Bocce ferme: remare tutti nella stessa direzione?


Come ho già avuto di dire, ho fatto le scuole alte. Quindi sono uno che si pone dei quesiti filosofici di una certa levatura, non delle robe tipo meglio i boxer o gli slip o la doccia è di destra o di sinistra.

No, io mi pongo dei quesiti che sono pura filosofia morale.
L’esercizio della filosofia è necessario per sopportare gli insulti alla logica di alcuni personaggi su cui ci siamo già dilungati.
Personaggi che il 2 giugno sono dei capitani di lungo corso, campioni di mille regate, gente letteralmente senza paragoni:

    …Ma il mio lavoro è lì da vedere: 24 anni nel basket come manager, chi altri può mettere sul tavolo un curriculum del genere?…

Poi arriva il 21 giugno e diventano degli absolute beginners da guardare con indulgenza e da sostenere perché, poverini, nessuno nasce imparato e loro ci mettono tanto entusiasmo e buona volontà:

    …Miglioreremo la squadra: sbagliando si impara…

Si, sbagliando si impara, nonostante la sparizione delle mezze stagioni e la frutta di oggi che non sa di niente. Ah, dimenticavo: Pippo Baudo è sempre un gran professionista.

Comunque se Platone aveva il mito della caverna, io adesso ho il quesito della trireme che ora, peripatetico, vi recito.

Siamo a bordo di una potente e gloriosa trireme ateniese del V secolo a. C.
Teofrasto è un umile rematore della suddetta potente e gloriosa trireme. Sodali e compagni nell’umiltà e nella fatica gli sono Filone, Aristogitone, Temistocle, Fidia, Menelao, e molti, molti altri.
Nell’attesa di riprendere il mare tutti si riposano e acutamente conversano:

-Filone, fratello di fatica, con gioia menai il remo, tendendo la schiena e gli arti tutti perché credo che anche dal mio umile remare giunga la vittoria e la gloria anche su di me ne discenderà.
Eppure oggi sono confuso e tremebondo poiché or ora che riposavo, ho visto il timoniere, ho visto il timone indebitamente orientato e il mare che ci apprestiamo a solcare si è riempito di oscuri presagi.

- Teofrasto, compagno di gioioso sudore, con eguale letizia per anni, spalle alla prua, ho spinto, speranzoso che giusta fosse la rotta scelta da chi vanta 6 olimpiadi di esperienza. Eppure anch’io, nell’ora meridiana, voltando il capo, parvimi di intendere che non il mare aperto ci aspetti su questa via ma il nero scoglio, l’infida secca che spezza il fasciame.

- Amici, le vostre voci mi danno coraggio. Perché anch’io finora pavidamente vedevo quel che voi vedete: questo naviglio che ci è casa e orgoglio, patria e sodalizio, malamente è condotto, infedelmente è tenuto. 
Sentite gli scricchiolii? Udite il lamentoso vibrare delle corde stremate? Solo noi umili li percepiamo? Forse perché noi soli veramente cadremo feriti e offesi quando dalla chiglia spezzata i neri flutti ci inghiottiranno?

- Oh Fidia, tu sai come facile sia per l’infido timoniere, per l’improvvido armatore lasciare per tempo la nave naufragata al suo destino nefasto, da loro perseguito e ottenuto, con spregio grande e della nave e della marineria!.
E spogliarla prima della sua gloria e delle sue ricchezze!
Ed essere ateniesi oggi e persiani domani. Così come furono Fenici prima ed Egizi!
Mentre a noi è concesso solo di essere ateniesi, nascere ateniesi e morire ateniesi.

- E come. Teofrasto amico, possiamo noi dirci ed essere oggi veramente ateniesi? Dovremmo forse tutti remare con rinnovata forza perché questo è il nostro dovere e a questo solo siamo chiamati? Perché loro oggi si dicono ateniesi come noi e loro ci guidano?
Ma possiamo noi tutti davvero remare nella stessa direzione se vediamo laggiù all’orizzonte scogliere e perigli? Sarebbe fedeltà e coraggio illuderci che basterà finger d’essere tutti d’accordo per superarli e per infrangerli? O sarebbe follia e tradimento?
Dobbiamo allora spezzare i remi e tutti levarci a bloccare la nave, dal suo ponte gettare con violenza il fellone che la pilota?
O remare perché remando onoriamo la patria nostra ma ugualmente forte urlare affinché qualcuno più nobile di noi e potente intervenga, urlare di invertire subito la rotta, di togliere mani traditrici dal timone?

-Troppi quesiti fratello, per poveri rematori come noi, troppi quesiti…
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