Ombre & nebbie


Il nebbione che avvolgeva Assago e Milano Sud nel dopo partita con il Panathinaikos simboleggia assai bene la situazione attuale dell'Olimpia Milano. Una squadra nella nebbia, evidentemente in preda al panico sulla direzione da prendere o riprendere.

Cercheremo di scriverne nel modo più razionale possibile, considerando che insulti, sfoghi, rimpianti e recriminazioni abbondano già altrove.

Il miglior attacco è l'attacco

I nostri problemi nascono in attacco a mio parere. E non nascono ieri sera dove semplicemente viene messa a nudo una situazione che era già uscita dalla latenza nelle ultime 5 partite di campionato ed è presente dalle prime gare.

Fino a quando non avremo la fiducia di essere in grado di segnare la nostra difesa rimarrà deficitaria o quanto meno insufficiente a vincere. E perché non abbiamo fiducia offensiva?

Non abbiamo una guardia in grado di darci  subito pericolosità offensiva sul perimetro e da questo discende tutto un attacco asfittico che non riesce mai a entrare in partita in maniera incisiva perché banalmente agli avversari riesce subito facile chiuderci l'area e noi non abbiamo nessuno in grado di aprire la scatola. 
L'abbiamo già detto in occasione del pagellone ma lo articoliamo ulteriormente ricordando che c'è l'aggravante che la guardia attuale che non segna non difende nemmeno.

Non l'abbiamo dall'inizio dell'anno quando Nicholas partiva in quintetto: prendiamo la partita con Varese come caso emblematico.
Nicholas segna in totale 16 punti ma solo 2 nel primo quarto: quando viene sostituito da Hairston siamo sotto di 6, chiudiamo con un parziale di 14 - 5 nei 6 minuti restanti grazie anche all'entrata di Gallinari.
La controprova nella partita con il Real: 24 punti per Nicholas, 0 nel primo quarto che chiudiamo in vantaggio dove lui esce al 4' sostituito da Hairston.

Con Nicholas partente non riuscivamo mai a far avviare bene l'attacco ma la cosa si notava meno perché appunto potevi estrarre dalla panchina Hairston e/o Gallinari per recuperare o provare a recuperare (ad esempio contro l'Efes il recupero del primo quarto fallisce perché entrano entrambi ma Nicholas fa 10 minuti filati).

Troviamo una sorta di quadratura quando il partente diventa Hairston. Dico una sorta perché le partite giocate in questo assetto sono poche però casi emblematici ne troviamo: ad esempio Venezia dove Hairston non segna nel primo quarto ma al 7' quando esce siamo 8-10 per noi. Con Nicholas al suo posto il quarto si chiude con un parziale di 15-8.

Senza Hairston la situazione diventa drammatica: nel quintetto partente, come è accaduto ieri sera, devi chiedere punti e pericolosità offensiva o a Cook o peggio ancora a Gentile che è un'ala piccola diciannovenne che noi spostiamo in guardia e a cui chiediamo di essere il go to guy della situazione.

Default globale

Dire che Scariolo non sta facendo tornare i conti non è certo sbagliato ma abbiamo anche un problema di assets che non era certo azzardato dare per scontati e invece si dimostrano del tutto inaffidabili.

Di Nicholas abbiamo detto sopra. Prendiamo Fotsis adesso.
Quando prendo giocatori di un certo livello ed esperienza pensare che dipendano dagli altri, dallo stimolo di un terzo per innalzare la propria prestazione nelle occasioni importanti mi sembra quasi offensivo. Credo sia giusto darlo se non per scontato, per pressoché certo.

Fate voi l'elenco delle motivazioni per cui sperare in un partitone di Fotsis era assolutamente giustificabile. Poi notate quanto siano false le sue cifre finali da top scorer e top valutazione: segna il primo canestro al 25' quando siamo a -24.
Prima qualche tuffo e qualche rimbalzo ma niente che cambi davvero l'inerzia della partita, se non in negativo come l'assist di Cook malamente sprecato nel primo quarto.

E se prendiamo gli altri giocatori "importanti" di Milano troviamo ugualmente gli stessi balbettii in Bourousis, Cook, Mancinelli. L'unico giocatore che prima da un contributo e poi, solo eventualmente, soccombe a un avversario chiaramente superiore è, ancora una volta, Mason Rocca.

Verrebbe da dire che a fronte di titolari così ondivaghi e passivi l'utilizzo della nostra panchina non dovrebbe essere quello quasi punitivo visto ieri con Filloy e Melli che non si può dire che abbiano poi sfigurato nei minuti avuti.
Ma è anche vero che il Giachetti che ieri è sembrato quasi più incisivo di Cook è lo stesso Giachetti protagonista in negativo a Biella. Quindi, anche qui, nessuna certezza

Insomma, funziona talmente poco nei singoli musicanti che le colpe del direttore d'orchestra benché ampie, variegate e innegabili si mettono in prospettiva in relazione alle singole partite.

Rimangono però grandi e con poche giustificazioni le colpe di Sergio Scariolo sulla lettura complessiva della stagione. 
Il problema Nicholas dal quale alla fine derivano gran parte di tutti gli altri non è stato compreso e affrontato per tempo: troppo tempo in quintetto prima di provarlo da sesto uomo e, di conseguenza, troppo tempo speso prima di capire come il suo inspiegabile declino fosse insostenibile per una squadra ancora tutta da creare e da solidificare.

Il Gentile mandato allo sbaraglio per "salvare" Nicholas è veramente una bruttissima scelta, non solo ora ma in prospettiva. Dieci tiri di Alessandro in soli 20' dimostrano che del suo coraggio in realtà abusano allenatore e compagni.
E' stato forzato a finire nel mirino di tutti quando, anche solo per i tempi del suo arrivo, era il meno colpevolizzabile.

Che fare?

Giochiamo al piccolo coach. Che non è il nostro mestiere ma è un pochino più sano che indulgere nelle olimpiadi del livore e dell'insulto: non sono più il facinoroso di una volta... ;)

Hairston sarà fuori ancora per 15 giorni se non di più.
E' dunque ancor più chiaro che se non si parte dal taglio/marginalizzazione di Drew Nicholas non si va da nessuna parte.  
E' incredibile dirlo ma il suo apporto alla causa Olimpia assomiglia a quello dato da Reece Gaines con percentuali però inferiori.

A questa squadra urge dunque una guardia vera che, eventualmente, in seconda battuta, possa agire da play. Ma mi concentrerei prima sulle capacità offensive e (sufficientemente) difensive rispetto alla bidimensionalità di ruolo.

Se Nicholas rimane gioca per 5' minuti. Fa bene? Ne fa altri 5', altrimenti si risiede come un Filloy qualsiasi. O esce l'orgoglio del campione emarginato oppure si minimizzano i danni.
Non come adesso dove in attesa di resurrezioni si tollerano tre, quattro vaccate consecutive senza interrompere la permanenza in campo.

E l'asticella viene alzata per tutti, cancellando palmares e carriera, titolari e riserve. Basta con l'attendismo in campo, basta intervenire solo dopo 3, 4 o forse più errori banali, singoli o collettivi.
Basta con l'idea che siccome hai preso dei campioni troveranno da soli la via per correggersi dopo un errore. Basta anche con l'idea che devi insistere con le riserve anche di fronte all'evidenza dell'inadeguatezza.

Se deve essere overcoaching sia overcoaching di ogni singola azione, valutando tutti e tutto ogni singolo secondo, senza rimanere fedeli agli schemi e alle visioni stabiliti prima dell'effettivo svolgimento della partita. E senza allo stesso tempo innamorarsi delle fantasie del momento (il quintetto con Rocca, Bourousis e Fotsis di ieri ne è un esempio lampante).

Basta, mi vien da dire con questa tranquillità ostentata che sembra sempre di più una tranquillità di facciata. E' tempo di un po' di urgenza, di un po' di preoccupazione.
Che fa rima con emozione e reazione...
Comments