Pinocchio Armani nel campo dei miracoli


Angelico Biella vs. AJ Milano 79 - 59

Partiamo dalla notizia più importante. Una notizia ormai decantata da una settimana ovvero il rinnovo della sponsorizzazione Armani Jeans per un ulteriore triennio.
Evento importantissimo innanzitutto per il movimento cestistico tutto perché rimane legato a un brand di valore e riconoscibilità planetaria: solo Benetton e in parte Whirlpool sono paragonabili ad Armani, anche se declinato nella versione più giovane e meno patinata.

Evento fondamentale chiaramente per l'Olimpia che per un altro trienno può contare su un apporto economico importante se non al top nel panorama italiano.
E tutto questo è bello e, volendo anche esaltante. Il problema è che contestualmente non è stato dato il benservito alla zavorra che impedisce e sempre impedirà all'Olimpia di tornare a volare.
Basta non pensare a chi e dove finiranno in mano i soldi generosamente elargiti da Giorgio Armani. Perché qui, a vederla da un'altra angolazione, abbiamo il Gatto e la Volpe, Corbelli e Armani, abbiamo il Campo dei Miracoli, abbiamo tante monete d'oro, forse abbiamo anche Lucignolo, il falso amico, il falso consigliere, manca giusto il Pinocchio che fa la figura del fesso.

E la sensazione che fra tre anni Giorgio Armani nel basket verrà ricordato un po' come il ricco scemo che tanto pagò e nulla vinse non è poi una previsione così fosca e improbabile.
Con i soldi di Armani anche quest'anno il Gatto e la Volpe hanno fatto una squadra sconclusionata e impalpabile che per l'ennesima volta si è sfaldata in maniera vergognosa sul campo di una squadra "minore": 20 punti sul campo di Biella come già a Montegranaro, ad Avellino, a Scafati, a guardare per l'ennesima volta come i giocatori forti, giovani ed economici li trovino gli altri, quelli che non passano il tempo a fare mondanità sportiva come gli asini toscani che da troppo tempo pascolano in via Caltanissetta.

Sempre difficile interpretare una partita dalle sole cifre ma già nel primo quarto, che pure Milano vinceva, saltava all'occhio come l'Angelico stesse tirando molto di più di Milano, sbagliando ma dominando a rimbalzo offensivo, mettendo insomma in campo una energia doppia: alla fine infatti, Biella tira 66 volte contro 53, prendendo 41 rimbalzi contro 31.
Daniels, Gaines e Coopenrath, due 81 e un 82 tritano i nostri vecchietti dove se togli Gallinari e forse Watson trovi veramente il vuoto pneumatico.
A meno che il posticipo di stasera non finisca con punteggi oratoriali tipo 51 a 50, l'AJ è l'unica squadra che oggi non ha segnato nemmeno 60 punti...
Siamo terzi. E vinciamo mediamente 76,8 a 75,6. Che vuol dire che quando perdiamo, non perdiamo: sbrachiamo

Co.Co.Coach: sapete bene che da queste parti poco si ama il Djordjevic allenatore. Prima di tutto perché nulla e nessuno mi toglierà la convinzione che con i suoi compari Ricciotti & Meller ma soprattutto con il compare maximus Chiabotti abbia guadagnato la sua attuale panchina con una fronda di bassa lega contro Lardo, andando a fare il grillo parlante all'orecchio dei padroni del vapore per rassicurarli sul fatto di avere creato una compagine fortissima in cui andava cambiato solo un piccolo particolare...
Poi arriva sempre il momento della verità e i fenomeni che dovevano essere guidati da un fenomeno tali non sono. E hai voglia a dire che fai e disfi, compri e vendi, programmi e disponi: in un attimo ti trovi tu nella situazione che sfruttavi a tuo vantaggio. A guidare una squadra costruita male, anacronistica, priva di qualsiasi programmazione, dove gli aggiustamenti in corsa sono fatti beneficando i portafogli e non i risultati. Ad essere un dead man walking che potrebbe essere salvato (comunque obtorto collo...) solo da risultati miracolosi e non certo automatici.
Detto ciò a sentir parlare di Scariolo o di Recalcati oggi come oggi mi girano le scatole: perché magari Sasha DJ sarà pure solo un apprendista boriosetto ma il problema dell'Olimpia non è questo allenatore o l'allenatore in generale. E' la società.

Chiabotti ce l'ha fatto a fette in tutte le salse con i suoi voli pindarici per spiegarci il perché e il percome delle vite parallele in panchina tra DJ e D'Antoni e facciamo anche finta che nel suo primo anno in panchina il Baffo divino fosse apprendista tanto quanto. Anni luce di differenza corrono però tra quella società e questa società: sventolare Scariolo piuttosto che Recalcati come la cura miracolosa è l'ennesimo specchietto per le allodole.
E prima delle allodole preferisco ammazzare Gatti e Volpi.

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