Il pagellone


Non è presunzione dire che questo pagellone avrebbe potuto parlare di una Olimpia prima a 26 punti oltre che qualificata alle Top 16.

Tre sconfitte consecutive contro 3 squadre fuori dalle prime 8  e con un record complessivo di 21 vinte e 27 perse sono una anomalia oggettiva.

Figlia di cosa? Penso di una valutazione tecnico-tattica rivelatasi, quella si, presuntuosa.
Dopo la scoppola con Cantù si è scelto di far operare Hairston approfittando della pausa di Eurolega e di un calendario di campionato sulla carta favorevole: 5 partite da giocare, 3 in casa e 2 fuori, una sola con una squadra fra le prime 8.

La valutazione errata è stata quella di aver sottovalutato come il solo Malik ci stava dando quella pericolosità perimetrale che manteneva bilanciata la nostra manovra. Allo stesso tempo si sono sopravvalutati i segnali leggermente più positivi che Nicholas sembrava dare tra fine novembre e dicembre.
Così come si è sopravvalutata la responsabilità che era ragionevole scaricare sul neo acquisto Gentile.

La chiusura in negativo pesa dunque ma fino ad un certo punto sui voti che seguono. Sui quali diamo qualche chiave interpretativa: pesateli in relazione a ruoli, aspettative e responsabilità. Ovvero due titolari che prendono 5 pesano più delle riserve da 6 sui risultati.
La somma della valutazione complessiva dei singoli poi, non spiega o contraddice ogni singola vittoria o sconfitta e nemmeno il voto complessivo alla prima parte della stagione.
 

Claudio Belotti: voto 0 

Di fronte a questo primo nome immagino che la reazione dei più sia "E tu chi cazzo sei?".
Ma è tempo di fare nomi e cognomi e colpevoli a 360°. 

Claudio Belotti è - cito paro paro dal sito ufficiale - "il nostro Preparatore Mentale... un esperto di PNL, Dinamiche a Spirale e Coaching, che collabora con l’Olimpia in vari, modi...esperto di dinamiche di gruppo e di gestione delle situazioni emotivamente coinvolgenti... è al fianco dello staff Olimpia dando prospettive diverse di analisi, consigli, suggerimenti e metodi pratici per massimizzare i risultati".

Dopo il doveroso Esticazzi ci viene da dire che questo signore dovrebbe essere il primo interpellato e messo sotto accusa quando ad esempio dopo Biella, il nostro coach Scariolo dichiara:

Farsi mangiare 20 punti in 10 minuti è una questione con un'impronta psicologica fortissima

O quando Livio Proli dichiara sempre dopo Biella:

"Manchiamo di energia mentale"

Perché o è come pensiamo noi ovvero che il preparatore mentale non conta e non serve a un cazzo. Oppure è come pensa chi ha messo nello staff un preparatore mentale ovvero che è una figura decisiva e fondamentale.

Siccome perdiamo nel 90% delle volte di testa (e lo dicono presidente e allenatore, non solo noi tifosi) si prega di far accomodare fuori questa figura o inutile o evidentemente incapace a seconda di come si vuole vederla.

I tre moschettieri: voto 4,5

Che come sappiamo da Dumas sono in realtà 4, da D'Artagnan Scariolo ai tre Athos, Portos, Aramis  Frates, Fioretti e Rossini.
Che si dividono appunto un voto similare a 4 perché l'impressione è che le magagne le creino più facilmente di quanto le risolvano.
Un esempio? Lo scenario descritto sopra ma ne abbiamo anche altri che ci lasciano perplessi. 

Il periodo con Gallinari è stato gestito al meglio? Il problema Nicholas come viene affrontato veramente? La trasformazione dei comprimari in leader è solo un discorso o anche un percorso? Non c'è una via di mezzo tra ignorare i giovani e mandarli allo sbaraglio? La mente che tanto ci tradisce chi la allena? Loro o il tale Belotti?

Stiamo volutamente tralasciando aspetti strettamente tecnici come la famosa rimessa con Treviso per chiederci se la pura gestione delle risorse sta trovando man mano una fase ascendente. E la risposta è negativa: a problemi che ritornano si aggiungono problemi nuovi senza che si vedano sicurezze acquisite.

Insomma hanno raccolto un poco meno di quanto il puro elenco dei giocatori rendeva plausibile senza mostrare di aver aggiunto un quid in più anzi complicandosi spesso la vita inutilmente.

Giachetti: voto 5,5

Mezzo voto in più perché due vittorie sono tutte ma proprio tutte sue e perché è comunque rientrante da un infortunio.
Ma resta il problema di non garantire, al di là degli exploit vincenti, quei minuti di qualità o almeno non deleteri che sono indispensabili per il riposo di Cook.

Mancinelli: voto 6

Lo spostamento in ala piccola viene ben assorbito e produce buone cifre: da 3 migliore stagione in carriera. 
Rimane sempre in bilico fra magie e nefandezze con le seconde più spesso drammaticamente incisive. Buona metà di stagione ma non smette mai di spaventarci in prospettiva...

Hairston: voto 7,5

Il migliore della prima metà della stagione considerando anche la gioca sul dolore del problema al tendine d'Achille. Fondamentale per una squadra che ha bisogno di pericolosità perimetrale, per massimizzare l'impatto reale dei suoi lunghi, e di creatività, per i momenti di secca offensiva.

Gallinari: voto 7,5

Mezzo punto in più perché è l'unico vero figlio di Olimpia e perché è stato il catalizzatore di entusiasmo e interesse in avvio di stagione.
Viene utilizzato male perché da una parte si dichiara che dovrà avere un ruolo complementare e dall'altra lo si utilizza come il deus ex machina che in una azione marca il play e in quella dopo deve dedicarsi al centro avversario.
Ci mette tempo a riprendere le misure al basket europeo ma si conferma illegale nel suo essere un giocatore a 360°

I greci: voto 5

Unisco Fotsis e Bourousis perché i problemi sono similari. Non è in questione la qualità perché entrambi fanno vedere picchi altissimi.
Il problema sono le difficoltà a entrare o restare in partita, le oscillazioni ampie di rendimento, le distrazioni e l'incredulità nel non essere intoccabili agli occhi degli arbitri.
Potrebbero essere tutti effetti del cambio di paese, ambiente, squadra, etc. etc. 
Il risultato è però che sono ancora delle incognite e non delle sicurezze. E questo pesa tantissimo sul nostro andamento.

Cook: voto 6

Abbiamo un play che la passa. E la passa tanto e bene. E nonostante la tendenza all'omarata ne perde pochissime (migliore del campionato nel rapporto assist - palle perse). E se serve sa anche segnare (vedi Belgrado).
Il problema è se da metronomo deve diventare maneggiatore di patate bollenti, se non ha nessuno a cui passarla e deve tentare soluzioni puramente individuali che non sono nelle sue corde. E questo accade, il più delle volte, per il motivo che segue...

Nicholas: voto 4-

Come sia possibile che questo giocatore sia diventato il Nicholas milanese in nemmeno 8 mesi è un mistero da CSI o X-Files direttamente.
Ma al di là delle cause gli effetti sono devastanti, il Nicholas che non segna  rende immediatamente asfittica la nostra manovra offensiva, scaricandone attualmente il peso o su Cook o su Gentile, evento negativo per motivi diversi. 
Il Nicholas che non riesce a difendere rende fragile una difesa che non ha (Rocca escluso) lunghi abili negli aiuti.
I suoi assist non bastano perché dovrebbero essere un di più e non l'unico asset.
Il minutaggio che continua ad avere sembra, in questo momento, un accanimento terapeutico senza risultati.

Rocca: voto 7-

Sta tirando con il 73% da 2 in campionato a ennesima dimostrazione del suo valore assoluto nel gioco senza palla e a conferma delle doti di passatore di Cook. Soffre nettamente di più in Eurolega ma i liberi e il secondo tempo di Belgrado rimangono.
Continua ad essere esemplare di come l'applicazione e l'intelligenza cestistica possano fare - o almeno provare a fare - la differenza ma si sperava non dovesse essere chiamato ancora e così spesso ad essere il salvatore di una patria che dovrebbe avere eroi più possenti.

Filloy: voto 6-

Non è più il giocatore tremebondo del primo passaggio milanese, non dispiace nelle occasioni in cui ha minutaggio ma rimane un giocatore di complemento.

Melli: voto 6

Quando ha avuto minuti è piaciuto, tirando bene, con bella grinta. Ma è gestito in maniera misteriosa: in campionato fa il 60% del suo minutaggio totale in 3 partite...
Nelle altre, quelle in cui non fa n.e., sembra che ci si aspetti un impatto immediato sul match che se non arriva lo relega di nuovo in panchina. Insomma lo fanno restare un oggetto misterioso.

Viggiano: voto 6

Sostanzialmente di stima. Un grosso applauso alla sua professionalità e un buona fortuna di cuore.

Gentile: senza voto

Un acquisto giusto nel momento sbagliato, accolto e gestito nel peggiore dei modi. Ricordo le dichiarazioni di Scariolo all'arrivo di Alessandro: sembrava quasi che non avrebbe visto il campo per farlo crescere e maturare con un percorso "protetto".
Poi invece arriva e viene praticamente mandato allo sbaraglio per cercare di coprire il buco dell'Hairston assente e del Nicholas presente.
Risultato? Un crollo verticale delle sue cifre con un rischio sostanziale di "bruciatura" precoce. Ma la colpa non è davvero sua...

Radosevic: voto 5

Ha brillato solo nelle partite in cui le cose funzionavano per tutti, anche lui raccogliendo bene svariate perle di Cook. Ma (a torto?) ci si aspettava un contributo più solido a rimbalzo e difensivamente: quindi meglio la partita con Siena della partita con Montegranaro...

High & lows

Varese, Maccabi, Siena, @Belgrado vs. Partizan, @Efes, @Cantù, @Biella

Voto complessivo: 5,5

Non c'è niente di compromesso e sei in corsa per tutti gli obbiettivi di stagione. Grazie anche alla fortuna (vedi Spirou che batte il Partizan...) 

E' un lato della medaglia.
L'altro lato è che nella corsa ti sei sgambettato da solo troppe volte e sgambettarsi da solo quando già ci sono gli avversari che perseguono lo stesso obbiettivo può essere mortale.

Siamo a metà in tutti i sensi, a metà nella scala dei voti, a metà del percorso, con il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto: la giusta chiave di interpretazione l'avremo solo con il senno di poi.

Che sembra un ragionamento democristiano ma sono pressoché certo che, ad esempio, quasi nessuno sa dirmi al volo in che posizione finimmo l'andata dell'anno dell'ultimo scudetto...
Ve lo dico io: quarti dietro a Virtus, Fortitudo e Varese alla pari con Pistoia, Reggio Calabria e Pesaro. All'ultima giornata perdemmo di 9 con Varese in casa...
Quale era il feeling? Ce lo ricordiamo? Ci importa?

Con il senno di poi, qualsiasi sarà l'esito, credo che tutto mi sembrerà plausibile e già scritto in quello che abbiamo visto finora. Sia l'esplosione verso l'alto che l'implosione verso il basso.

Alziamo la testa e guardiamo la medaglia che vola...
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