Quanta bruttezza nel mondo


AJ Milano vs Benetton Treviso 88 - 84

Forse dovremmo giocare sempre a mezzogiorno. O forse dovrei essere sempre presente io: perché sarebbero sempre vittorie alla fine.
Ma quanta bruttezza.

O si potrebbe anche dire mal comune mezzo gaudio. Perché pensando a quanto sia brutta l'attuale Olimpia magari ci si può un po' consolare pensando a quanto siano brutte anche la Fortitudo che prende 21 punti da Avellino in casa o la Benetton che battiamo con una partita ancora una volta bifronte come il debutto in Eurolega con i lituani.
Bisogna prima affondare fino al meno 15 prima di vedere i biancorossi giocare in maniera quantomeno non imbarazzante. Imbarazzante individualmente e collettivamente con errori inaccettabili per dei professionisti. Al punto che ci si arriva a chiedere se ci sia sotto qualcosa che non sappiamo, che i professionisti ritengano in questo momento di giocare per hobby...

Caja come dichiarato e come sua consuetudine da sempre ha giocato con 7 uomini a parte una comparsata irrilevante di Aradori. Come è noto alla lunga tutte le squadre di Caja sono sempre giunte cotte e bollite ai playoff. Come è noto mercoledì siamo di nuovo in campo in Eurolega a Instambul. Ma d'altronde non si può pretendere che un allenatore interinale adotti strategie che possano avere un lungo respiro. E non si possono pretendere nemmeno voli pindarici sulla post season di fronte a una squadra che oggi come oggi lascia anche l'impressione che nella sua veste peggiore dovrà lottare per la salvezza.

Nella sua veste migliore invece qualcosa di più dovrebbe fare, veste migliore che fondamentalmente si riduce a percentuali sontuose dalla linea da tre e un pochino più di voglia e di sacrificio difensivo, sufficiente a mandare in confusione Treviso che va sopra e si fa rimontare in qualche modo senza cambiare granché del suo giocare dove Johnson è un ectoplasma e Chalmers uno dei tanti playmakerini un po' imprendibili e un po' pasticcioni. Ci sarebbe Austin che rimane un fattore ma alla lunga paga l'aver portato a una forma sferica un fisico che solo due anni fa era filiforme ed esplosivo.

Per Milano ci sono Sesay che tira verso il canestro qualsiasi cosa che gli capiti fra le mani oltre la linea dei 6,25 e per nostra fortuna ne butta dentro un bel po' nei 40 minuti passati in campo senza pause.
C'è anche un Vukcevic a tutto tondo che riempie praticamente tutte le voci statistiche e si ricorda anche di attaccare il canestro e raccattare falli e liberi.

Ma secondo me va lodato soprattutto Bulleri perché Bulleri pur restando Bulleri era l'unico a sembrare un giocatore che cercava di essere parte di una squadra anche nei momenti più imbarazzanti dei 40 minuti. Gli altri sembravano invece, chi più chi meno, emuli dell'irritante Gaines, lui sempre preda del "faso tutto mi" sia quando andava bene che quando andava male, sempre a pretendere palla, sempre a dimenticarsi dove mettersi e come muoversi negli schemi, sempre a mostrare una difesa distratta e tecnicamente approssimativa.

Stendiamo al proposito un velo pietoso sulle letture e sulle scelte di Watson contro Austin. Il modesto quanto perlomeno volenteroso Casey Shaw sembrava Bill Russell a confronto.

Di bello teniamoci giusto il risultato, con una squadra che dovrebbe essere di scorer ed invece è la prima volta in 8 partite che supera gli 80 punti segnati. Aspettiamo Danilo facendo finta di non pensare ai teatrini societari di circostanza: non leggerò nemmeno le dichiarazioni post partita, non piacciono gli sputazzi nel brodino di pollo della seconda vittoria.

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