Coin flip fra luci e ombre


Real Madrid vs. Emporio Armani Milano 85 - 78

50% cose buone, 50% cose negative ma con la sconfitta la moneta chiaramente finisce per cadere sul lato delle ombre.

Può sembrare paradossale ma la qualità della partita dell'Olimpia comincia a scemare nel momento in cui ci troviamo al massimo vantaggio di 13 punti grazie appunto ai 13 punti consecutivi di Nicholas nel terzo quarto.

Purtroppo è un vantaggio bugiardo, figlio di uno show arbitrale che alla fine ci danneggia. Un po' perché dopo due tecnici consecutivi gli arbitri hanno sentito la necessità di "riequilibrare". Ma soprattutto perché la rabbia per i presunti torti accende una squadra "emozionale" come il Real che fino a quel momento, costretta abbastanza a ritmi bassi e alla necessità di ragionare e costruire era stata ben contenuta.

Si accende Rudy Fernandez, si accende Lull e in generale si accende la mira del Real che costruisce la sua vittoria soprattutto con il tiro da 3. Punita la nostra zona che troppo spesso su uno specialista come Carroll ha ancora quelle titubanze di esecuzione e rotazioni che risultano mortifere.

La sparizione dell'ex: l'ultima vittoria di Milano a Madrid nell'annata Breil vedeva in camiseta blanca quell'Antonis Fotsis che oggi è stato sicuramente il grande assente nelle nostre fila. Dopo la schiacciata del primo quarto la sua prestazione non ha convinto soprattutto Scariolo che ha finito per preferirgli nel minutaggio un Mancinelli sembrato più vivace.
Nemmeno Bourousis è sembrato presente al meglio.

Un po' bene e un po' male: è la valutazione un po' per tutti. Cook capace di scelte divine come i due assist consecutivi per Rocca e Mancinelli che sostanzialmente consigliano a Laso di togliere subito un Ibaka ancora troppo fuori dalla squadra. Ma apparso anche confuso nelle scelte per l'ultimo assalto alla partita.
Nicholas mortifero in striscia ma che spesso non mi ha convinto in difesa. Hairston micidiale nelle sue acrobazie ma un po' egoista.
Gallinari sempre chirurgico nel raccogliere falli ma un po' troppo sottotraccia in attacco e a volte distratto in difesa.

La penitenza di Frà Jacopo:  rispetto alla partita con il Maccabi passo indietro per Giachetti che ha 10 minuti decisamente faticosi. Non me la sento di sbilanciarmi già definendolo il punto debole del roster. Però il timore è che con lui in campo la qualità del gioco collettivo così come certe marcature scadano veramente troppo.

Il piano di Don Sergio: mi sembra ormai piuttosto chiaro. Vuole un roster ampio che sia effettivamente in grado di tenere il campo e lo sta forgiando anche assumendosi il rischio di quintetti, minutaggi, scelte e combinazioni che ad oggi non sono in grado di azzannare per certo la partita.
Come a Pesaro mi rimane l'impressione che il quintetto per andare a vincere sia stato messo in campo un po' in ritardo ma in verità sono stati molti errori individuali a toglierci la possibilità di chiudere a ridosso e provare a vincerla in extremis.

No, non si possono tifare: alla presentazione al Teatro Armani le maglie nere da Eurolega mi erano sembrate anomale ma  abbastanza piacevoli. Riviste in partita ho cambiato decisamente idea...
Le trovo semplicemente sbagliate, non mi sembrava nemmeno di guardare l'Olimpia in campo, l'occhio non è proprio abituato a cercare come propri quei colori.
Spero sinceramente vengano messe da parte al più presto.

Riassumendo: una partita con molti lati positivi ma che conferma come la costruzione di un sistema e di un gruppo vincente passano attraverso stazioni anche dolorose. Era una partita che potevamo vincere ma che saremo in grado di vincere davvero solo tra un po'.
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