Bocce ferme: Sasha proconsole in Bitinia


Quando nello scorso gennaio arrivò Sasha Djordjevic a sostituire Lino Lardo in panchina i giornali amici fecero intendere alla folla perplessa se non inferocita che andava bevuto l'amaro calice perché Sasha era il cavaliere bianco che, grazie al suo carisma e forza e conoscenze avrebbe finalmente domato Natali e reso innocuo Corbelli.
Naturalmente i giornali amici non scrivevano senza essere imboccati: molto probabilmente era Sasha stesso che faceva intendere che lui, che qualche tempo prima aveva anche esplorato insieme ad altri mammasantissima serbi la possibilità di acquistare l'Olimpia Milano, non avrebbe fatto solo l'allenatore ma avrebbe agito a 360° gradi, mercato, strategie, grandi progetti.

Poi con il tempo gli scenari mutano: il Sasha allenatore e il suo consigliori Minic non sono impeccabili come difficilmente possono essere impeccabili tutti gli allenatori e ancor di più quelli debuttanti. Ma soprattutto il primo tentativo di Sasha di fare più che l'allenatore è un fallimento.
Come arma per il cambio di passo in vista dei playoff, per sostituire lo spento Montecchia e l'infortunato Gigena Sasha perora e ottiene l'ingaggio del suo testimone di nozze Nikola Loncar, fresco fresco di ritiro ufficioso.

Loncar per l'Olimpia dell'anno scorso è stato di una utilità pari alla peronospera per un vigneto, Sasha si dimentica di avere in roster gente magari meno doc come pedigree e amicizie ma forse più utile e Milano esce contro una Benetton dimezzata dagli infortuni e dalle assenze.

Duro colpo per le ambizioni di Sasha che pure azzecca il pronostico di Treviso campione d'Italia. Ma il peggio deve ancora venire...
Nell'antica Roma si diceva "promoveatur ut amoveatur", facciamo finta di premiare quelli che invece vogliamo fare fuori, mandiamo lontano dai veri centri di potere i giovanotti troppo ambiziosi, mandiamoli in posti apparentemente di prestigio ma in realtà lontani da Roma, il cuore di ogni decisione e potere.

Ad un certo punto sembra che il buon Sasha che pure perde il fedele Minic, scaricato in silenzio e in tutta fretta, prenda decisamente le redini del mercato. In compagnia dei fidi Baldi e Coldebella si parte per Las Vegas dove, alla Summer League che vede anche Bulleri in campo, si cercherà il nuovo Singleton e altri nuovi talenti.

Ma questa sera si è capito che il buon Sasha è diventato solamente proconsole in Bitinia, spedito nelle lontane province dell'Impero con poteri tutti di facciata. Mentre a Roma tutte le decisioni sono state prese senza di lui al di sopra di lui.
Garris, Tusek e Watson: scelte che hanno tutte le caratteristiche tipiche di Natali, giocatori di una certa età, giocatori già presenti in Italia, giocatori provenienti da altre squadre di vertice e se si scrive provenienti si può leggere anche scartati da altre squadre di vertice.

Sono giocatori utili? Decisivi? Unici? Dipende dai punti di vista e dalle idee che ognuno ha degli obbiettivi e delle necessità per l'anno prossimo. Forse lo saranno. Forse se ne potrà trarre una squadra sensata e competitiva. Ma sicuramente non penso che nessuno possa dire che questo mercato l'abbia fatto Sasha Djordjevic.
Ma si doveva sapere per certo che non l'avrebbe fatto Djordjevic. Perché se è un mercato vuol dire che ci sono dei soldi che passano di mano e come si sa, nel passaggio di mano in mano, spesso mani sudate per la veemenza delle contrattazioni, le banconote si appiccicano e non si staccano ed è meglio non avere troppe mani sudate da stringere.
Sono i migliori acquisti possibili all'Olimpia e per l'Olimpia? Ne dubito. Credo che siano i migliori acquisti possibili a Natali e per Natali. E nessuno da qui all'eternità mi potrà convincere che gli interessi, cestistici ma soprattutto extracestistici, di Natali e Corbelli coincidano con quelli dell'Olimpia e dei suoi tifosi.

Che non sia il mercato di Sasha ce lo dice anche il fatto che gli agenti di Sasha, Ricciotti - Meller, continuano ad avere in biancorosso il solo Gigena e non sarà un po' strano che gli agenti numero uno d'Italia (tanto per dire questi hanno Bargnani, prima scelta NBA, mica pizza e fichi..) non riescano a piazzare nemmeno un giocatore buono alla ricca e affamata di successo Milano?

Che non sia il mercato di Sasha lo dice il fatto che nello scambio più demenziale degli ultimi anni, Cavaliero finirà alla Fortitudo come buyout di Travis Watson. Avete capito bene: per ottenere un giocatore americano che in quanto ala/centro sottodimensionata pericolosa solo in area è più comune delle pornostar bionde con le tette rifatte cederà il resto del contratto di un giovane italiano, a fronte di un campionato che sempre di imporrà la presenza di giocatori tricolori.
Quel Cavaliero di cui Sasha, appena giunto, rimpiangeva la cessione giacché voleva puntare sui giovani...

Quando uscì la notizia di Coldebella nuovo vice allenatore scrissi che significava una sola cosa: che Sasha Djordjevic era già un allenatore delegittimato, un dead man walking.
Molti rimasero perplessi e anch'io mi rendevo conto che la tesi era ardua. Ma forse oggi, alla luce dei tre acquisti dell'Olimpia 2006 - 2007 e della farsa che praticamente è stata la missione oltre oceano, la tesi diventa meno fantascientifica.

Abbiamo voluto illuderci ma ad oggi le illusioni poco servono: sta vincendo Natali e se vince Natali l'Olimpia perde.
Sempre.

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