Le stelle sono tante (altre)


Con due partite "di una volta", sotto i 70 punti di media l'Armani si guadagna un posto sicuro nelle Final Eight di Coppa Italia. Non ci arriva in carrozza come si pensava a inizio anno, non ci arriva condotta impeccabilmente da Massimo Bulleri che oggi come oggi non sembra certo il punto di forza designato dell'Olimpia.
Dopo il derby con Varese ho letto con interesse l'opinione di Maurizio Trezzi su Pianeta Olimpia.

    ...Bullo gira a frequenze centinaia di Hertz più veloci di quelle dei compagni. L’inserimento di un giocatore del genere in una squadra che lo scorso anno era difesa e contropiede sembrava perfetto. Oggi la scelta di un play atipico - come l’ex Benetton - lascia dubbi, avvalorati dalla parole spigolose come un dodecaedro di Lino Lardo in conferenza stampa circa una squadra capace di fare a meno per lunghi tratti del talento di Cecina. Bullo “maschera di ferro” resta il patrimonio di questa Olimpia, un giocatore stella. Per questo occorre adattare il gioco e gli schemi al suo modo di giocare e non viceversa...

Riassumendo: Bulleri stella dell'Olimpia quindi Olimpia e suo allenatore soprattutto che devono mettersi al servizio della stella.
Il ragionamento non fa una piega in linea teorica, è quello che fanno tutte le squadre NBA quando definiscono il loro uomo franchigia intorno a cui far ruotare non solo gioco e risultati ma anche marketing e promozione. L'uomo franchigia prende tanti soldi sulla convinzione razionale che produrrà risultati e soldi in proporzione.
Nell'NBA le squadre hanno grossi problemi quando sbagliano l'uomo franchigia, quando pagano tanto un giocatore che non rende quanto previsto: il salary cap mette un freno alla possibilità di nascondere questi errori. Se uno non è una vera stella ma è pagato da vera stella mal ne incoglie alla squadra per cui milita.

Ma torniamo in Italia.
Un fatto innegabilmente direbbe che Bulleri è la stella di Milano, il suo uomo franchigia: è il giocatore più pagato non solo della squadra. E' il giocatore italiano più pagato del campionato.
Ma questo non basta a definire una stella: se domani i Celtics mi pagassero 25 milioni di dollari all'anno difficilmente potrei diventare automaticamente il nuovo Larry Bird.

Una prima considerazione: Bulleri nella sua carriera non è ancora mai stato la stella designata. Ha sicuramente giocato partite importanti da protagonista, vincendo trofei importanti ma senza essere l'uomo sotto i riflettori e sotto la lente d'ingrandimento sempre e comunque. Due titoli di MVP del campionato fanno una stella? Dipende: negli USA avrebbero da obbiettare che un sesto uomo per quanto ottimo possa essere l'MVP della stagione. Certo l'anno scorso Bulleri si è ripetuto da titolare ma era la stella di Treviso l'anno scorso?
No: la stella di Treviso era Messina, era lui l'uomo al comando o sulla graticola nel bene e nel male.
A Milano Bulleri fa il suo debutto da stella designata.

A Milano, chiunque si trovi a giocare playmaker si dovrà confrontare con l'archetipo almeno fino a quando chi l'ha visto giocare sarà diventato troppo vecchio o rimbesuito per ricordarlo. L'archetipo aveva i baffi ed era ed è IL PLAYMAKER, quello capace di far giocare il Billy a 60 punti e la Tracer a 100 punti: per la serie non chiedetevi cosa può/deve fare la squadra per il play ma cosa può/deve fare il play per la squadra...

Nessuno si immagina certo che Bulleri sia paragonabile all'archetipo. Trezzi dice che Bulleri è un play atipico. Sul Forum Olimpia lo si è definito "iversoniano".
In ambedue i casi secondo me essenzialmente si vuol descrivere un play che segna almeno tanto quanto fa segnare. Nel basket dei 24 secondi e del dominio del tiro da tre è innegabile che sia un vantaggio che il giocatore che per primo controlla la palla sia in grado di essere subito pericoloso.

Di play "atipici" non ne sono mancati a Milano: ad esempio Sasha Djordjevic quando segnava ben più di 20 punti a partita smazzando più di 3 assist, ben oltre il 50% da 2 e il 40% da 3 in 35 minuti di utilizzo. Poniamo di fare una squadra che come quelle Philips e Recoaro ruoti intorno al suo play atipico: pensiamo seriamente che il miglior Bulleri in questa situazione ideale sia in grado di produrre le stesse cifre e lo stesso gioco di DJ?

Il serbo è un paragone troppo alto? Prendiamo Sweet Lou Bullock allora, come altro play "atipico". Nei tre anni italiani compreso quello milanese oltre i 20 punti a partita oltre il 50% da 2 appena sotto il 40% da 3, 2,6 assist a partita in 34 minuti di utilizzo. Di nuovo seriamente chiediamoci se Bulleri ha le stesse doti di penetratore del Dolce Luigi che ugualmente aveva squadre a ruotare intorno a lui.

Terzo paragone "atipico", un 35enne onorevole macedone, fondamentalmente un giocatore per hobby, insomma Petar Naumoski: negli anni milanesi forse in teoria la squadra non avrebbe dovuto giocare al suo servizio ma come tutti gli onorevoli lui faceva un po' il cazzo che gli pareva. In 30 minuti circa più di 16 punti di media, il 50% da 2, oltre il 40% da 3 e oltre 3 assist di media. Bulleri ha la sapienza del pick'n'roll dell'onorevole macedone? Sinceramente immaginate un Bulleri in grado anche a 35 anni di segnare 48 punti in serie A1 giocando 45 minuti?
Bulleri può essere questo tipo di play stella? Io non vedo fatti concreti che possano avvalorare questa ipotesi: come attaccante Bulleri non gioca nella stessa lega di questi tre esempi ( e aggiungiamo che ho lasciato da parte Iuzzolino...) che nei loro anni migliori macinavano quasi 40 minuti di media in campo, è un discreto attaccante ma non certo l'arma finale.

Diciamo allora che debba essere stella in quanto play atipico che sa segnare ma più ancora far segnare la squadra guidandola con mano sicura e carisma. Alla Nando Gentile mi viene da dire.
Gentile che da queste parti non si è mai amato troppo. Ma lo si rispetta da quando giocò e vinse una partita di coppa per l'Olimpia con una spalla lussata: perché ci vogliono le palle per fare una cosa del genere.
Ripeto, Gentile poco lo amai ma non posso non vedere una carriera importante non solo in Italia e una grande personalità a volte ingombrante e fastidiosa ma innegabile e utile in più di una occasione.

Gentile a Caserta fu anche grande attaccante (l'anno dello scudetto finì oltre i 20 punti a partita) ma da Oscar in poi ha saputo anche armare altre bocche da fuoco e praticamente, dai 16 anni fino al trasferimento in Grecia, è stato titolare con piena responsabilità delle sorti della squadra.
Bulleri ha questo tipo di imprinting? No: fino all'anno scorso ha avuto il ruolo del cavallo un po' pazzo che entra dalla panchina a mente sgombra.

Insomma riassumendo: l'unica cosa che attualmente vedo dichiarare indubitabilmente che Bulleri sia una stella è il suo contratto. Ma purtroppo le partite non si disputano solo il 27 del mese.
Continuare a sostenere l'eccezionalità di Bulleri e la presunta necessità di mettersi al suo servizio mi sembra veramente fuori da ogni realtà. Bulleri è un buon giocatore che insieme ad altri buoni giocatori e a un buon allenatore potrà essere sicuramente un fattore per buoni risultati ma al massimo è un primo tra pari non certo the choosen one: prima se ne convincerà lui e noi tutti meglio sarà per l'Olimpia.

Comments