Il male oscuro


Ho una diagnosi. Ed è una gran brutta diagnosi.

Ma è quella che mi sembra più plausibile per capire da dove arriva l'autolesionismo estremo e i tentativi il più delle volte riusciti di suicidio.

Che spiega cosa c'è dietro la paura, la totale sfiducia in se stessi e nei compagni.
Che spiega perché tutti sono l'ombra di quelli erano sulla carta per carriera e storia.

Che spiega la costante mancanza di gioia che traspare nel nostro essere in campo, persone che non sembrano felici di quello che fanno e di dove sono, nemmeno quando le cose vanno bene.

L'Olimpia EA7 2011 - 2012 è una squadra depressa. Profondamente depressa e quindi profondamente malata.
In tutti i suoi componenti, dal primo all'ultimo.

Insultare i malati

Capisco che sia una diagnosi che può non piacere. Perché se accettiamo una malattia profonda come causa di tutto diventa più difficile lo sfogo e l'incazzatura.
Che invece è più facile se mettiamo la questione in termini di mancanza di palle, cuore, leadership, capacità etc.

Che sono spiegazioni che non mi convincono rispetto agli abissi totali in cui cadiamo in un attimo e senza eccezione per nessuno, anche quando sembreremmo in grado di gestire le situazioni a nostro vantaggio.

Questa mi convince e purtroppo mi dice che sono veramente bruttissimi momenti senza nessuna soluzione o recupero di facile applicazione.

Su Varese

Con Tony Weeden ha preso una discreta sòla perché il neoarrivato è scarso assai. Ma grazie alla coppia Stipcevic - Rannikko, entrambi molto solidi, non ha pagato dazio.

Ha fatto una partita con tanti errori e tante occasioni sprecate ma ha giocato senza scimmie sulle spalle, sapendo approfittare subito del momento in cui su di noi è calato il buio.

Ha avuto buone cose da tutti quelli scesi in campo con una menzione particolare per Diawara che le ha dato un surplus di energia soprattutto a rimbalzo offensivo.

Certo, magari non farlo marcare da Cook nell'ultimo quarto avrebbe aiutato ad evitare i suoi 5 rimbalzi offensivi ma di autolesionismo grave abbiamo già parlato sopra.

Quando la compagnia è deprimente

Da dove nasce una depressione collettiva così forte? Gallinari prima e Hairston poi si sono portati via tutta la gioia e l'entusiasmo? Possibile.
L'esempio di Rocca non è abbastanza stimolante per tutti? Purtroppo è possibile anche questo.

E altrettanto possibile è che tutta questa depressione collettiva prenda origine da un punto preciso.

Iniziamo la partita con lo stesso quintetto dell'andata ovvero Cook, Nicholas, Mancinelli, Fotsis e Bourousis.
Correggiamo dunque il duplice errore di Gentile guardia e guardia titolare ma riapriamo tutta la questione su Nicholas da titolare, dove, in campionato non giocava dal 4 dicembre contro Cremona, ultima partita di Gallinari.

Sul 19 a 7 per Varese sembrava che tutto si fosse già rotto in maniera definitiva ma nella rimonta che ci portava invece a chiudere il quarto in vantaggio oltre a Fotsis c'è anche la mano di Nicholas con 5 punti in 10'.

Purtroppo per entrambe ci saranno altri 25' in cui Fotsis prenderà solo altri 4 tiri segnando 6 punti e Drew chiuderà con altri 4 punti ma 0 su 5 da 3.
Credo che siano emblematici psicologicamente i momenti dei suoi errori: sul 32-32; sul 41-41, sul 43-44, ancora sul 43 - 44 ma nel terzo quarto quando subito dopo rifiuterà un tiro scaricando malamente su Fotsis e verrà sostituito da Filloy.

Non è in campo quando succede il patatrac, rientra quando siamo 61-48 e, dopo aver segnato 4 punti consecutivi, sbaglia la bomba del -7  sul 67 - 57 al 36'. 
Ha in mano una serie di tiri che potevano darci in vari momenti una iniezione di fiducia e li sbaglia tutti.

Non è accanimento ma constatazione dire che dall'inizio dell'anno è il giocatore che più di tutti "tradisce". Tradisce se stesso e tutta la squadra di conseguenza. 
Una squadra che, d'altro canto, non ha nessuna capacità di aiutarlo anzi tende sempre più ad imitarlo nei momenti più neri.

Sarà suggestione ma il 2 su 14 da 3 degli ultimi due quarti mi è sembrato figlio di una squadra che nell'intimo si diceva "se non segna uno come Nicholas come potrei mai riuscirci io?"

Everybody wants some Magic Johnson

Chi ci può salvare da questo buco nero? 
Perché potrebbe non bastare il talento o l'esperienza o i punti nelle mani.
Ci vorrebbe anche della gioia nel giocare alla palla al cesto, palla al cesto vincente e possibilmente anche bella.

Ci vorrebbe il giocatore più gioioso della storia del basket. Ci vorrebbe gioia e magia. Chiamate Los Angeles e trovate una macchina del tempo per favore...
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