Ten Years After


Questo sito ha 10 anni. E 10 anni fa come oggi il play dell’Olimpia si chiamava Melvin Booker.
E oggi come allora Melvin Booker è un bravo giocatore e una brava persona.

Dieci anni fa quella Sony era bella squadra, bella perché onesta. Onesta perché fece non solo quello che gli consentiva il suo effettivo valore ed esperienza ma provò sempre a metterci anche qualcosa di più. E Melvin, allora come oggi, era un leader e una guida: 10 anni dopo non ci sono più le stesse gambe e lo stesso braccio ma un grande rimane tale anche al tramonto.

Nei rammarichi di cui alla fine è piena la storia dei nostri ultimi 10 anni c’è anche quello di quella Sony sulla quale non si potè costruire perché la prima delle mille crisi di giugno fece si che Booker andasse a spendere 5 ottime annate in un biancorosso diverso.
Quello della Pesaro che oggi ha contribuito a stritolare sotto un passivo umiliante, frutto di una partita giocata con lo stesso sospetto spirito della Napoli dello scorso anno.

Ma detto fra noi, stipendi pagati o meno sull’Adriatico, Myers e compagnia che pigliano un bel trentello e Sacripanti con le pive nel sacco (”Ma non è colpa mia…”) sono sempre un piacere per gli occhi. Come lo è il Giovane Dio, sul quale non spendiamo nemmeno più troppe parole perché il sublime è in realtà indicibile.

Gioca bene un po’ tutta Milano con Casey Shaw in versione Most Dominant Ever e Caja che comunque trova il modo di lasciare perplessi spremendo l’imprescindibile Booker e ignorando Aradori anche a partita ampiamente chiusa. Ma tant’è, l’importante è l’amicizia…

E allora anch’io in nome dell’amicizia che ci lega vi do questa lista di nomi: Vukcevic, Davison, Markovski, Vukcevic, Conroy, Bulleri (NdR 29/01: E aggiungiamo una cosa che avevo dimenticato all’inizio dell’elenco: cessione diritti di Eurolega). Trovando il minimo comun denominatore troverete con buona probabilità il futuro societario dell’Olimpia.
Se non mi sto sbagliando l’affaire Drake Diener in arrivo da Capo D’Orlando sarebbe uno di quei casi che dovrebbero far rizzare le orecchie a un qualche ufficio indagini della Lega.

Ma siccome questa non è una nazione seria, è infantile pensare che possa essere serio il mercato cestistico: beviamoci la storiella dell’Olimpia che “vince” “l’asta” (pregasi notare le virgolette e pregasi notare la “stranezza” di Siena che si chiama fuori pur dovendo sostituire Kaukenas anche in Europa…), non facciamoci troppe domande sulla regolarità del campionato o della Coppa Italia, appendiamo il nostro Diener che renderà il nostro salotto grande protagonista del 900…

E chiudiamo qui questo ennesimo sporadico intervento: scrivo poco perché vorrei le verità che ricordavo e non questa che è troppo brutta. Ma gli anni passano, 10 anni fa Melvin Booker aveva un altro primo passo e io avevo un altro entusiasmo: Melvin fa ancora la differenza a volte, io invece non ci credo più tanto nel fare la differenza…

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