Derive solipsistiche di un sito che fu di servizio


Come i più accorti e sensibili hanno già avuto modo di notare, questo sito che fu una volta di servizio e di informazione, al servizio delle 5 W del migliore giornalismo, tende periodicamente negli ultimi anni a pericolose cadute nell’autobiografismo mascherato.

Ma, d’altronde, fin dall’inizio i più accorti e i più sensibili potevano notare la natura schizofrenica (anzi, fucking Quadrophenic…) dell’autore, fondamentalmente un egocentrico (altrimenti l’avrebbe intitolato l’Olimpia e io, no?) però timido.
Timido perché altrimenti l’avrebbe intitolato Me, Myself and I e avrebbe parlato sempre e solo dei fattacci suoi senza rompere le scatole al povero Faina, a quel sant’uomo di Natali, a quel grande imprenditore di Corbelli e a quel bravo e bel giovine di Bulleri per crearsi un contesto…

Ho scritto nel commento della partita con Varese che la prestazione di Giuseppone Blair era stata probabilmente la sua migliore in maglia Olimpia.
In realtà sul puro piano statistico la sua migliore partita fu contro Livorno in trasferta due anni fa: stesso numero di punti segnati ma più rimbalzi, 2 stoppate, 34 di valutazione contro 32 del derby di Masnago. Se vogliamo aggiungere una lettura tecnica – che può essere ritenuta maliziosa ma è più che altro lapalissiana – anche allora la qualità degli avversari specifici nel ruolo non era proprio D.O.C.

L’annotazione è assolutamente speciosa e viene fatta solo perché, in occasione di quella partita, il sottoscritto pubblicò uno dei suoi migliori scritti (si, me le canto e me le suono…), scritto che solo incidentalmente parlava di palla al cesto.
E oggi gli è venuta voglia di tirarlo fuori, un po’ così, tanto per fare il figo…

Comments