Impreparati


AJ Milano vs. VidiVici Bologna 71 – 74

Impreparata. Mentalmente. Tatticamente. Fisicamente. Questa è sembrata Milano nella prima gara di semifinale. impreparata contro una squadra più preparata.

A fine partita Djordjevic ha detto che la Vidivici gioca il miglior pick’n'roll del campionato. Io dico che in certi momenti mi ha ricordato nel gioco una delle più belle Olimpia che io ricordi, quella Philips di D’Antoni e DJ giocatore con i capelli. Il play che penetra sul blocco del centro, se non va fino in fondo scarica fuori per i tiratori che sono sempre in movimento armonico e mai fermi sul posto, il centro che blocca, si butta dentro e se non riceve lo scarico punisce a rimbalzo offensivo una difesa sbilanciata e in ritardo. Giovannoni mezzo lungo come poteva fare Pittis, Blizzard, Vukcevic e Drejer come i Riva, gli Ambrassa e i Portaluppi, Lang prima e Crosariol, Glyniadakis e Michelori ora come i Davis, i Baldi, i Pessina di allora.

Uno spartito semplice forse anche monocorde ma se interpretato da tutti con intensità e convinzione, a partire naturalmente dalla difesa, capace di rivelarsi esaltante in campo e per chi guarda.

Attenzione: ho detto Bologna più preparata. Che non significa più forte o impeccabile. La Philips di allora questa Virtus la batterebbe 120 a 100 perché quello stesso spartito lo interpretavano musicisti molto migliori. Nei rari momenti in cui Milano è riuscita a gettare sabbia nei meccanismi bianconeri si è visto come la Vidivici è più che fermabile. Ma anche negli sbandamenti la Virtus non ha perso la visione degli obbiettivi e dei modi condivisi per raggiungerli. Facevano cose giuste o sbagliavano ma sapevano quale era il loro posto e quale quello dei compagni. Anche a allo scadere dei 24 io ho visto passaggi puliti e non affrettati.

Attenzione: quando dico Bologna più preparata non intendo dire che allora è colpa di Sasha DJ. Io non lo so come Djordjevic abbia preparato la partita con Bologna. Potrebbe averla preparata perfettamente, prevedendo sia le loro mosse che le nostre contromosse. Oppure no. Non lo so: posso solo constatare quello che ho visto in campo e non per la prima volta ovvero una squadra imbarazzante dal punto di vista esecutivo, incapace di fare la cosa semplice e la cosa giusta nel momento giusto. Perché? Colpa sua? Dei giocatori? Forse lo sapremo il 15 di luglio, forse non lo sapremo mai.

L’Olimpia ha anche giocato con il cuore. Ma il cuore di quei pugili che vanno all’attacco di pura foga, magari mettendo anche in difficoltà l’avversario. Però quando si apprestano per tirare il colpo che dovrebbe essere decisivo abbassano sempre la guardia e il pugno lo prendono prima di darlo. E sembrano non capire mai bene da dove arrivano, i pugni e allora li prendono sempre nello stesso modo.
E non è che puoi pensare che DJ abbia passato la vigilia a dire di colpire molto forte con il naso il gancio destro dell’avversario.

DJ forse avrà detto a Bulleri di cercare anche lui di aprire il campo penetrando. E Bulleri l’ha provato a fare ma il Bulleri odierno dopo un anno di fastidi fisici (ed è arrivata purtroppo un’altra botta durante la partita…) fa una gran fatica a saltare l’uomo rispetto a una volta. E il problema è che quando lo salta non è che intorno succeda qualcosa, non è che abbia mille opzioni di passaggio se raddoppiato.
Devi solo sperare che il suo tiro entri o arrivi il fallo. Ma questo è quasi più azzardo che basket, qualcuno che pescato a caso trova sempre il jolly.

Un po’ da Jolly ha fatto Garris trovando dei punti in solitudine quando abbiamo mostrato di non sapere nemmeno gli schemi dopo una intera stagione. Ma siccome jolly non ne hanno pescati né SchultzeGallinari questa volta la coperta è stata corta, quasi cortissima.

Arbitraggio: allora, credo che Markovski nel suo game plan abbia detto chiaramente ai suoi uomini “Sotto canestro fate legna perché loro sono più forti li ma noi che ruotiamo in 12 abbiamo tanti falli da spendere”. E così hanno fatto, guadagnandoci sicuramente nel saldo perché come sappiamo già da tempo il metro arbitrale protegge di più il giocatore sfiorato a 7 metri dal canestro rispetto a quello che sta lavorando in area spalle a canestro: è il basket odierno
Ma va anche detto che a 4 minuti dalla fine il conto era comunque 21 falli fatti per Bologna (e non era Milano la squadra avanti nel punteggio) e 10 per Milano e alla fine è 27 fatti per Bologna e e 22 per Milano: purtroppo nel giorno in cui Blair fa 5 su 7 è Watson che non va oltre al 2/6. Otto liberi sbagliati complessivi in una partita con 4 punti di scarto sono una zavorra pesante.

Questo per una analisi complessiva. Per una analisi specifica: c’era fallo su Schultze sul tiro da 3? Molto probabilmente si. C’era fallo su Gallinari sempre da 3? Molto probabilmente si. Non era fallo antisportivo quello di Schultze? Forse no ma forse era fallo comunque perché Sven non aveva capito che la richiesta della panchina era di non fare fallo.
Da questo si dimostra indubitabilmente che c’è un complotto a favore di Bologna e contro Milano? No. Mille volte no. Questa è una scusa che posso anche accettare da un allenatore che cerca metodi più o meno bordeline per cercare di raddrizzare una serie iniziata sotto foschissimi presagi.
Ma non la accetto più quando penso che sarà il tappeto sotto il quale Natali nasconderà i suoi errori: “non sono io che sbaglio, sono i complotti arbitrali! Non è colpa mia che non cambio Calabria anche se è morto e sepolto da 7 mesi perché non voglio fare sgarbi a Santrolli. Non è colpa mia che per fare un favore sempre a Santrolli prendo Davison fondamentalmente per fare il pirla durante il riscaldamento. Non è colpa mia che non prendo Lorbek e non ho mai spiegato il perché e il percome. Non è colpa mia che prendo Fajardo quando non mi serve a nulla e non tanto perché sta sulle scatole a Sasha ma perché ormai non era più un lungo quello che ci serviva”.

Ci sono arbitri mediocri degni di un campionato mediocre. C’è un regolamento che per semplificarsi ha invece dato più discrezionalità agli arbitri e questo li fa a volte scadere nel protagonismo. Al limite posso anche credere che ci siano arbitri che “odiano” non tanto Milano quanto un GM che essendo capace di dare delle merde a chi in fondo gli paga anche lo stipendio, figuriamoci cosa passerà il tempo a dire agli arbitri.
Motivo in più per cambiarlo no?

Adesso io non so come proseguirà la serie. Quello che so di sicuro è che sono prosciugato di entusiasmo, sono sempre più irritato dalla capacità di questa squadra di tradire continuamente le attese e le speranze. E sempre più schifato dalla piccolezza morale dei nostri dirigenti. E il Forum che fatica a riempirsi mi sembra lo specchio di un prosciugamento collettivo.

A volte ritornano: riappare al Forum Bepi Stefanel. Dopo 10 anni rivede una partita dal vivo e, dice lui, si emoziona. Per la precisione sono qualcosa meno, perché era il 1998 quando il jet privato di Bepi Stefanel atterrò a Belgrado per vedere la finale di Coppa Saporta tra di noi e lo Zalgiris Kaunas.
Finale che perdiamo dopo aver fatto l’impresa in semifinale rimontando 18 punti in casa contro il Panathinaikos di Byron Scott e Dino Radja. Perdiamo anche ieri e il buon Bepi si chiede pure se porta anche un po’ sfiga: chi lo sa, Bepi, chi rompe uno specchio si attira sette anni di guai.
Tu che proprio in quell’anno hai esonerato Marcelletti nel corso dell’anno rompendo una tradizione di oltre 60 anni senza mai un esonero durante il campionato chissà quanti anni di sfiga ci hai tirato addosso…
Com’è che dicevano i greci? ah si, ubris. Si, Bepi, forse porti sfiga e forse sai pure perché…

Breve lezione sul giornalismo odierno: un pirla con 100.000 Euro di budget pubblicitario al mese è più importante di 100.000 intelligenti che forse hanno un Euro da spendere al giorno. Quindi si può scrivere che la pupù puzza fino a quando il pirla di cui sopra non decide, a torto o ragione, che la pupù, soprattutto la sua, non puzza, ed è una vergogna che si dica che la pupù puzza e io non metterò più la mia pubblicità laddove la pupù e soprattutto la mia pupù non sia adeguatamente valorizzata.
Quindi tutto d’un tratto la pupù, si puzza ma se noi ci turiamo il naso potremmo anche scoprire che ha altre qualità. Ad esempio la pupù concima. Dimentichiamo la puzza e parliamo di più della pupù che concima. Parliamo delle infinite varianti di colore della pupù: ad esempio guardaroba color pupù per una estate trendy. Alla lunga vi diranno che con un po’ di pupù in faccia le possibilità di rimorchiare modelle minorenni si impenna notevolmente.

Ma perché uno arriva a scrivere pubblicamente una falsità tipo che la pupù non puzzi e poi magari in privato ti viene a dire che, guarda, avete ragione la pupù puzza ed è pure radioattiva? Perché la pupù puzza e pecunia non olet. Ma attenzione, non è che parlo della pecunia per diventare ricchi e sfondati, parlo della pecunia per pagare le bollette del gas e comprare le scarpe ai bambini. Se hai scelto di fare un mestiere duro anzi durissimo ma di non lavorare, oggi quella pecunia te la garantiscono solo e soltanto i vari pirla con il budget pubblicitario. Altrimenti non si spiegherebbe perché nascono 1000 giornali di free press al giorno…

Quindi Montorro pubblica un certo articolo, Montorro riceve una certa telefonata, Montorro cambia idea. Il Giorno fa una serie di articoli, il Giorno riceve una certa telefonata, il Giorno decide di parlare solo di basket giocato “perché ci sono i playoff…”. Perché il 27 del mese arriva per tutti.

Una cosa che mi fa molto ridere è pensare Natali che si strafoga nervosamente di cantucci e vin santo e sbraita perché mi tolgano l’accredito. Ma gli devono dire che l’accredito non ce l’ho e non l’ho mai chiesto per le partite in casa, raramente per quelle in trasferta. E allora chiede che si facciano pressioni sul direttore della testata perché mi metta a scrivere necrologi. Ma il direttore è sempre impegnato in riunione, pare. E allora mi si tolga la pubblicità, si parli con il direttore marketing. Ma credo che a Google Adsense non se lo sia cagato molto. Collaborerò con qualcuno, prenderò dei soldi parlando di basket, avrò dei miei informatori da scoprire, torturare e uccidere? Possibile? Niente di niente? Uno che si occupa di basket senza mangiarci sopra?

Povero Gino, chi dovrà mai minacciare o blandire per farmi stare zitto? Gli toccherà destinare parte del suo ricco guiderdone (che essendo stato bravissimo verrà certamente ritoccato verso l’alto al prossimo imminente rinnovo) a un paio di hacker che mi devastino il sito o a un paio di albanesi che mi facciano una faccia tanta.

D’altronde, come insegna Chavez in Venezuela, che sarà mai un po’ di censura violenta quando sei bravissimo, espertissimo e soprattutto sei sempre nel giusto perché porti i risultati?

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