Delije dei Navigli


Non credo che, nonostante la comunanza di colori, il Partizan ci odi come gli arcirivali della Stella Rossa. Però di certo questa è una vittoria che i grobari di Belgrado ricorderanno a lungo per la maniera rocambolesca in cui è maturata, risalendo con un parziale di ultimo quarto di 30 a 9 da uno svantaggio che era stato anche di 19 punti. 

E la ricorderemo a lungo anche noi come una delle conclusioni più scioccanti di una partita altresì dominata praticamente per l'intero match. 

Ci toccherà purtroppo ricordarla anche come la probabile tappa in cui ci siamo giocati la qualificazione alle Top 16, suicidandoci con le nostre mani.
Ma suicidandoci proprio male e lasciando davvero un brutto cadavere.

Tipo Space Jam

Il modo in cui siamo affondati adesso, razionalmente faccio fatica a spiegarmelo. Avete presente quando gli alieni di Space Jam depredano i vari Ewing, Barkley, Bogues di ogni capacità?
A un certo punto è stato come se ci avessero succhiato ogni talento e intelligenza cestistica iniziando dalla nostra panchina con Scariolo che non ha annusatola catastrofe incombente e quindi non è intervenuto né a tempo né a modo.
Allo stesso modo per larghi tratti della partita il Partizan, tolti Macvan e Pekovic sembrava assolutamente privo di qualsiasi capacità balistica e di gioco.
Ma sarebbe stato meglio se la sceneggiatura si fosse sviluppata in senso inverso.

Tipo Football americano

A un certo punto mi sembrava di vedere una partita di football americano. Perché era impossibile vedere più di 40" di gioco continuato.
Gli arbitri fischiavano come vaporiere e Sasha Danilovic, ora presidente del Partizan, se ne lamentava intervistato all'intervallo.

A me veniva in mente un'altra partita sempre con il Partizan, giocata 3 anni fa in cui anche li i fischi si erano sprecati. Oltre al ben noto protagonismo degli arbitri di Eurolega questo concerto per fischietto ha anche una motivazione tecnica: i serbi, squadra storicamente giovane e spesso inesperta, difendono in maniera "golosa" ovvero tentando quasi sempre la giocata per portare via il pallone, raramente contenendo o puntando a limitare.

Insomma, una difesa di grande entusiasmo che porta o a valanghe di recuperi o appunto a valanghe di falli. Il metro, con quel vantaggio poi non poteva che esserci favorevole ma devo dire che sul tecnico alla nostra panchina un brivido mi è venuto: il vento stava cambiando.
E in effetti è cambiato ma non sarebbe stato un problema se anche i nostri giocatori non avessero soffiato con estremo vigore nella direzione sbagliata...

Tipo il Titanic

Inutile girarci intorno. Ricchi e ambiziosi come il famoso transatlantico in questa traversata europea siamo riusciti a centrare già due iceberg e  a compromettere molto la rotta.

Non che fosse facile la traversata ma noi ci siamo incagliati su due passaggi che non dovevano essere compromettenti. Ci restano 5 partite e oltre a battere i belgi e il Real Madrid in casa dovremmo ragionevolmente trovare due vittorie nei viaggi a Tel Aviv, Istambul e Belgrado. Oppure affidarci a mille considerazioni algebriche su classifiche avulse, scarti, scontri diretti etc.

Arrivo in porto molto difficile dunque, soprattutto se rimane irrisolto questo potente Tafazzismo di fondo...
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