Tutti a prendere i voti


Finito il girone di andata, è tempo di voti di metà anno.
E allora via con ordine:

Bulleri: s.v.
Lo ritengo sostanzialmente ingiudicabile giacché quello che può aver dato o non dato è stato troppo condizionato dagli infortuni, il pollice destro prima e il ginocchio poi.
Aveva colpito l’acume con cui aveva affrontato alcune partite “spolliciato” ma non lo si è ancora visto in piena forma.

Garris: 6,5
Molto peggiorato nel tiro da 3, ha dato brutte sensazioni in alcune partite quando ha fatto scelte e perso palloni criminali per un play di esperienza. Sembra in crescita nelle ultime partite dove ha preso iniziative importanti in momenti importanti.
Il dubbio inquietante è che però sia anche lui giunto a fine percorso sul piano fisico.

Calabria: 5
Qui il dubbio è quasi una certezza. Dante sembra sempre uno straccio bagnato fin dal riscaldamento con tute, sopratute, pantaloni etc. etc. Soffre in difesa, e passi. Non passano gli errori che fa al tiro, senza pressione, con tempo e spazio. Le cifre lo condannano relativamente ma l’impatto è ormai inesistente.

Gigena: 6
Uno squillo possente per vincere la sfida con Treviso ma lunghe permanenze in fondo alla panchina.
Avrebbe meritato i gradi di capitano per anzianità e non solo per quella: lo sgarbo forse ha minato le doti di un giocatore che è sempre stato di voglia e di intensità più che di talento.

Green: 6+
Vorrei dare di più all’unico uomo fra gli esterni in grado di dare un cambio di passo e una spallata alle partite con il suo talento fisico. Non riesco però a fare pace con la sua natura di cavallo scosso che ad un certo punto si trova a correre ma non sa dove o perché.
E’ un giocatore probabilmente indispensabile. E ciò mi inquieta…

Gallinari: 8
Il Giovane Dio è il motivo per cui abbiamo fatto l’abbonamento. Ci ha fatto innamorare in mille modi diversi, senza dipendere quasi dai punti fatti. Ci ha già mostrato carisma, leadership, faccia tosta e “simpatia” in campo.
Come dice qualcuno, siamo tutti testimoni.

Schultze: 8
Se il basket ormai vive di tiro da 3, questo è il voto che va dato al nostro miglior tiratore. In mezza stagione ha già tirato 10 volte più che nella intera scorsa stagione e con risultati ottimi, “uccidendo” la concorrenza di Tusek.
Un lottatore e un lavoratore, capace di far dimenticare molto spesso il talento limitato.

Tusek: 4
Non si può che bocciare non tanto quello che ha fatto vedere in campo ma quello che non deve aver fatto vedere in allenamento. Perché Tusek in assoluto sarebbe un giocatore più completo di Schultze ma ha invece confermato le più fosche previsioni di un giocatore ormai bollito anche nella voglia.

Watson: 7,5
L’Elementare mi aveva spaventato nelle prime partite. Ero convinto che un giorno avrebbe strangolato un avversario e strappato le orecchie all’arbitro che avesse provato ad intervenire.
Invece Tigella ha saputo incanalare le energie della sua evidente possessione demoniaca in una stagione che sfiora la doppia doppia media. Ma gli avrei dato 7,5 anche se avesse fatto pena, giacché io lo temo…

Blair: 7,5
E’ il miglior marcatore della squadra, il miglior tiratore da 2 del campionato, è la sua migliore stagione italiana fatto salve le prime due a Biella in A2 e a Pesaro. Sta facendo ampiamente il suo: pretendere che sia sempre decisivo o che sposti veramente gli equilbri è essere legati ad un basket che non esiste più.

Djordjevic: 6+
Ci sono dei meriti da citare: la quadratura della convivenza di Blair e Watson che sembrava impossibile ed è diventata un punto di forza; la fiducia data a Gallinari e anche il coraggio di buttare in campo Plumari.
E’ terzo come voleva la società ma è innegabile che tra il settimo posto che l’anno scorso valse un esonero e la posizione attuale c’è solo una vittoria di differenza. In un campionato impoverito tecnicamente ci si aspettava per Milano (sicuramente una top budget franchise) un cammino dal passo più sicuro, sul ritmo dato da Virtus Bologna e MPS Siena.
Ma quello che è evidente è che del promesso gioco spumeggiante, tutto corsa e contropiede, nessuna ha mai visto traccia o sentore:l’Olimpia passa malissimo la palla, è in difficoltà quando pressata, quando deve rimettere palla in gioco, a volte lo è anche in situazioni di semplice pressione psicologica.

La debolezza caratteriale della nostra squadra non può essere ascritta in toto alla responsabilità dell’allenatore ma ci si può chiedere se abbia già gli strumenti per porvi un rimedio.

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