We, Band of Brothers


VidiVici Bologna vs. AJ Milano 81 – 73

La sconfitta in gara 4 con Bologna e la conseguente eliminazione sono l’inevitabile e sacrosanta conclusione dei playoff che l’AJ ha smesso di giocare nella terza partita con Varese persa ignobilmente in casa.
Gli ultimi due sussulti in trasferta sono serviti solo a dimostrare il “tradimento” di una non squadra, specchio infallibile dell’insipienza e incapacità di chi l’ha costruita.

La mia tristezza attuale non è tanto quella per una eliminazione sacrosanta perché il passaggio in finale di una non squadra dove la gente non si passa la palla per gelosia sarebbe stata un insulto agli dei del basket.
No la mia tristezza è quella di temere che non ci sarà alcun cambiamento, anzi si potrà solo peggiorare. Come si peggiorò nell’anno dopo la finale con la Fortitudo.
Perché Atripaldi è andato a Treviso e a noi rimarrà sul gobbo Natali e con quella testa il pesce biancorosso continuerà a puzzare. Perché il Natali che rimane è pure convinto di essere stato bravo e quindi incontestabile.

Che cosa mi aspetto? Che cosa spero? Se Natali come pare inevitabile verrà confermato, io spero che il 15 luglio Sasha Djordjevic voglia dirci tutto quello che ha da dire, senza censure, senza paure. Ci dica finalmente la verità su questa stagione e tornerà ad avere la stima e l’affetto che ci suscitava da giocatore.

Io spero, e lo dico con la morte nel cuore, che Gallinari padre dichiari che a fronte di una società che non offre alcuna qualità o garanzia tecnica e di gestione, la carriera di Danilo proseguirà altrove. Evento tutt’altro che improbabile visto che non credo manchino società europee pronte a pagare buyout sostanziosi per il più grande talento italiano e forse non solo degli ultimi anni.
Danilo sta facendo la maturità, probabilmente come il padre vorrà andare all’università: ma le università si fanno tranquillamente anche all’estero, non per niente si festeggia proprio quest’anno l’anniversario del programma Erasmus. Preferisco vederlo diventare grandissimo altrove piuttosto che frustrato in una Olimpia sempre più indegna della sua storia.

Spero nell’evento clamoroso. Nella perdita irreparabile. Perché deve diventare assolutamente lapalissiano come la gestione Corbelli – Natali possa essere solo una metastasi inarrestabile e maligna. E basta con i pannicelli caldi del nuovo allenatore, dei nuovi giocatori, del rinnovamento. Falsità: serve un solo e unico rinnovamento.

Sia chiaro che da oggi in poi qualsiasi articolo e/o notizia e/o commento di stampa e/o televisione in cui non venga ricordata ed evidenziata esplicitamente la necessità dell’avvicendamento quantomeno di Natali verrà considerato moralmente ed intellettualmente connivente con l’attuale dirigenza.

Per fare un esempio non basta fare come Pedrazzi che scrive:

    …Insomma, adesso che Giorgio Armani ha rilanciato un nuovo ciclo triennale, è ora di far piazza pulita. Milano ha bisogno di una nuova cultura sportiva, fatta di qualità e lealtà…

Perché così manca la conclusione imprescindibile e obbligata: “Quindi si deve iniziare dalle dimissioni immediate di Gino Natali”.
Non basta nemmeno quello che scrive Pisa

    Da chi ripartirete?
    “Bulleri e Gallinari. E abbiamo un accordo con Watson. Da qui partiremo per un nuovo ciclo, ringiovanendo la squadra ma tenendo conto dei due impegni. E provando a rinforzare il legame con la città, buono a parte qualche voce dissenziente. Ma contestavano anche mentre conquistavamo il secondo posto con Roma: così le voci sono poco interessanti. Certo, le nostre scelte sono discutibili. Come tutte”.
    In società ci saranno ribaltoni?
    “Per scaramanzia, aspettando la finale, non avevamo toccato l¥argomento coi soci. Vedremo”.

Che permette a Corbelli di dire le sue solite stupidate da imbonitore da fiera paesana senza aggiungere almeno la doverosa chiusura “I tifosi sperano di vedere l’avvicendamento di Natali. E noi con loro”.

Detto fuori dai denti io sono incazzato come un bufalo con tutti ma proprio tutti i giornalisti di basket soprattutto milanesi. Al massimo posso avere qualche indulgenza con quelli che forse adesso sembrano dare qualche parvenza di aver capito che cosa stiamo denunciando da più di due anni.
Ma in realtà rimango incazzato con tutti perché se due anni fa si fosse iniziato a denunciare l’incapacità di Natali forse a quest’ora le possibilità reali di un suo avvicendamento sarebbero più alte. Se non se ne fossero stati tutti zitti e buoni forse oggi non sarebbe solo uno zoccolo duro di gente che sanguina biancorosso a chiedere una nuova dirigenza. Ci sarebbero anche quelli che leggono solo la Gazzetta dello Sport e vengono solo ogni tanto e credono di dover essere felici perché “siamo in Champions”.

Conniventi. Per come fanno gli scoop a babbo morto e a buoi scappati. Mi va il sangue alla testa a leggere ancora Pedrazzi:

    Lo spogliatoio dell’Armani è stato il più spaccato per tutto, e di tutto, il campionato. Al suo interno si è sviluppata una specie di ´black powerº che ha condizionato il gruppo, e che, ad esempio, non ha mai accettato, anzi, boicottato, Massimo Bulleri (anche da noi spesso severamente criticato), per vil questione di denaro (perché a lui tutta quella marmellata?), impedendone di fatto l’ambientamento a Milano.

Ma cazzo, che coraggio, che indipendenza di giudizio a criticare severamente quest’anno Bulleri che ha avuto un milione di infortuni. Quasi come picchiare uno che sta cagando.
Vi ricordate 2 anni fa uno, uno solo degli addetti ai lavori, un Chiabotti, un Pedrazzi, un Vanetti, un Gamba, un Casalini, un Tranquillo, un Pisa, un Pugliese, un Mangiarotti, un Montorro, un Limardi, un Fuochi, un Oriani, uno stracazzo di esperto che porta a casa la pagnotta ogni mese occupandosi di basket che abbia alzato la mano a giugno 2005 e abbia chiesto a Natali e Corbelli:

    “Scusate ma non vi sembra una stronzata colossale dare 2,4 milioni di Euro in 3 anni a uno che non è un fenomeno, non è un leader, non è carismatico, è ondivago, soggetto ad infortuni, non ha mai giocato più di 30 minuti di media a partita, veniva apostrofato da Messina come monumento alle seghe, etc. etc. per farne l’uomo franchigia?”

Se ve lo ricordate, ditemelo. Perché io ricordo solo gare di pompini al mercato dell’Olimpia e a Natali che aveva regalato a Milano il doppio MVP.
I dubbi sono venuti a forza dopo 3 mesi di campionato ma anche li si è tenuto bordone al dinamico duo accodandosi nel sacrificio dell’agnello di turno e illudendosi dell’arrivo del cavaliere bianco sotto forma di Sasha DJ. Che sta facendo la stessa fine di Lardo, scaricato e colpevolizzato mentre Natali rimarrà incollato alla cadrega.
E lo ripeto ancora una volta: chi non vuole capire guarda il dito e non la luna.

Nota dell’11/06/07: Tra l’altro non ho ancora letto da parte dei nostri prodi giornalisti una domanda sull’affaire Bennet Davison, mistero tecnico tattico su cui gravano sospetti ben più che fondati su interessi pecuniari personali.
Sarebbe d’uopo informarsi presso uno dei tres amigos, Natali, Santrolli e Sabatini

Sempre per le casualità della vita vediamo se indovinate chi è l’agente di Scariolo? O l’agente di Markovski? Due nomi casualmente associati negli ultimi tempi alla panchina milanese. En passant indovinate chi è l’agente di Caja, casomai fosse tempo di qualche grande ritorno… E Touré non lo prendiamo più Touré?

E sempre per la serie IMHO sto cazzo…(cit.) che lo stipendio di Bulleri, a torto o ragione, avrebbe spaccato gli spogliatoi io lo scrivevo il 2 giugno. Del 2006. Ho spaccato la minchia al mondo intero per dire che Bulleri a quel prezzo e con quelle aspettative era un errore, l’ennesimo enorme errore di Natali.
E questa serie infinita di errori di mercato e di gestione andrebbero contestati ogni santo giorno a Natali e Corbelli che invece oggi si permettono di dire che il problema è stato non far ambientare Tusek (quindi colpa di Djordjevic come erano colpa di Lardo i problemi di Bulleri…) e nessuno replica, nessuno che dica “Ma non dire stronzate Corbelli…chi credi di prendere in giro?”.
Nessuno che gli rida in faccia quando Corbelli afferma di voler affidare il rinnovamento a quell’incapace di Natali che è dimostrato scientificamente non essere in grado: vi servono i fatti? Copiateli dal sottoscritto, cazzo.
Tutto già scritto un anno fa e tutto ancora tragicamente attuale.

Per salvare l’Olimpia oggi lotta davvero solo una band of brothers, di pochi anche se eletti, per un’Olimpia migliore. Che finiranno sconfitti, perché funziona sempre così in questo brutto paese anche per cose più gravi e importanti.
Ma “molti gentiluomini che dormono ora nei loro letti in Inghilterra malediranno se stessi per non essere stati qui oggi, e non parrà loro neanche di essere uomini quando parleranno con chi avrà combattuto con noi il giorno di San Crispino.”

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