Fell in love with a boy (Reprise)


AJ Milano vs. Legea Scafati 92 – 71

Sutor Montegranaro vs. AJ Milano 76 – 63

Non fatevi fuorviare dalle recenti derive solipsistiche nell’interpretazione del titolo. Cioé non sto facendo outing… o forse si. Nel senso che non solo io ma forse la Milano tutta del basket e forse non solo Milano e forse non solo il piccolo mondo del basket si trova sull’orlo di un innamoramento collettivo.
Una roba tipo Lebron James, The Chosen One. Ma forse anche tipo Elvis. O tipo Beatles.

Ho come l’impressione che fra qualche mese al Forum avremo persone che mai si sarebbero sognate di venire a vedere una partita di basket. Ma saranno li per una epifania. E l’epifania si chiama Danilo Gallinari.

Perché è inutile negarlo, c’è qualcosa di magico in questo cucciolone di 205 cm che corre per il campo e in un momento sembra appunto quei cagnoloni di pochi mesi con le loro zampone già cresciute, la lingua di fuori e la meraviglia negli occhi. E in un altro momento sembra già il lupo, il maschio alpha che domina il suo territorio. E il campo da basket è il suo bosco, il canestro una preda: la forza spaventosa del talento, del riconoscere una natura superiore.

Solo sangue e non magia?: Ieri sera c’era un Petrovic in campo, Aza il fratello del divino Drazen: chi è abbastanza vecchio da ricordare in campo il Diavolo di Sebenico ricorda benissimo la vibrazione che l’accompagnava sul parquet.
Aza era un buon giocatore e il fratello un genio. Vittorio Gallinari era un buon mazzulatore e Danilo sembra avere tutti i carismi del genio.
E quindi, è davvero solo sangue e non magia?

La Danilomania potrebbe salvarci dalle preoccupazioni eccessive per le sorti della nostra Olimpia. Ho incominciato a scrivere questo post dopo la vittoria netta contro Scafati quando l’Olimpia ha dato spettacolo al Lido. Lo concludo dopo la sconfitta altrettanto netta contro Montegranaro.
Partite opposte e risultati opposti ma intanto la quarta partita consecutiva in doppia cifra per il nostro Golden Boy, capace di andarci anche senza nessun tiro da 3 punti.

Dopo giovedì sembrava che Milano avesse corretto uno dei problemi della scorsa annata, la capacità di complicarsi la vita contro squadre sicuramente di minori ambizioni. Era piaciuto finalmente TJ Watson, capace di incanalare tutta la sua energia in una partita da top scorer ed MVP, esaltata anche da un paio di schiacciate roboanti.
Era piaciuta la prova corale grazie alla quale Milano poteva giocare lunghi tratti di partita con in campo Plumari piuttosto che Mercante.
Era piaciuto Bulleri che non potendo contare sulla balistica con il suo pollice sifolo, si era dedicato con apprezzabile acume alla logistica dello smistare il pallone ai compagni.

Si poteva essere ottimisti anche senza raggiungere le esagerazioni di Corbelli che ribadiva un posto sicuro sul podio finale o di Claudio Pea che ci incoronava seduta stante come squadra da battere. Si poteva esserlo fino a questa sera quando certi problemi si sono riproposti con evidenza.
A partire da una quantità imbarazzante di palle perse, dalla difficoltà di capitalizzare davvero sulla presunta superiorità sotto i tabelloni, dagli imbarazzi difensivi sul perimetro che si traducono in una festa del tiro da tre per la Sutor di Pillastrini.
Molto c’è da chiedersi sul fatto di spendere certe cifre per Blair e Watson e vederli surclassati da Amoroso…

Non si può giudicare molto da un webcast ma i minuti dati a Bulleri e le iniziative inevitabilmente infruttuose che è stato costretto a prendersi con un pollice rotto sono un atto d’accusa pesante alla prestazione di Garris in primis e di tutti gli esterni (escluso l’infortunato Green che non ha giocato) in secundis. Se dobbiamo “costringere” un giocatore palesemente in difficoltà fisiche a cavare le castagne dal fuoco quella che giovedì era bella coralità si legge oggi come mediocrità diffusa.

Che cosa sia davvero l’AJ di quest’anno non si poteva dire davvero dopo 3 partite e non lo si può dire nemmeno dopo 4. A freddo io continuo a pensare che i limiti che immaginavo prima dell’inizio siano e restino tali nel lungo periodo. Ma il disvelarsi dell’incognita Gallinari stava cominciando a formare qualche dubbio o comunque a far considerare la possibilità di sviluppi positivi da premesse opinabili.

Aspettiamo altre risposte dal campo sperando davvero di poter dire prima o poi di esserci davvero innamorati anche di una squadra…

Comments