Il ritorno di Preston Nicholas


Intendiamoci: possiamo anche titolare "la serata di Omar Bulleri" piuttosto che le scelte di Piero Scariolo. Come anche "quel testone di Reece Hairston", etc. etc. 

Insomma per perdere contro una brutta squadra come l'Efes, Milano ha dovuto opporre una partita orrenda in cui tutti sono riusciti a sbagliare quello che non si doveva sbagliare esattamente nel momento in cui non si doveva sbagliare.

Ma fra tutti i colpevoli dovere di cronaca ci impone di segnalare la vera mente criminale del match. Che è Drew Nicholas trasformatosi, per infiniti 30 minuti, nella copia milanese del suo vecchio sodale Preston Shumpert. Nel primo quarto che indirizza subito il binario della nostra partita verso il baratro sbaglia di tutto e di più, sommando distrazioni, svagatezze, iniziative deboli chiuse con passaggi senza senso.

Non fosse il Drew Nicholas bicampione d'Europa forse sarebbe stato panchinato al 5'  e mai più riproposto. Ma da una parte non si può bocciare così nettamente un giocatore dal cotanto curriculum e dall'altra è apparso chiaro che nel nostro pur sontuoso roster un buco c'è ed è proprio l'alternativa all'ex Panathinaikos.
Quando Scariolo ha provato a farne a meno in un quintetto con Gallinari da 3, l'Efes ha giocato sempre con 3 piccoli mettendoci in difficoltà. Soprattutto perché non riuscivamo mai a servire Gallinari per fargli sfruttare il mismatch che invece lui pagava, non sempre, ma più spesso dello sperato in difesa.
Quindi i minuti totali di Nicholas diventano oltre 30, chiusi con un desolante meno 2 di valutazione e ben 7 palle perse.

L'ira del Gallo: è stato strano vedere un giocatore come Gallinari che da sempre ha dimostrato una freddezza inconsueta per la sua età perdere le brocca fino ad arrivare all'espulsione. Espulsione inevitabile perché si spinge via di dosso  con veemenza il braccio di un arbitro dopo il tecnico. Espulsione figlia del nervosismo per una partita in cui poco gli è riuscito nonostante chiuda da miglior nostro marcatore.

Piero Scariolo: nessuno in campo ha fatto la cosa giusta ma va anche detto che Scariolo non ha trovato davvero nessuna chiave per aiutare un team in confusione e nervosismo totali. Troppo tempo con un Nicholas dannoso o al massimo invisibile, nessun vero cambio tattico per provare a confondere le idee all'Efes che dall'inizio alla fine ha affrontato sempre la stessa nostra difesa.
Prova la carta della garra di Rocca a inizio terzo quarto ma è sembrata una scelta già un po' disperata. Difficile vedere come dice lui una seconda parte di partita in crescita, più che altro era impossibile fare peggio: le difficoltà in attacco in questa fase di costruzione ci possono stare, la mancanza di una difesa alternativa da proporre per provare a smuovere almeno le acque già un po' meno così come certe scelte apparse avventurose nei quintetti proposti.

La sigla finale: nell'ultimo quarto sull'entrata in cui Omar Cook sbaglia il più incredibile dei sottomano per il meno 2 scendono i titoli di coda. Cade quel minimo di fiducia che ci aveva portato fino a lì e si innesca la miccia finale che esplode all'espulsione di Gallinari.

Il migliore: tutti pessimi dicevo ma vale la pena dire che i minuti di Melli sono stati positivi. Riparte in quintetto dopo Sassari e 2 dei miseri 9 punti del primo quarto sono suoi, ritorna nei minuti finali dove si segnala per un bel canestro segnato in finta, palleggio, arresto e tiro.

Antonis presente: le diagnosi dopo l'infortunio a Sassari sembravano più fosche ma alla fine Fotsis è in panchina e anche in campo dove fa bene per essere un recente infortunato anche se va detto che lo 0/2 da 3 consecutivo è uno dei momenti che tagliano le gambe ai nostri tentativi di rimonta.

Per gentile concessione di Turkish Airlines? Il suicidio è tutto e solo nostro ma sommando Bertomeu presente in tribuna, le Final 4 ad Instambul e il fatto che nessuna delle tre turche in gara sembra al momento veramente irresistibile ci piace fare un po' di dietrologia.
E dire che se ce ne fosse bisogno ma anche se non ce ne fosse bisogno - come stasera - un occhio di riguardo per le squadre con la mezzaluna non è un concetto sconosciuto alla classe arbitrale.

Sull'Efes: se avesse giocato una partita minimamente decente avrebbe dovuto darcene dai 20 in su. Invece statisticamente è migliore solo ai liberi, a partire forte e poi a cavalcare le vena di Barac che segna punti decisivi mandando anche Bourousis dietro alla lavagna dei cattivi nonostante il suo top di valutazione. Kinsey più importante di Vujacic ma in generale squadra ben lontana da poter aspirare al trionfo finale, anche nel caso fosse sospinta a mani aperte lungo il percorso.

Comments