Prima di Natale via Natali


Legami (in ricordo di Davide)
(Nota del 23/11/2005: aggiornato con una mail ricevuta da Guido Saibene…)

Nota del 21/11/2005: buoni propositi per il Natale. Come al solito se volete scaricate e stampate e diffondete…

Vi ricordate l'anno Breil? Dopo l'annata marchiata Pippo che, a parte la sciagurata uscita nei playoff con Varese, era stata una annata positiva, c'era la possibilità di costruire o comunque consolidare quanto di buono era stato fatto. Il problema era che l'architetto e costruttore era Natali che ai tempi era pure affiancato dall'ancora più sciagurato Caja. E Milano invece di confermarsi affondò malamente, vittima di incomprensioni mai risolte, di un mercato sbagliato.

Vi ricorderete tutti quanto di buono è stato fatto l'anno scorso e concorderete tutti sulle possibilità e sullo spazio che c'era per migliorare. E invece a novembre l'Olimpia sembra già allo sbando e devastata dalle polemiche. Quale costante rispetto all'anno Breil? Le presenza di Natali e/o Corbelli e delle loro scelte e modus operandi.

C'è un solo modo per salvare questa stagione e soprattutto per far si che il futuro che potrebbe garantire il pool di sponsor importanti che ci supporta non venga disperso: via Natali prima di Natale. Anzi subito da lunedì quando ci sarà il consiglio d'amministrazione.
E arrivi Djordjevic ma a fare il GM che forse avrebbe più senso che averlo come giocatore-salvatore: forse la stagione è già compromessa perché le scelte sbagliate sono pesanti anche sul piano economico ma bisogna salvaguardarsi almeno amedio e lungo termine.

Due settimane fa Pedrazzi si esaltava per la prestazione di Belinelli a Roma e avrà da esaltarsi ancora per la sua prestazione contro di noi. Concludeva esaltando i giovani italiani che giocano meglio di tanti stranieri.
Certo se li vai a cercare con il lanternino ogni giornata uno o due giovani italiani che hanno giocato meglio di molti stranieri li trovi. Ma faremmo meglio a parlare dei casi inversi più eclatanti ed evidenti...
Perché caro Werther prima spiegaci come mai la squadra che strapaga Bulleri e Galanda dovrebbe andare a cercare Djdordjevic e Austin per rimettersi in carreggiata. Parliamo di italiani che in virtù del protezionismo guadagnano montagne di soldi a fronte di prestazioni al massimo normali

Io non voglio fare il Bulleri bashing a tutti i costi. Mi sembra però doveroso rimarcare che se Bulleri fosse Bulleric o Bullerson non prenderebbe quei soldi. E non li prenderebbe perché lo si valuterebbe sul puro valore che è quello di un buon giocatore sicuramente ma non di un giocatore che sposta o cambia radicalmente il volto di una squadra.
Altrimenti bisogna dire che anche Joseph Crispin di Teramo cambia il volto di una squadra o Marque Perry di Capo D'Orlando cambia il volto di una squadra. Ovvero due giocatori dalla caratteristiche molto simili a quelle di Bulleri, play sotto il metro e novanta capaci di produrre punti, capaci di chiamare i raddoppi e di scaricare assist conseguenti, difensori al massimo discreti per evidenti motivi di stazza.
Due giocatori come ne escono 100 ogni anno negli Usa, giocatori che hanno fatto vedere i sorci verdi al nostro play titolare, giocatori che a dir tanto porteranno a casa al massimo un quinto dello stipendio di Bulleri.
E non mi si venga a dire che Bulleri più di loro porta leadership, lucidità e lettura tattica perché altrimenti viene da chiedersi dove fosse Bulleri mentre Sciagura Shumpert dimenticava qualsiasi cosa del basket e della vita negli ultimi 16 secondi di Milano-Teramo.

E attenzione, io penso che Bulleri si stia comunque impegnando al massimo. E siccome lo vedo in riscaldamento andare a schiacciare a due mani mi sembra anche improbabile dire che risenta delle fatiche dell'Europeo.
Però, mi ripeto: Bulleri vale alla fine e al meglio Montecchi che tutti dimenticano essere stato un buon giocatore italiano quando c'erano anche giocatori italiani ottimi e straordinari. Bulleri è un buon giocatore italiano che in assenza di giocatori italiani ottimi e straordinari viene portato in palmo di mano, amplificando le cose buone e non vedendone i limiti.
Ma se Bulleri come leggo dovrebbe essere quello che attaccando costantemente il canestro crea raddoppi e spazi per gli altri mi chiedo se davvero possiamo paragonarlo a Bullock, a Iuzzolino, a Naumoski per ricordare tre nostri giocatori recenti molto diversi fra loro ma accomunati dalla caratteristica di fare gioco partendo solo dalla propria efficacia ed efficienza offensiva.

Detto questo di Bulleri, è poi chiaro che la colpa non è sua se viene strapagato e quindi ci si aspetta un rendimento commisurato a quelle cifre spropositate. Ma da sempre si sa che Gino Natali (e/o Giorgio Corbelli, tanto è inutile considerarli due entità separate) è la più grossa zavorra di Milano e più gli mettono soldi in mano e più la zavorra si appesantisce: perché se uno deve fare la spesa e ha pochi soldi magari esce a cercare il miglior rapporto qualità/prezzo, se può spendere e spandere se ne sta in poltrona e ordina la colazione in camera e chissenefrega del sovrapprezzo.
Secondo voi ad esempio Natali sapeva che disponibile sul mercato c'era Jamal Sharif Makkallou? No perché non l'ha letto sulla Gazzetta...

Illuminante nel suo delirio la dichiarazione di Corbelli nell'intervista sempre a Pedrazzi della vigilia del match con Bologna:

    Se il gioco non viene, i casi sono due, o avete assemblato una squadra sbagliata oppure l’allenatore la sta guidando alla cieca.
    «Spiace contraddire le sue certezze filosofiche, ma, nel nostro caso, esiste una terza possibilità: il playmaker, che guida la squadra in campo, non sta dando quello che tutti si aspettavano da lui».
    C’è stata una prescrizione medica a prendere Bulleri e pagarlo un occhio della testa?
    «Era il numero uno, il playmaker titolare della nazionale».

Era migliore se leggi solo la Gazzetta, se non fai un viaggio ai camp americani da quando c'era ancora la lira, era il migliore se sei palesemente un incompetente che riveste un ruolo per il quale non è più titolato e adeguato.
Era il migliore giusto per Gino Natali e per la gestione corporativista se non mafiosa del premio per il giocatore dell'anno (e dell'allenatore dell'anno: così per la cronaca il CSKA di Messina ha perso in 2 mesi tutte le partite che il CSKA ha perso nei precedenti 2 anni). Era il migliore, diciamolo, anche per quelli che adesso lo schifano: l'avete letto su Repubblica, sul Corriere o sul Giornale in tempi non sospetti che forse ma dico forse Bulleri non è e non è mai stato un giocatore da premium price? Adesso Oscar Eleni ci dice che Messina l'aveva bocciato dopo l'anno da titolare ma lo dice adesso mica quando li premiavano ambedue.
Era il migliore se si valutano i giocatori con l'handicap tipo golf per cui 11 punti di un italiano ne varrebbero 30 di uno straniero. E ripetiamolo ancora una volta in tutto questo la colpa è solo minimamente di Bulleri che è un re nudo ma a cui tutti ripetono da sempre essere il meglio vestito. Come l'hanno sempre detto a Galanda, ah come tira da tre Galanda!, manco uno che dicesse che non pigliava un rimbalzo manco per sbaglio o che sotto canestro deve chiamare il numero verde per sapere cosa fare.

Ma più di tutto adesso mi fa schifo Corbelli che adesso attacca Bulleri dopo che l'anno scorso in piena semifinale scudetto se ne andava tronfio ad annunciare il suo acquisto perché con Bulleri si che si diventava forti mica con il nano pure di colore e tutti i giornali a scrivere evviva arriva Bulleri perché il nano pure di colore non fa girare la squadra e non segna e non difende e per quello non vinceremo lo scudetto.
Solo che probabilmente il nano pure di colore nel gruppo era stimato e apprezzato e non faceva esplodere gelosie. Perché non facciamo finta di non sapere che come in ogni ambiente di lavoro ci sono gerarchie stabilite a forza dai soldi guadagnati e poi ci sono le gerarchie costruite dalla stima che se corrispondo il più possibile alle gerarchie monetarie fanno l'ambiente sereno. Altrimenti non facciamo finta di ignorare che è facile cominciare a chiedersi perché quel tuo compagno che non sembra poi così forte prende il triplo di quello dell'anno scorso o il doppio di te.
Tutte queste considerazioni dovrebbe farle un direttore sportivo quando fa il mercato ma chi è il direttore sportivo dell'Olimpia? Ah si, Natali...

L'altro grande dramma denunciato nell'articolo odierno di Pedrazzi sul Corriere è che a fronte di una valanga di denaro ricevuta dagli sponsor la struttura societaria dell'Olimpia è rimasta ai minimi termini con Natali nel ruolo di factotum, dal presidente facente funzione al team manager, tanto per far capire come in realtà si gestista la società in maniera approssimata e parassitaria sottraendosi a qualsiasi tipo di controllo o verifica.
Il vero intervento che serve a Milano e che deve essere valutato nel consiglio di lunedì sera è la cacciata o il forte ridimensionamento dei ruoli e delle responsabilità di Corbelli e Natali. La situazione attuale dell'Olimpia nasce e deriva da loro, da una gestione da parrocchietta, parrocchietta miliardaria ma parrocchietta dove i due sacrestani in questiono sono sempre sospettabili di fuga con la cassa delle elemosine come hanno già fatto in altre diocesi italiane.

Ribadiamolo: via Natali prima di Natale...

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