AJ Milano vs. Climamio Bologna 91 - 85


Statistiche

L’Olimpia doma una Fortitudo trascinata a lungo da un Belinelli in the zone ma alla fine ancora molto poco definita nell’amministrazione del suo talento.
Ritroviamo finalmente Green e il suo impatto fa la differenza, ritroviamo Bulleri, apprezzabile nonostante un tabellino non certo scintillante.
Troviamo per la prima volta un Gallinari da 0 punti ma che si conferma giocatore intelligente e versatile che si concentra sulla sua missione difensiva contro Shumpert, facendolo faticare e sbagliare tanto.

Troviamo una Milano non perfetta e non bellissima ma più vera rispetto a una Fortitudo che vive moltissimo e forse troppissimo sulle magie di Belinelli, che al Forum trova una serata di grazia segnando canestri di difficoltà ennesima ma sbagliando poi quelli decisivi. Un Belinelli che gioca sempre così merita il ruolo di primissima punta. Ma quando spadella siamo sicuri che i vari Edney, Shumpert e Bluthental non storcano molto il naso?

Troviamo un bel match con arbitri a volte un po’ troppo protagonisti, troviamo il terzo posto in solitaria e 5 uomini 5 in doppia cifra: una vittoria bella e importante insomma.

Lamma: preso per rimpolpare il roster e tenere competitivi gli allenamenti visto il perdurare delle assenze di Bulleri e Green, il prode Davide si è trovato aggregato in squadra proprio contro la Fortitudo, sua alma mater.
Apparizione che probabilmente resterà solitaria visto che i due assenti di cui sopra sono tornati nei ranghi. Presenza senza nessun acuto o assolo ma utile nel suo piccolo e nel complesso del match, quando a fine primo quarto ci si è trovati con Garris e Bulleri già con 5 falli complessivi.

Cavaliero: sappiamo tutti che il motivo per cui Daniele non sia più un giocatore dell’Olimpia non è da chiedere a lui. Ma c’è sicuramente modo e maniera anche nel lasciarsi o nell’essere lasciati.
E il nostro ex giocatore verso noi tifosi (che non siamo la società Olimpia…) è sembrato quelle fresche ex fidanzate che hanno urgenza immediata di farti sapere che hanno subito trovato un altro, fantastico, eccezionale, imperdibile e già un po’ se lo lumavano mentre stavano con te.
E uno può anche essere signore, ma almeno un vaffanculo ci scappa di sicuro. Poi le cose si possono anche capire però un vaffa quando te lo meriti te lo devi prendere e tenere…

Il trio Reno: Niente da dire, i tre ex Fortitudo giocano tutti una partita con i fiocchi, appunto la classica partita dell’ex.
Sono stato a lungo indeciso tra Garris e il rientrante Green come nostro MVP del match: Kiwane ha ribattuto colpo su colpo a Edney e Nate ha preso iniziative coraggiose e fruttifere che hanno spaccato in nostro favore il match.
Ma non è da dimenticare anche la prova di Tigella Watson, che a parte le solite lotte interiori con il demone, ha confezionato una prova sostanziosa offensivamente e sotto i tabelloni.

L’azione: apoteosi al Forum quando Sven Schultze si è alzato implacabile per infilare la bomba dell’86 a 83, i punti che hanno chiuso il match.
Dalla nascita del figlio il nostro tedescone sta diventando un fattore vero che fa dimenticare del tutto Tusek: mai e poi mai uno avrebbe detto prima del match che potesse essere più decisivo di Blutenthal.
Ma così è stato: lunga vita a Kaser Sven!

Mio MVP: Faccio una scelta di incoraggiamento e premio quello che non è il vero MVP del match ma ha fatto una partita forte e coraggiosa. E’ Dante Calabria, 15 punti, ancora percentuali scarsissime da 3, qualche errore anche banale ma grande tenacia, grande volontà.
Sbilanciarsi dicendo che è ormai recuperato sarebbe un errore ma quello messo in campo vale un plauso finale.

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