Mio cugino, una volta, da bambino, era vivo


Banco di Sardegna Sassari vs. EA7 Milano 60 - 88

La frase non è di De Vecchi su Gallinari ma potrebbe ben essere di Drake Diener su suo cugino Travis Diener. Perché questo era il settimo incontro fra Milano e Sassari e il play ex NBA, vero deus ex machina delle fortune sarde è assente per la quinta volta.

Senza di lui ma con in squadra il capocannoniere dello scorso campionato White la Dinamo dei Sacchetti, padre e figlio con lo spirito santo Pinton, ci sgambettò meritatamente a Milano in gara 1 dei quarti playoff. Ma nel proseguio non ebbe le risorse per ripetersi ancora.

Stasera nella bellissima cornice del palazzetto sassarese dove premiano Gallinari come alfiere dell'NBA in Sardegna la Dinamo si presenta parecchio spuntata. Manca Diener, il già deludente Benson è Dead man walking, Vanuzzo anche lui reduce da infortunio, Drake Diener ancora buon giocatore ma fisicamente più spento come bomber rispetto a White.

Troppo poco da aggiungere a Hosley e Sacchetti per impensierire Milano che approfitta per fare palestra di intensità difensiva e coinvolgimento del roster partendo con Melli e Mancinelli in quintetto.

L'MVP: citati per onor di cifre Hairston e Bourousis (che però direi quasi illegali oggi per mancanza di validi opponenti) il premio va ad un Nicolò Melli che dopo l'airball del primo tiro colleziona schiacciate e rimbalzi. Bella presenza e bella sostanza per il protagonista indiscusso del remake di Laguna Blu: anche Brooke Shields avrebbe apprezzato.

Grazie per essere passati a salutare: grazie Drew e soprattutto grazie Antonis, per stasera non abbiamo bisogno di una mano. Antonis però se hai dei pensieri diccelo che ti troviamo un po' svagatello questa settimana. (Nota: mi dicono che Don Sergio in conferenza stampa ha spiegato che Fotsis nei suoi cinque minuti ha subito una distorsione ed ecco spiegato quindi il poco utilizzo).

Il pelo nel Mancio: statisticamente difficile dirgli qualcosa visto che ha riempito tutte le caselle sostanzialmente in positivo. Però ci lascia sempre l'impressione di uno che gioca per forza di gravità e che sulle sue traiettorie non ci sia mai un clinamen autonomamente impresso. In parole più povere che giochi bene o giochi male non si capisce mai bene se ci è o ci fa...

Non è una questione di pelo: tra il folto crinito Filloy e il crinoleso Giachetti al momento non c'è molta differenza. Ambedue rappresentano una caduta verticale della nostra qualità in spot 1. Cosa che non paghi oggi ma preoccupa in prospettiva.
Frà Jacopo non è tristo in assoluto come quello attuale che fatica fin troppo difensivamente: l'infortunio dell'anno scorso però si sta rivelando un peso notevole per riuscire a convincere gli scettici e i dubbiosi.


L'azione: il canestro di Mancinelli per il nostro 74 esimo punto nasce da una magia no look di Gallinari con la mano destra dietro la testa. Una perla in una partita abbastanza silente: non che ci fosse bisogno di particolari acuti ma ci hanno un po' preoccupato certe conclusioni uscite un po' deboli così come una mobilità difensiva più faticosa di quanto ci ricordavamo.

Le case di Sergio: la vittoria di Pesaro a Cantù fa ripensare alla nostra sconfitta sull'Adriatico mettendo meglio in prospettiva i meriti della Scavolini rispetto ai nostri innegabili demeriti. A latere pensavo anche a quali altre ex squadre di Scariolo potremmo incontrare: la Fortitudo no perché è desaparecida o se si preferisce è una e trina ma dalla Legadue in giù. In Europa speriamo di non incrociare in lontani futuri Malaga piuttosto che Vitoria visto che ad oggi, sommando Pesaro e Madrid siamo a 0-2.

Innalzando i nostri color: nelle trasferte italiane ritorniamo al rosso consueto e dopo il debutto negativo della seconda giornata arriva la prima vittoria. I miei brontolamenti da vecchio tradizionalista sulle divise nere da Eurolega alla fine non hanno raccolto molti proseliti: il nero che smagrisce e va con tutto alla fine piace.
Spero di cambiare idea anch'io quando, pur di nerovestiti, andremo a cogliere vittorie sonanti e prestigiose.

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