The book is on the table, the point guard is on the court


Non so se avevate letto di Stephon Marbury che aveva dichiarato che avrebbe chiuso la carriera in Italia. “Coney Island Finest” si è entusiasmato girando la penisola questa primavera, andando a trovare il parente Jamel Thomas impegnato a Biella e facendo shopping selvaggio un po’ ovunque.
Starbury ha specificato che non è che gli piacerebbe venire in Italia, lui ci verrà sicuramente scaduti gli ultimi due anni di contratto con i Knicks, un paio di stagioni ancora per un totale di una quarantina di milioni di dollari.

Quello che non tutti sanno è che un paio di giorni fa il nostro Stephon ha avuto un colpo di testa dei suoi e ha deciso che in Italia ci voleva venire subito e al diavolo i Knicks e i loro soldi: lui voleva l’Italia perché l’Italia è la patria dell’eleganza.
E non c’è squadra in Italia più elegante dell’Olimpia Milano in quanto sponsorizzata da Giorgio Armani, the gorgeous Giorgio. E allora ha preso il telefono e ha telefonato. In via Caltanisetta. Per dire che lui era pronto ad arrivare anche subito, per lo stipendio di Bulleri anche meno, l’importante era giocare in Italia, nemmeno titolare, avrebbe deciso il coach. Lui chiedeva solo una risposta subito, che poi ci pensava lui a liberarsi dei Knicks e pure del suo agente perché l’Italia era la sua terra promessa. Vi prego, ditemi di si.

E’ stato un lungo monologo quello di Starbury, you know, molto caldo e appassionato, quasi un rap degno dei più grandi esponenti della tradizione Hip Hop della East Coast. Ma alla fine il messaggio era semplice, sono una point guard NBA con i controcazzi mi volete nella vostra squadra. E altrettanto semplice era la risposta da dare: yes.

Purtroppo a quell’ora in sede c’era solo Gino Natali. Ma proprio solo lui e nessun altro. Nemmeno nelle case vicine.
E la risposta è stata un’altra: “‘Un c’ho capito punto di nulla dicché tu vvuoi”.

Chiaramente la storia di cui sopra è totalmente falsa e inverosimile. Tranne per un particolare non secondario. Quelli che quando cerchi un lavoro sta sotto la voce requisiti indispensabili, tanto più se il posto è di particolare responsabilità o prevede molti contatti ben oltre i confini di questa bella Italia che tanto piace anche a Starbury.
Se un candidato non ha i requisiti minimi di solito viene scartato e si cerca chi abbia almeno i requisiti minimi. Di solito, a parte le solite eccezioni.

Ecco, l’Olimpia attuale è una eccezionale eccezione. Ma non in senso positivo.

Vi direi Have a nice holiday! ma ho paura di non farmi capire da tutti.
E allora buone vacanze e a presto.

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