Vite parallele


Air Avellino vs. AJ Milano 93 – 86

Il parallelo tra Sasha Djordjevic e Mike D’Antoni con tutti i paragoni e suggestioni del caso ha sempre mandato in sollucchero commentatori e addetti ai lavori.
I due playmaker che ugualmente passano dal campo alla panchina dell’Olimpia, ambedue che si propongono di predicare gioco veloce e spettacolare, il secondo che è stato prima croce e poi delizia del primo: ci sono tanti spunti sui quali scrivere e fare voli più o meno pindarici.

Circa a metà del primo anno completo di Sasha DJ sulla panchina biancorossa si profila un ulteriore capitolo da aggiungere in queste Vite Parallele.
L’Armani dei Garris, Bulleri, Watson, Blair e compagnia sembra sempre più simile nel comportamento alla Philips dei Montecchi, Pittis, Vincent, McQueen e compagnia.

Quella Philips chiuse la stagione regolare in prima posizione, forte dell’aver reso il Forum una cassaforte inespugnabile. Le 9 sconfitte maturarono tutte lontane dai Navigli, cadendo anche su campi piuttosto improbabili come Firenze.
Quella Philips perse una sola volta in casa ma purtroppo si trattava della quinta partita di finale con Caserta.

Azzardare che questa Armani arrivi così lontano è ancora prematuro mentre purtroppo non sembra prematuro notare il grave affanno che prende i nostri lontano dalle mura amiche. La caduta di Avellino è sicuramente meno roboante di quella casalinga dell’anno scorso sempre contro gli irpini: non abbiamo perso in casa e non abbiamo perso di 27 punti. Ma abbiamo perso ancora una volta dove e quando ci si aspettava una conferma contro un avversario di caratura inferiore. Abbiamo perso ancora fuori casa cedendo innanzitutto dal punto di vista mentale e di approccio.

Si vocifera della possibilità di sostituire Tusek con il conterraneo Lorbek, ex Fortitudo, più alto, più giovane, più fresco atleticamente. Tusek non ha mai convinto fin dal momento del suo annuncio e il responso del campo non ha fino ad ora smentito le prime fosche previsioni.
Ma sotto canestro e comunque nel settore lunghi non sembrano così evidenti lacune tali da chiamare un intervento immediato: a prescindere dall’ultima battuta a vuoto Blair e Watson sono i top scorer di squadra e la coppia Tusek / Schultze comunque garantisce in coppia altri 10 punti abbondanti di media.

Fra gli esterni invece solo Garris fino ad ora segna marginalmente di più di Gallinari, “costretto” già ad essere un ago della bilancia più o meno imprescindibile alla prima stagione. Calabria, Bulleri, Green e Gigena non arrivano alla doppia cifra media.
La lacuna qualitativa attualmente sembra essere più che altro qui, dove si fanno anche i conti con infortuni e stati di forma precari. Che pesano ancora di più su un reparto che anche sano non è particolarmente giovane o atletico.

L’Olimpia è terza in solitario attualmente e quindi perfettamente in linea con gli obbiettivi societari, sta assai meglio di Roma, Napoli e Fortitudo che sulla carta sembravano se non più attrezzate quantomeno tutte ugualmente ambiziose.
Questo tipo di cadute inevitabilmente fa venire il dubbio che possa essere una posizione falsa come un po’ falsi sono i ritardi di altre squadre. La mia opinione è che Milano sconti e sconterà nel tempo la mancanza, quest’anno come l’anno scorso, di un vero e proprio leader in campo: l’uomo che abbia il carisma non solo tecnico per tirare la squadra fuori dalle secche specialmente in trasferta (certamente questo non è il profilo di Lorbek, tanto per ribadire…magari fa meglio di Tusek ma non è decisivo intendo).

Ma sicuramente in casa sembra molto più solida rispetto all’anno scorso, le mura amiche fanno si che a turno qualcuno dei nostri riesca a produrre una partita straordinaria e trascinante anche per gli altri.
Insomma mi aspetto che l’Olimpia continui ad fare un po’ su e un po’ giù. Che in certi settori e attività è il modo di procedere ideale ma in altri meno…

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