornata recuperandogli ben 17 punti in 20'.

Possono ringraziare il rientro di Ukic, in evidenza nei momenti difficili e quello di Turkcan che ormai è praticamente il Rodman europeo che fa solo una cosa ma la fa bene.

Ma la cosa più bella che hanno mostrato davvero per meritare la vittoria sono i baffi di Oguz Savas...

Esterno notte: entra in scena Jr Bremer

Si nota una cosa della partita di ieri: solo 15 punti dagli esterni se, credo giustamente, non si  considera Mancinelli un esterno vero. Meno di quelli che segna il solo Ukic che con soluzioni anche estemporanee se non fortunose tiene i turchi sempre in linea di galleggiamento.

Ovvero i problemi di Milano non cambiano indirizzo, c'è troppa poca pericolosità sul perimetro. L'arrivo ormai assodato di Jr Bremer non sembra, sulla carta, una polizza di sicurezza al proposito.

Nel senso che l'ex Biella non si presenta con percentuali  da fromboliere di vaglia, oggi ma anche in carriera: nell'Eurochallenge che sta disputando con il Nizhny Novgorod spiccano i suoi 15 punti di media con il 47% complessivo dal campo (40,4% da 3) ma sono dati ingannevoli.
Perché nel campionato russo, ad esempio,  rimane in doppia cifra per punti segnati ma le percentuali soprattutto dall'arco calano significativamente.

Che contributo può dare dunque? La speranza è che sia la classica vite da 5 centesimi che tiene insieme tutto il carro armato: quindi più minuti di riposo per Cook senza i pochi picchi e le tante valli di Giachetti, qualche minuto di difesa più efficace rispetto a Nicholas, qualche iniziativa in più in penetra e scarica (ma se scarichi su chi poi non segna...?)

Aggiustamenti non inutili ma rimane la convinzione che fino al ritorno in scena di Mago Malik la situazione rimane potenzialmente sempre a rischio.
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