Sotto pressione vo in confusione


Upea Capo D'Orlando vs. AJ Milano 67 - 74

AJ Milano vs. MPS Siena 67 - 74

Come spiegare la prima sconfitta casalinga dell'Olimpia che è anche il secondo inciampo con una squadra di vertice? Difficile fare una valutazione senza poter conoscere appieno la portata dei vari acciacchi del nostro roster: caviglia e influenza per Danilo, la schiena di Dante, il ginocchio di Bulleri, il boh se c'è un boh di Tusek.
Questa può essere stata la sconfitta di una squadra dalle ali tarpate che ha lottato a lungo, quasi fino alla fine. Il dominio atletico di Siena sul finale dopo tre quarti alla pari se non segnati dalla nostra prevalenza può essere imputato al sopraggiungere del nostro fiato corto.
Gli errori e gli imbarazzi sulle rimesse, il poco ordine e le poche idee e tutte sbagliate del nostro attacco nei minuti decisivi potrebbero essere spiegate da una settimana in cui il lavoro anche tattico in palestra è stato reso meno fruttuoso dalle assenze.
Certe scelte e rotazioni che da fuori mi sono sembrate a volte opinabili sono forse giustificate dal quadro atletico.

Mio MVP: a chi lo diamo? A Green? E'stato certamente l'uomo che con le sue iniziative ha segnato i momenti migliori per Milano. Il problema è l'alternanza di questo meglio con momenti imbarazzanti. E' poi così corretto che Nate si prenda così tanti responsabilità offensive fuori da qualsiasi schema? Ribadiamo, se il resto degli esterni aveva vari acciacchi e non era spendibile e affidabile si, altrimenti pensiamoci sopra.
Bene nel complesso, ma non decisivi Blair e Watson.

Bulleri: se uno in questa stagione gioca 21 minuti anche quando ha un pollice rotto, oggi Massimo Bulleri doveva avere come minimo il ginocchio a pezzi per giocarne solo 5 all'inizio del quarto quarto. Se non è così il suo utilizzo odierno si cataloga sotto la voce minchiate in salsa slava, quello che comunque resta il giocatore con maggiore esperienza vincente ad alto livello utilizzato come Lamma contro Bologna.

L'azione: il momento che ho trovato emblematico di questo match si situa all'inizio del terzo quarto. AJ in avanti che spreca però in maniera infantile ed irritante tre contropiedi su palla recuperata. Sanguinoso Garris che vuole trovare Green con un inutile passaggio dietro la schiena.
Time Out? No, applausoni da parte del nostro coach...

Prescindiamo un attimo dagli infortuni. Perché in panchina alla fine c'erano tutti e tranne Tusek ho visto tutti in campo.
A mio parere la sconfitta con Siena ha molto in comune con la vittoria risicata e quasi sprecata a Capo D'Orlando. Quando finisce sotto pressione Milano svela le sue lacune e debolezze, che sono lacune di testa e di leadership. E allora credo sempre di più che a questa squadra non vadano concessi svolazzi e voli pindarici: chi si sente immaginifico e non concretizza finisce in panchina, non va applaudito, caro il nostro Sasha.
Perché questa è una squadra di gente perlopiù anziana ed esperta, non di ragazzini a cui non vanno tarpate le ali. Se Gallinari spreca una palla sul +3 in contropiede perché vuole fare il passaggio dietro la schiena, possiamo magari capirlo. Se lo fa Garris che dovrebbe essere l'uomo di fosforo e ordine ed esperienza, c'è qualcosa di sbagliato.
Concentrazione costante e pugno di ferro quando serve, altro che il balletto dei quintetti "special team" quando la partita era già finita e persa

Negli ultimi 5 minuti del match Milano non è stata capace non dico di uno schema offensivo ma almeno di non passare la palla a Siena o nel vuoto. E uno squadra che pensa al superfluo e poi non sa procurarsi il necessario mi fa girare le scatole, altro che gioco in velocità. Perché tutta questa fissa della velocità a volte serve soltanto a nascondere che a difesa schierata non si sa proprio cosa fare.
Schultze che tira più volte da 3 di Calabria ha senso? Gallinari che da qualche partita in qua sembra sia stato diffidato dal prendere una qualsiasi iniziativa offensiva ha senso?
Ripeto e chiudo: se gli infortuni e i loro postumi sono oggettivi guardiamo un bicchiere mezzo pieno, abbiamo lottato, abbiamo fatto valere la forza sotto canestro almeno per 3 quarti e al completo, più lucidi e meno stanchi ce la potevamo fare. Se lo sono relativamente c'è davvero molto da lavorare su testa, mentalità ed esecuzione.

Arbitraggio: pessimo. Per ambo le parti. A Cerebuch, Sabetta e Begnis e a tutto il comparto arbitrale chiediamo solo una cosa: se pronti via in una partita tra due squadre di vertice si incominciano a controllare e fischiare tutte le presunte invasioni sui tiri liberi, mi aspetto che da oggi in poi questo diventi una costante di tutte le partite. Ovvero è stata presa una decisione globale per tutelare al meglio una fase di gioco e tutti si dovranno abituare e adeguare.
Ma non sarà così perché questa fiscalità è sembrata più che altro uno dei vari modi scelti dal trio odierno per farsi inquadrare spesso dalle telecamere...

Su Siena: per la Mens Sana a mio parere Sato man of the match. I suoi 9 rimbalzi di cui ben 5 offensivi sono molto più sanguinosi e dolorosi del pari numero raccolto dal pur decisivo Eze.
Perché, non mi stancherò mai di dirlo, ma decidono gli esterni in questo basket: in coppia con il ficcante Forte, Romain ha sfiancato i nostri esterni con una fisicità decisamente superiore.
Sotto canestro Eze è uscito alla distanza ma nel complesso mi sembra che Watson, Blair e Schultze abbiano reso meglio e di più di TeleSpalla Bob e di Lonnie Baxter (che detto fra noi sembra ancora più posseduto dal demonio di Tigella...).
Ma Siena si è confermata comunque molto forte e profonda, lucida e tenace nei momenti che contavano: molto probabilmente la più seria candidata alla vittoria finale.

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