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La vittoria con Montegranaro per quanto gradita lascia interrogativi aperti per colpa del protagonismo dell’arbitro Crescenti. E di regole che introducono concetti fumosi e opinabili come la simulazione quando sarebbe meglio pensare a tornare a fischiare i passi, le palle accompagnate e gli sfondamenti come una volta.
Bisogna chiedersi, per correttezza intellettuale, se tolto questo fischio l’Olimpia avrebbe avuto la forza e la lucidità per tenersi stretta una partita che aveva controllato a lungo con il solito Booker, il solito Gallinari e un sontuoso Katelynas, partito titolare per gli acciacchi di Sesay, energico ed energetico come al solito con in più la massima precisione della distanza.

Ma l’appannamento di Booker per la fatica, amplificata dalla pochezza del contributo della panchina e dagli errori di Watson sotto canestro riportava sotto Montegranaro a partire dalla seconda metà del terzo quarto. Sarebbe stato punto a punto fino alla fine: sul tiro di Sesay poteva starci un tiro libero aggiuntivo, il tecnico ne regala due e sull’errore da 3 di Gallinari Tigella si riscatta controllando il rimbalzo.

Non che l’Olimpia abbia demeritato ma prima di esaltarsi meditiamo sui chiari segnali che vengono da questa partita. A chi piace parlare solo dei meriti di Caja andrebbero fatti rivedere a oltranza i minuti in cui Booker non è in campo. Ovvero i minuti in cui cala il buio assoluto sul nostro gioco.
Non che con Melvin in campo il gioco collettivo sia scintillante e preciso come un orologio svizzero ma l’esperienza e la classe del nostro play dona una parvenza di ordine, creando occasioni per se e per gli altri: oggi le sue bombe allo scadere dei 24″ hanno tenuto in piedi la squadra nei momenti difficili ed è bastato il suo appannamento a metà del terzo quarto per ridare abbrivio a Montegranaro.

E al di là dell’opinabile chiamata arbitrale contro Amoroso è solo con la freddezza di Melvin che Milano può portare a casa la partita: basta verificare che se Milano vince Booker segna 13,5 punti con una valutazione di 13,1 e se Milano perde Booker segna 9,7 punti ma soprattutto ha una valutazione dimezzata di 6,7 giocando sempre un minimo di 30 minuti. Paragonatele con le cifre di Gallinari, l’altra pietra angolare di questa squadra: se non gira Booker nonostante le cifre di Danilo non abbiano variazioni sostanziali, Milano perde.
Ma essendo tutto merito di Caja l’Olimpia dovrebbe giocare splendidamente a prescindere dal nostro trentacinquenne play: d’altronde ricordate tutti come anni fa non dipendevamo assolutamente da Naumoski grazie ai meriti di Caja…

Essendo tutto merito di Caja è sicuramente sbagliata la nostra impressione che della somma di Giovacchini, Maresca e Di Bella non si faccia un giocatore che possa dare respiro a Booker così come non la si faceva sommando Giovacchini, Conroy e Aradori.

Cura Di Bella: chiaramente non si può pretendere che Fabio Di Bella arrivato da due giorni possa avere in mano la squadra. Ci mette impegno trovando 4 punti con le penetrazioni che sono il suo marchio di fabbrica ma conferma anche alla prima impressione che il playmaking in senso classico e la difesa non siano il suo punto forte. Leggere Gamba che dice che con Di Bella si potrà adottare la soluzione del doppio play con Booker mi lascia perplesso: da quel dì serve qualcuno che possa dare riposo a Melvin, non fargli fare 20 minuti da guardia e 20 minuti da play.
Dobbiamo quindi sperare che nel proseguio della stagione Di Bella possa tenere il campo in autonomia e consentire a Booker di concentrare le energie nei momenti decisivi del match. Ma vi dico anche che mi sembra una pia speranza.

Pupetta Maresca: ignoro le doti cestistiche della famosa camorrista che, incinta di 8 mesi, uccise il killer del marito in pieno centro di Napoli. Ignoro anche le doti cestistiche di Giuliano Maresca, quelle per cui l’abbiamo cercato per 5 mesi. Non capisco perché Maresca giochi e Giovacchini non giochi o il dipartito Aradori non giocasse. Quale è il motivo? Intendo a parte stare o meno sulle scatole a Caja: ho sentito sostenere che Aradori non difendesse come difende Maresca.
Sarà. Le due volte che l’ho visto in campo ho visto uno che correva dietro all’avversario e se andava bene lo raggiungeva giusto in tempo per fare fallo.

Conroy: Solo per farvi notare che il buon Will è ancora un giocatore sotto contratto con l’Olimpia, controllate pure sul sito di Legabasket…

Per quanto riguarda i cambiamenti societari, ho lo scoop sulla cordata americana: sono i Soprano…
Tony for president!

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