E tutti vincemmo a stento


Di bello c'è che non ho dovuto citare Charles Aznavour o addirittura Thomas Mann per il titolo dell'articolo.
Perché a un certo sono apparsi i fantasmi del Partizan e la possibilità che finissimo a parlare di come è triste Venezia se non direttamente di morte a Venezia è diventata plausibile se non concreta.

Sarebbe stato devastante come e più della sconfitta con il Partizan perché saremmo riusciti a distruggere il buono che avevamo espresso in un campo e contro una squadra tutt'altro che da sottovalutare. 

Perché tolto lo sciagurato minuto finale una partita da 19 assist su 26 canestri dal campo testimonia che abbiamo finalmente messo in mostra una migliore intesa collettiva, vera anche se sporcata da quelle leggerezza e disattenzioni che hanno permesso a una Reyer coriacea di rimanere sempre in partita.

Perché dopo Istanbul c'era bisogno di segnali positivi, almeno qualcuno, e i segnali positivi stavano arrivando. Però tentiamo il suicidio ugualmente magari proprio in omaggio a Thomas Mann: 4 palle perse consecutive, 6 punti subiti, 0 su 4 ai liberi, il terrore puro dipinto sui volti di tutti.

Se vogliamo concentrarci solo su quello accaduto in quei secondi possiamo disperarci ma siccome la tragedia è stata solo potenziale penso che si possa e si debba guardare anche al resto. Quindi considerate tutto quanto segue al netto del minuto degno della Zona morta sapendo che anche per me è stato tutto orribile e inconcepibile.

Su Venezia

Sminuire la prova e la sostanza della Reyer per accanirci sui nostri difetti od errori sarebbe sbagliato. Non è l'ultima arrivata al ballo e l'ha già dimostrato in questo campionato.
Mescola le carte con tante difese diverse, ci crede fino alla fine supportata dal pubblico, ha giocatori magari non tutti di livello ma sicuramente pieni di entusiasmo.

Direi che può anche recriminare qualcosa perché oggi va decisamente sotto media nei tiri liberi tentati: c'è del merito nostro, soprattutto su Clark, ma il dato si fa notare.

Sul ponte sventola bandiera bianca?

Finalmente dopo tanto insistere arriva il tentativo di capire se Nicholas fuori dal quintetto e spostato da subentrante può migliorare la sua situazione.

Se andiamo ad isolare la visione solo sul Nicholas terminale offensivo possiamo dire che finalmente non ha tradito. Messo nella sua posizione preferita dall'angolo da buone esecuzioni ha segnato con buone percentuali mettendo anche la bomba che sembrava aver chiuso i giochi sul +11 al 39'.

Ma basta allargare l'obbiettivo per trovare tutte le conferme negative di quello che già purtroppo sappiamo. Appena entrato rifiuta almeno 3 tiri riaprendo il gioco nel modo peggiore, in salto quando tutti si aspettano nel bene o nel male un tiro.
Poi le 6 palle perse confermano quanto sia in difficoltà in tutto ciò che esuli dal catch & shoot: passaggi pessimi tentando di giocare a 2 con Rocca, passi non appena viene raddoppiato...

Insomma viene appunto da alzare bandiera bianca e pensare che ci basterebbe un Bowers qualsiasi per avere una squadra più solida: forse è diventato un giocatore da 15 minuti massimo in cui fargli tirare 4/5 bombe senza chiedergli nient'altro. Ma sarebbe un lusso davvero insostenibile considerando il suo contratto...

Alba greca

I già citati segnali positivi li attendavamo soprattutto dal duo greco.
E Fotsis finalmente ce ne porta in quantità con una partita da top scorer e top valutazione, finalmente il giocatore che è arrivato fino all'NBA e non il fratello abulico se non autistico.
E' protagonista anche del brivido finale quando compartecipa con lo 0/2 ai liberi allo psicodramma collettivo ma per fortuna fa 2/2 per scacciare davvero i fantasmi: MVP per certo.

E mi sento di dare per positiva anche la prova di Bourousis che si fa sentire a rimbalzo, trova buoni canestri ma non ancora la concentrazione la continuità per essere davvero dominante.

Ovunque assisti

Mi riesce difficile condividere il punto di vista di chi ha visto un Cook negativo. In difesa ha costretto al minimo stagionale un Clark che fino ad oggi aveva raccolto molti applausi.
In attacco ha smazzato assist a volontà (molto bello per lettura ed esecuzione quello difficilissimo a Mancinelli contro la difesa a zona).

Criticarlo per l'aspetto realizzativo è tornare all'equivoco degli anni scorsi in cui ci si chiedeva se devi avere un nano razzente che pensa a segnare in prima persona o qualcuno che sia effettivamente dedito al gioco collettivo.

Danilo Hairston

La partita di Malik Hairston (in quintetto) ricorda per molti versi le partite di Gallinari: non segna ma non è contenibile se non le maniere illecite.
E' protagonista del break dell'ultimo quarto proprio quando si temeva che i tendini gli chiedessero il conto: decisivo per la vittoria ma non sono certo che il ruolo di partente lo valorizzi al 100%.

L'infimo livello

Credo che per motivi diversi Giachetti e Rocca non siano conteggiati da Scariolo nella elite che vorrebbe allenare ma entrambi danno un contributo sostanziale.

E' Fra Jacopo a menare le danze nel break decisivo dell'ultimo quarto ma soprattutto a propiziare il recupero che chiude il minuto dell'incubo.
E Rocca dopo Casale mostra ancora una volta come si difenda veramente in aiuto sul pick'n'roll senza aprire praterie.

Non mi è piaciuto

Mancinelli... No, questo è un riflesso condizionato: ha giocato bene invece, potrei dire anche molto bene visto che non mi ricordo alcuna sua nefandezza.
Quello che non mi è piaciuto è stato l'abuso del cambio sistematico che ha letteralmente regalato canestri a Venezia. Speriamo di considerarlo un esperimento già chiuso.

12 apostoli di livello

Torniamo per un attimo sulla questione 12 giocatori di livello invocati da Scariolo post Efes come necessari per approdare alle Top 16.

Stiamo sul faceto: bel peccato di orgoglio da parte di Scariolo, nemmeno Gesù ne aveva 12 di livello. Vogliamo  ricordargli appunto che Gesù nei 12 aveva pure Giuda Iscariota, una discreta zavorra, altro che Nicholas o il povero Viggiano...

Passando al diversamente serio. L'affermazione di Scariolo suona stucchevole per un motivo molto semplice. Ed è che le partite dell'Olimpia in Eurolega non sono state contrassegnate da una qualità iniziale che viene a scemare nel momento in cui si deve far ricorso alla panchina.
Lo stesso Scariolo dopo Madrid concedeva di averne almeno 7 di giocatori di livello (oggi 6 dopo la partenza di Gallinari) quindi almeno un quintetto.

Se andiamo a vedere cosa fa in Eurolega il nostro quintetto iniziale  questo è il risultato:
  • Maccabi 9-5 al 6' Gallinari in quintetto, Radosevic per Bourousis
  • @Real 7-2 al 4' Gallinari in quintetto, Hairston per Nicholas 
  • Efes 4-12 al 5' Gallinari, Hairston per Mancinelli, Melli
  • @Spirou manca il play by play
  • Partizan 8-8 al 6' Gallinari per Fotsis
  • @Maccabi 10-9 al 5' Hairston per Fotsis
  • Real 8-14 al 7' Gallinari, Hairston per Nicholas, Fotsis
  • @Efes 13-5 al 5' Radosevic per Bourousis
Ho evidenziato l'unica partita in cui al primo cambio ci troviamo in vantaggio. Come vedete siamo quasi sempre in svantaggio a volte anche già nettamente.

Quindi dire che non abbiamo una profondità pari al Real Madrid o al Maccabi non è di per sé sbagliato ma è scorretto. La profondità diventa un problema vero quando dimostri di essere competitivo con il quintetto ma cali effettivamente di livello con i cambi.

Noi invece ad oggi non siamo in grado di esprimere gioco con il quintetto e quindi alla panchina dobbiamo chiedere le soluzioni estemporanee se non direttamente i miracoli. Ovvero quello che chiedevi appunto a Gallinari...
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