Il medium è il messaggio


Non so se sapevate che la mail di questo sito è teoweb@tin.it.
Lo è da quasi 10 anni, visto che Io e l'Olimpia sta per compiere appunto 10 anni. Dieci anni fa mi ricordo che po' me la menai a pubblicare la mail sul sito: mi immaginavo orde di tifosi avversari che mi pigliavano a male parole. Ma poi decisi di pubblicarla bene in evidenza e devo dire che in 10 anni nemmeno i canturini quando ho fatto la parodia di Io e il Cantù sono arrivati ad azzannarmi.
Si vede che alla fine fra tifosi e dilettanti si finisce per intendersi.

Comunque io le mail che ricevo le leggo tutte. Anche più volte. E ringrazio tutti quelli che me le mandano anche se poi magari non rispondo: sappiate però che quando non rispondo poi mi sento in colpa però mi sento in colpa anche quando penso troppo all'Olimpia e non a guadagnarmi il pane onestamente. Insomma non rispondo per tutto un concorso di colpe.

Io trovo che la mail sia un bel modo di mandare messaggi. Ad esempio un giorno mi mandò un messaggio Tullio Lauro e io ne fui felice anche se mi diceva che mi ero sbagliato. Se uno deve mandarmi un messaggio, va sul sito, scorre in fondo a una pagina qualsiasi e trova il mio indirizzo e-mail.
Sia chiaro che l'indirizzo e-mail mica serve solo a dirmi quanto sono bello e quanto sono bravo.

Anzi mettiamo che uno debba dirmi che devo darmi una calmata. Può andare sul sito, clicca su teoweb@tin.it e se il browser è correttamente configurato si aprirà il suo client di posta con un messaggio già correttamente indirizzato al sottoscritto.
Ivi potrà scrivere nel subject del messaggio: Datti una calmata! e proseguire nel corpo del messaggio con un argomento forte tipo: Faresti meglio a scopare di più...

E colpirebbe nel segno. Io mi direi che effettivamente farei meglio a distogliere le mie preoccupazioni da un gruppo di uomini longilinei in mutandoni che si muovono più o meno coordinatamente su un pavimento ligneo con scopi di relativa importanza. Fossi in Gino Natali io mi neutralizzerei con una Mata Hari che mi ammazza di sesso al punto che non distinguo più Bulleri da Watson e Plumari da Gaines.
Comunque tornando al messaggio io lo manderei così ma se uno preferisce stili differenti per mandare messaggi, ehi siamo un grande e libero paese e c'è dunque libertà di stile nel mandare messaggi. E lo stile come sapete fa l'uomo.

Magari un giorno via mail mi diranno qual'era la convenienza di pagare Davison per mezza stagione e non a gettone (visto che tornato Blair non poteva essere schierato). O perché Green non sia stato tagliato a fronte di una insubordinazione disciplinare ritenuta grave.
Magari qualcuno ci potrebbe spiegare cosa è successo e cosa non è successo. Magari dirci che no, Nato Verde è santo e innocente e quando torna non dovremo cantargli in coro "Son venuto fin qui per mandare affanculo Nate Green".
Oh, sia chiaro che dormo comunque però una risposta credo che piacerebbe non solo a me.

Ma anche no, del resto. Siamo in Italia e in Italia la strategia vincente è sempre quella del muro di gomma. Che si fa finta di niente. E tutte le domande si rimbalzano via senza risposte o rispondendo roma per toma che tanto va sempre tutto bene, nessuno è responsabile e quindi nessuno è colpevole: siamo sempre in un regime di irresponsabilità illimitata.

Fra le altre situazioni notevoli in Italia c'è che il primo grado di giudizio che so di un omicidio plurimo viene dato mediamente dopo 4 anni. Sulle minchiate probabilmente si ha un risposta dopo il terzo titolo NBA di Danilo Gallinari.
Saperlo a volte è bello e istruttivo.

Bello e istruttivo è sapere anche che pagare gli stipendi è motivo di vanto. Cioé non è la normalità ma la virtuosa eccezione. Ed è quindi giusto che l'orbo sia re nel mondo dei ciechi.

Lei è il mio piccione ed io il suo monumento

Non so se avete mai notato come nei pressi dei monumenti più strabilianti si raduni e prosperi una varia umanità di borseggiatori, ladruncoli e sopravviventi con espedienti vari.
Ciò accade poiché il turista ammaliato dalla magnificenza e unicità dei suddetti monumenti si distrae ed è più facilmente depredabile di portafogli, macchine fotografiche, etc. etc.

Ma sto divagando.
E' tornato con noi Dino Meneghin. Che è il monumento del basket italiano. Definizione che lui odia poiché argutamente nota come sui monumenti caghino i piccioni.
Ma ciò non toglie che non c'è carriera più monumentale ed imponente della sua sui campi italiani ed europei.

Dino torna ma sinceramente non ho capito a fare cosa. Ho capito dalla sua intervista sulla Gazzetta che sicuramente non disturberà Gino in ufficio. E questo è importante perché Gino deve essere come al solito focalizzato al 200% sul fare grande l'Olimpia: i suoi 25 anni di successi sono li a testimoniare come Natali fa tutto bene e tutto da solo.

Dino starà con la squadra. Come Coldebella che sta con la squadra. E Baldi che sta con la squadra. Ma Dino ci starà soprattutto in Europa: e questo è un bene perché è più bello che a Tel Aviv piuttosto che a Zagabria il nostro volto sia quello di una leggenda ineguagliabile piuttosto che di qualcuno che teme la congiura degli arbitri lettoni.
Nel frattempo il nostro allenatore Sergio Scariolo ha commentato il girone B dell'Eurolega che ci vedrà debuttare contro i lituani del Lietuvos Rytas a fine ottobre.

Come dici Dino? Scariolo non è il nostro allenatore? E' sempre quello di Malaga, che, guarda il caso, è anche nel nostro stesso girone? Grazie Dino, subito un apporto decisivo a un triennio di successi assicurati, come garantito dal grande Corbelli.

p.s.: Naturalmente quanto sopra è perché io odio personalmente Meneghin così come odio Bulleri

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