Passaggio di consegne


AJ Milano vs. Lottomatica Roma 69 - 59

Tra tanti anni quando il Giovane Dio sarà diventato come Zeus e quando forse avrà già dovuto passare lo scettro a qualche altra aspirante divinità, magari anche noi saremo ancora qui e, canuti, vecchi e stanchi, torneremo ad accenderci ricordando di quel giorno in cui ci fu il passaggio di consegne tra Sua Lentezza Divina Deian Bodiroga e l'unico vero motivo che ha dato senso a questa stagione.

Ricorderemo la prima azione di questa partita, canestro più fallo in penetrazione. Ricordermo l'abbacinante penetrazione lungo linea chiusa in schiacciata. Ricorderemo l'ennesimo alley hoop volante per ridare vigore a una squadra sempre troppo titubante.
Ricorderemo il divino Deian "costretto" a segnare solo canestri di difficoltà ennesima o di mestiere infinito. Ricorderemo che il più giovane è quello di cui non puoi fare a meno, devi averlo in campo più di tutti.

Poi di questa partita forse avremo scordato il secondo quarto di una pochezza epocale, 11 a 5 per Roma in una sagra degli orrori con Blair che fornisce ai suoi detrattori materiale da estasi o da coma che dir si voglia prima di riscattarsi parzialmente con qualche rimbalzo offensivo. Potrebbe tornarci in mente invece il ginocchio imbottito di Bulleri sul quale si appoggia per suonare la carica della rimonta nell'ultimo quarto, sigillata dalle bombe di Kiwane Garris e dall'unico squillo offensivo di Tigella Watson sul libero sbagliato dallo stesso Bullo.

Promemoria 1Siamo secondi a 44 punti a 16 dalla prima e a +20 rispetto alla penultima retrocessa. L'anno scorso con gli stessi punti finimmo settimi e Roma con gli stessi punti fu sesta: da settimi avevamo comunque +24 punti rispetto alla penultima. La seconda dell'anno scorso a 52 punti era a meno 2 dalla prima e a più 32 dalla penultima.
Dal campionato 2000-2001, il primo a 18 squadre, è la prima volta che 44 punti valgono una posizione superiore alla 5° piazza ed è la prima volta che si verifica un distacco così netto tra prima e seconda.
Questo per valutare i risultati ottenuti con un minimo equilibrio: naturalmente non vogliamo con questo impedire a nessuno di esagitarsi come se fosse stato artefice di imprese straordinarie e irripetibili...

Promemoria 2: Ai due buffoni di nome Natali Gino e Corbelli Giorgio ricordo che nemmeno lo scudetto ci può far scordare che avevano già venduto il titolo sportivo altrove tre anni fa. Nemmeno la probabile Eurolega ci fa dimenticare che hanno messo un agente sulla panchina dell'Olimpia Milano perché l'avevano talmente massacrata che non c'era un allenatore sano di mente che accettasse di essere complice del scempio di valori e tradizioni. Al patetico clown toscano non stiamo a fare per l'ennesima volta l'elenco di occasioni perse, bidoni presi, dichiarazioni ridicole ed esibizioni di incompetenza e impreparazione: inutile perdere tempo con uno capace di sbraitare come un dirigente di una squadretta di terza categoria con troppo tempo speso al bar e incapace di spiegare come sia riuscito a lasciar perder Lorbek.
Lasciamo questo caso clinico a dialogare con i suoi 50 consulenti di mercato immaginari nel boschetto della sua fantasia, lasciamo questo giuda di bassa lega a festeggiare oggi e a pugnalare alle spalle domani. Un solo invito a chi ci volesse raccontare cosa tentò di fare l'anno scorso l'invasato di Montecatini con le nostre squadre giovanili: siamo tutto orecchi.

Promemoria 3: A quella bella parata di ValerioStaffelli, nani e ballerine che da due anni e mezzo a questa parte vanno a giocare a fare "i tifosi dell'Olimpia" in prima fila con i loro biglietti omaggio: se non siete Giorgio Armani o Adriano Galliani o Roberto Formigoni fate il piacere di stare zitti.
Se non siete quello a cui tutto dobbiamo, se non siete due che almeno si vedevano anche ai tempi degli Horton e dei Jeremic non permettetevi di insultare gente che a differenza vostra paga biglietti e abbonamenti.
Sia chiaro che con questo non intendo però limitare la vostra libertà di praticare lunghe sessioni di sesso orale a favore di falsari e clown: siamo una grande ed emancipata nazione in ogni caso.

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