Assalto alla Rocca


Emporio Armani vs. Maccabi  Electra 89 - 82

Crudi alla meta: Il primo titolo che avevo pensato era appunto Crudi alla meta. A significare una Olimpia che dopo le ricette tutte sbagliate di Pesaro semplificava il suo menu affidandosi alla qualità pura dei suoi ingredienti che in questo momento forse era meglio gustare crudi, al massimo appena conditi.

E infatti i 25 punti di un superbo Malik Hairston si gustano come piatto forte di estrema semplicità insieme ai 23 di Danilo Gallinari, punti da campioni veri, buoni anche crudi. L'ex senese semplicemente in the zone in attacco e capace ancora una volta di balzi prodigiosi anche in difesa, Danilo autore invece di una gara di estrema intelligenza tattica: capisce tutta la difficoltà del Maccabi nel contenerlo e fa bottino dalla lunetta, raccogliendo tutti i punti che non riesce ad insaccare dal campo.

Eroe nel tempo: ma il titolo invece è diverso per omaggiare ancora una volta Mason Rocca.
In questi tre anni recenti di eroismi del nostro centro tascabile ne abbiamo visti millanta, l'abbiamo visto scagliato anche contro i mulini a vento in cariche a volte suicide ma affrontate senza mai tirarsi indietro.
Dopo le prime due partite di quest'anno temevano che le battaglie passate ne avessero ormai fiaccato le forze. Ma oggi, ancora una volta, ha dimostrato che un cuore indomabile vale più di centimetri e chili: protagonista della rimonta del secondo quarto, erculeo quando opposto a Schortianidis chiude con 10 punti e 7 rimbalzi.
Perché quando il gioco si fa duro, Mason Rocca comincia  a giocare e merita il titolo insieme agli applausi dei 6.000 del Forum.


Emersi dal Mar Egeo: credo sia dai tempi dello scontro fra Godzilla e Gamera che non si vedeva uno scontro fra enormi e oggettivamente un po' ributtanti creature pari a quello messo in scena fra Bourousis e Schortianidis, specialmente nel primo quarto.
Opposto finalmente a un pari peso Ioannis ha mostrato tutte le cose squisite che può produrre il suo corpaccione insieme alle sue mani da violinista.
All'altro angolo della Battle of The Centers il sempre più mastodontico Baby Shaq ha colpito invece di forza bruta ma quando il domatore di giganti Mason da Princeton l'ha costretto al terzo fallo in attacco Blatt ha rinunciato al suo ingombro anche tattico per quintetti più mobili.

L'azione: dopo la bomba di Gallinari dall'angolo destro, Omar Cook scippa a Papaloukas la palla per chiudere un mini break di 5 a 0 in pochi secondi che riporta Milano a +9 nella fase discendente dell'ultimo quarto.
Aggiungo anche questa perché rivista agli highlights è notevole e divertente: nostro contropiede nel primo quarto con Cook che porta avanti la palla e allo stesso tempo chiama a grandi gesti e grandi saltelli Bourousis perché lo superi e si butti in area. Detto fatto: lob e due punti per Ioannis.

Cosa non funziona ancora: in più di un momento i nostri devono parlare molto, quasi troppo per capire dove andare e cosa fare. E d'altro canto invece a volte siamo presi da intossicazione da extra pass quando la palla sembra girare bene. Insomma i difetti di gioco di insieme ci sono ancora tutti.
Se si guarda al quarto quarto contro il pressing gialloblu si potrebbe dire che non funziona Giachetti ma sarebbe ingiusto dimenticare che Fra' Jacopo da Livorno è in campo  nel secondo quarto in cui rimontiamo dopo aver subito un parziale di 14 a 0. Idem se si guardano le cifre di Nicholas si rimane perplessi: qui non so bene se c'è un bilanciamento a suo favore, dovrei riguardare a freddo la partita per valutare bene il lavoro difensivo.

Sul Maccabi: partita da vera stella di Eliyahu che mi ha colpito per la qualità del suo gioco spalle a canestro e del suo uso del perno. Partita da stella solo presunta invece per Farmar che era segnalato in condizioni fisiche precarie: è molto bravo a penetrare sulla destra sbracciando malandrinamente con il braccio sinistro per crearsi spazio ma per il resto molto meglio l'immarcescibile Papaloukas che guida e dirige ancora come ai tempi belli ma perde una palla sanguinosa contro Cook: il Forum non gli è amico visto che qui cadde anche ai tempi dell'Olympiakos.
Menzione finale per Blu già Bluthental nei suoi anni italiani ma non tanto per i 15 punti quanto per le vistosissime scarpe giallo evidenziatore.

Dino Dio: Ogni sfida con il Maccabi ricorda le SFIDE con il Maccabi ovvero le finali di Losanna e Gand contro i gialli d'Israele. Della prima ho sempre in mente l'immagine di Dino Meneghin che, dopo aver giocato tutta la partita su una gamba sola, crolla a terra dopo aver fallito il terzo tempo che avrebbe chiuso in anticipo i giochi. E la partita di Rocca oggi è stata sicuramente una partita alla Meneghin.

Sono curioso di leggere se parla di quell'episodio in Passi da gigante (Varia), la sua biografia scritta insieme a Flavio Vanetti che ho appena ordinato.

Altra curiosità è scoprire se il titolo è una citazione volontaria o involontaria di Giant Steps, appunto Passi da gigante, che era anche il titolo della biografia di Kareem Abdul Jabbar. Titolo che a sua volta citava il capolavoro di John Coltrane, una delle passioni del jazzofilo (ex) Lew Alcindor.

Sarebbe davvero un gioco di collegamenti interessante intorno a questo titolo: il pezzo che viene ritenuto una pietra miliare nella storia del jazz, il top scorer NBA che faceva cambiare le regole  (con Alcindor a U.C.L.A. la schiacciata fu vietata per regolamento NCAA) e il most dominant ever della storia italiana.

E per finire il gioco dei rimandi incrociati ricordiamo una cosa già scritta su queste pagine quando il mitico Arturo ritornò al PalaLido nel maggio 2003. 
Kareem quando era ancora Lew Alcindor fu compagno alla Power Memorial Academy di New York di Art Kenney ovvero l'arcinemico biancorosso del Dino Meneghin varesino.
E con questa chiudiamo il cerchio e ci godiamo questo inizio vittorioso della nostra Eurolega :)
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