Si fossi Sasha schiererei l'Olimpia...


Sopravvissuto alla sera in cui ho tentato di uccidermi affrontando i 48° centigradi del campo da basket di Djerba che potevano causare un mio passaggio repentino dallo stato solido a quello liquido seguito da subitanea evaporazione, rieccomi in pista.
Quello che non ammazza fortifica e io torno fortificato nella convinzione che Corbelli e Natali siano due gran tappetari e venditori di cammelli. Ma tutto lo sport italiano è fatto al 99% di tappetari e venditori di cammelli: per dire, pensate a Martinelli che ha comprato la Fortitudo appena dopo aver fatto sparire Roseto. E nessuno ha fatto un fiato! Esattamente come farebbero nell'NBA, io faccio fallire che so, Charlotte e subito dopo mi compro i Knicks e chiaramente David Stern arriva a darmi la mano e congratularsi con me nel plauso generale.

Siccome tra tappetari e venditori di cammelli ci si intende subito, Martinelli e il dinamico duo si sono resi protagonisti di una specie di transumanza incrociata tra Milano e Bologna, Cavaliero e Shumpert verso le Due Torri, Garris, Green e Watson verso la Madonnina.
E viene da chiedersi fra le due fazioni tappetare chi ha fregato chi o chi crede di aver fregato chi. Perché la logica dice che qualcuno di fregato c'è di sicuro: lo scopriremo facendo i conti a fine stagione.

Ma bando alle ciance e fiato alla trombe perché questa è una stagione da primi tre posti matematici. La cosa buffa è che, ad oggi, potrebbe anche essere vero visto la povertà crescente del campionato italiano: in un mondo di ciechi, l'orbo primeggia.

Allora mettiamo che putacaso domani io avessi la fortuna di essere l'allenatore dell'Olimpia 2006 - 2007 potendo contare su cotanto roster: come la farei giocare?

Diciamo che partirei da una serie di assiomi:

  • Watson non è un'ala
  • Bulleri non è una guardia
  • Calabria non è un play

    Sulla base di questi assiomi penso che il mio primo quintetto sarebbe sicuramente il seguente:

  • Garris
  • Calabria
  • Gallinari
  • Tusek
  • Blair

    Le consegne che affiderei al buon Kiwane sarebbero sicuramente l'armare nel migliore dei modi le bocche da fuoco di Calabria e di Gallinari, e, a seguire quelle di Blair e Tusek. E Garris, a parte l'incognita dell'età, è un play vero in grado di pensare prima di tutto a dare il ritmo alla squadra.
    Calabria dovrebbe esserne immediatamente beneficiato e così penso anche Gallinari che, da debuttante assoluto in serie A, ha bisogno di essere "premiato" da buoni passaggi tutte le volte che si muoverà nella maniera giusta.
    Tusek dal punto di vista fisico è una grossa incognita ma tecnicamente è l'ala forte bidimensionale probabilmente imprescindibile nel basket attuale. Blair

    Poi avrei un secondo quintetto così composto:

  • Bulleri
  • Green
  • Gigena
  • Schultze
  • Watson

    Questo quintetto è dedicato al massimo rendimento offensivo di Bulleri, che è "protetto" difensivamente e in attacco non ha concorrenza o altri reali terminali di cui preoccuparsi.
    Paradossalmente mi aspetto che questo sia il quintetto che possa spaccare le partite sebbene sia una formazione meno forte ed equilibrata della precedente: Gigena o Green come ala piccola sono un rischio di forti mismatch e il buon Sven, per quanto gli possiamo voler bene, è un giocatore limitato e limitante a certi livelli.
    Ma è la formazione potenzialmente più energetica, che può collettivamente andare "on fire" e sulle ali dell'entusiasmo produrre dei break sostanziosi.

    Le interpolazioni tra questi due quintetti sono possibili rispettando gli assiomi già detti. Blair e Watson sono intercambiabili ma fianco a fianco li vedo solo in situazioni limitatissime. Tusek e Schultze sono ugualmente intercambiabili ma vederli insieme è meno conflittuale sia pure sempre per minutaggi modesti.
    Affiancare Garris e Bulleri potrà accadere ma nel momento in cui si vuole utilizzare Kiwane come specialista in missione difensiva. E in quei casi Bulleri rimane l'uomo con la palla in mano: perché il miglior Bulleri ha la palla in mano e non ha senso snaturarlo.

    Non vi risponderò "in velocità" perché sarebbe una presa per il culo. Perché dire "giocheremo in velocità" alla fine non vuol dire niente, è uno specchietto per le allodole e la prossima volta che leggo una intervista a qualcuno dell'Olimpia che parla del gioco in velocità che promette Djordjevic, metto mano alla pistola. Qual'è la tua velocità massima innanzitutto? Una 500 pur lanciata alla massima velocità mica la batte una Ferrari appena questa si ricorda di accelerare. E Milano è, per l'ennesima volta, una squadra di modesto atletismo e di elevata età media, che, almeno e per fortuna, non farà le coppe: partiamo da questo che mi sembra un fatto innegabile. Milano non sembra avere giocatori che mediamente siano più veloci dei pari ruolo avversari Vogliamo tanto contropiede da questa squadra? E allora innanzitutto ci deve dare tanta difesa e tanto controllo dei rimbalzi

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