Lotta dura contro la congiura


AJ Milano vs. Premiata Montegranaro 88 - 81

Premessa: questa partita è stata rovinata dalla terna arbitrale. Che l'ha rovinata più a nostro favore. E quindi ce la teniamo così come è venuta. Ma ciò non toglie il fatto che sia stata una partita rovinata, innervosita e pasticciata da tre arbitri deboli e incoerenti.
Si è finito tra nervosismi, ripicche, colpi più o meno proibiti per colpa di scelte e non scelte pessime.

Alcune che non ho capito? L'antisportivo dato a Green nella mezza rissa succeduta al fallo di Maresca su Gallinari. Può essere antisportivo a gioco fermo? Gli interventi sempre su Gallinari a gioco fermo non sono alla stessa stregua degli antisportivi? Bulleri sempre a gioco fermo può tentare di garrotare Childress?

Propongo comunque una targa in bronzo per Gino Natali che mostra di aver finalmente sconfitto la congiura degli arbitri veneti, la Spectre che impedisce all'impeccabile Gino di farci vincere scudetti a nastro.

Sul piano tecnico: Basta guardare nel primo quarto quando le cose sono andate così. Con il Giovane Dio in campo 9 a 2 per Milano (7 punti di Danilo). Con Danilo fuori dopo il secondo fallo 14 a 10 per Montegranaro.
Il 29 di valutazione in 32 minuti batte di poco il 30 in 35 minuti di Travis Watson ma l'impressione è sempre quella: senza la sua benedizione Milano non va da nessuna parte. Nel terzo quarto per tre azioni consecutive la scelta offensiva dell'Olimpia è stata via tutti, lasciamo spazio a Danilo.

E noi ci riempiamo gli occhi e il cuore anche per come sia già un giovane leone che non accetta scorrettezze gratuite, che comanda rispetto, che crea per sé e per gli altri. E siamo ben contenti dello spazio che gli lascia il nostro coach che giustamente se ne fa vanto. Allo stesso tempo ci chiediamo se il miglior allenatore per i Bulls era Doug Collins o era Phil Jackson contando che Michael Jordan era e rimaneva Michael Jordan...

Il ritorno di Bulleri: il rientro dopo un problema fisico mai da sottovalutare come può essere quello che riguarda ginocchia già colpite non può essere subito facile o lineare. La partita del Bullo è molto nervosa sia in positivo che in negativo, azzarda soluzioni personali che sono nelle sue corde ma da sano e forse non da rientrante, difende con grinta a volte un po' troppo tignosa se non ben oltre la scorrettezza, inventa un paio di passaggi di classe.
Può essere nel prossimo futuro una addizione importante e decisiva per le sorti della stagione? Sinceramente non si può ancora valutare anche se è chiaro che il potenziale è molto superiore a quello del buon Bennerman che pure ha fatto il suo in questa breve permanenza milanese.

Dallo scaffale del Bennett: la prova di Davison è difficilmente valutabile in assoluto. Da una parte muove il tabellino da 2 e da 3, portando con 2 stoppate anche quell'intimidazione negli spazi aerei che fino ad ora ci è sempre mancata.
Dall'altra riesce a dimenticarsi in maniera identica per tre azioni consecutive Amoroso che ringrazia con 3 bombe e 9 punti praticamente consecutivi. Lo si è visto in quintetto con Garris, Green, Gallinari e Schultze a fare il 3: che ci sta perché se vogliamo si tratta di un 3-4 anche se sul catalogo Santrolli ha cancellato col bianchetto per scrivere che era un ottimo centro per sostituire Blair e Gino ci ha creduto.

Il Garris bifronte: se penso al Garris del primo tempo mi vengono i bruciori di stomaco. Mi incazzo non solo per l'inconcludenza ma anche a pensare al gioco molto sporco che faceva: gomiti alti in entrata, sbracciate plateali, colpetti a tradimento.
Per fortuna nostra tutto questo sterile nervosismo si è incanalato nella seconda frazione di gioco in una ritrovata vena dalla distanza, in iniziative chirurgiche e fruttuose.

L'azione: perla finale in penetrazione per Garris che alza l'alley hoop per la chiusura volante di un Green in serata di grazia dalla linea dei 6,25.

La conta dei feriti in biancorosso prosegue inesorabile con i malanni alla schiena di Calabria e la botta al ginocchio rimediata da Gigena. Perdiamo pezzi in continuazione ma non dovremmo stupircene più di tanto essendo vettura di costruzione vetusta.
Siamo secondi alla pari con la Virtus Bologna che sembra stia lentamente cedendo o forse sta vivendo una crisi fisiologica. Noi crisi fisiologiche non dovremmo più averne giacché in questi giorni abbiamo realizzato che con una squadra di trentenni e ultratrentenni in un campionato sempre più fisico non si può pensare di fare troppi voli pindarici e corse spensierate. A breve dunque stupiremo con il nostro gioco ragionato, esaltato dalle mille millimetriche varianti dei nostri schemi.

Una parentesi: nella vittoria di Roma con la Virtus Bologna ennesima prova maiuscola di Lorbek approdato nella capitale a seguito del notorio affaire tesseramenti in quel di Treviso (mmmhhh, Fadini anyone?). Mi cospargo il capo di cenere perché quando si parlò di sostituire Tusek con Lorbek non fui particolarmente entusiasta. Benché continui a pensare che con Blair sano la rotazione per due posti tra lui, Watson, Schultze e Lorbek sarebbe stata problematica, vederlo oggi al posto di un Davison farebbe migliore impressione.

Su Montegranaro: alla Premiata farei veramente tanti complimenti ma non mi dilungo troppo che queste cose alla fine finiscono per essere ipocrite. Hanno giocato per vincere e l'avrebbero meritato, tengono il campo con forza e onore schierando Vitali, Maresca e Amoroso, italiani evidentemente fino ad ora ignorati dai più.
Amoroso, del quale si vociferano anche nostri interessamenti, non mi fa impazzire esteticamente, ha movimenti goffi e sempre un po' sforzati ma ha una bella intensità e una bella voglia: a un prezzo onesto è un acquisto interessante.
Randolph Childress non merita insulti ma applausi per come ha giocato e per aver sempre predicato calma e tranquillità ai suoi compagni: riguardiamoci la partita e rendiamoci conto che non è certo lui l'aggressore o il provocatore.

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