La saggezza delle prime impressioni


Carpisa Napoli vs. AJ Milano 80 - 91

Vertical Vision vs. AJ Milano 81 - 70

Bisogna fidarsi delle prime impressioni. La mia prima impressione dopo la partita con la Virtus era di una Olimpia parecchio indietro sul piano del gioco e avevo forti timori sulla successiva partita a Napoli.
Dove invece Milano vinceva con autorità nonostante l'assenza di Bulleri con 5 uomini in doppia cifra e tutti i giocatori impiegati che muovevano il tabellino.

Si poteva quindi avere ragionevoli ottimismi per il derby dove invece l'Armani si è sfaldata, confermando di avere ancora un percorso lungo da compiere ed evidenziano la superficialità di alcune analisi. Si dice infatti Milano favorita anche perché ha cambiato poco. Mica vero: ha cambiato 3 quinti del quintetto e si vede eccome che questo quintetto ben poco ancora si conosce, non ha automatismi e non ha feeling, deve ancora parlarsi troppo, guardarsi troppo e farsi troppe domande. Troppi pensieri e conseguente troppo nervosismo per aggiudicarsi una partita che sul piano tecnico sembrava ampiamente alla nostra portata.

Leggo nelle interviste post partita la sottolineatura anche del nostro coach della nostra mancanza di fame e di voglia e conseguente impegno difensivo. Tutte cose vere ma quando si costruisce una certa squadra con certi giocatori si dovrà immaginarne pregi e difetti. Io di questa mi immagino che tendenzialmente segni più degli avversari, se prendo delle punte e poi mi aspetto di vincere perché giocano come dei bravi stopper mi sembra ci sia qualcosa di strano.

Da rivedere: il gioco offensivo. Contro Cantù Milano ha subito gli stessi punti delle prime due partite e ne ha segnati ben 20 di meno. Bulleri e Blair migliori marcatori con l'80% da 2 è un dato che dice che abbiamo dei signori interpreti del pick'n'roll ma che da 4 tiratori come Calabria, Shumpert, Vukcevic e Gigena si spremano solo 20 punti totali è un dato inquietante.
Giornata storta di tutti e 4? Può anche darsi ma più probabilmente non abbiamo ancora capito bene come usare le armi nuove che abbiamo.

Da (non) rivedere: questo Galanda. Inutile, dannoso a tratti imbarazzante. Due rimbalzi in 30 minuti (troppi, Lino, troppissimi...) sono un dato impietoso, di nessun conforto e supporto per raddoppiare Stewart, capace di farsi spingere via anche da Jurak, autore di errori imbarazzanti a due cm dal canestro.
Purtroppo quella che ho sempre ritenuto la nostra polizza di sicurezza ovvero la disponibilità di Don Diego attualmente è una coperta corta perché Fajardo deve ancora recuperare e ieri la sua voglia non è stata pari ai risultati. E Schulze non è stato meglio.
Vedremo in futuro l'evoluzione ma ieri sì è sicuramente sentita la mancanza di controllo nel nostro spazio aereo che il miglior Air James era in grado di dare.

Mio MVP: sapete che è il mio osservato speciale ma quando parte con schiacciate a due mani in riscaldamento si capisce che qualcosa succederà.
E sulla sua partita c'è poco da criticare, Bulleri prova a vincerla da solo mentre le bocche da fuoco designate sembrano giocare a nascondino e a tremarella (vero Shumpert? vero Vukcevic?): penetra, segna o prende fallo, gioca a due con Blair in grande scioltezza, prende addirittura più rimbalzi lui di tutte le nostre ali forti.
Una grande partita sul piano individuale ma, se volete, l'ennesimo segnale di un gioco latitante se il play deve fare pentole e coperchi.

Su Cantù: dai e dai gara 4 arrivano a giocarla e la vincono, serie riaperta quindi. Al di la dell'ironia che lasciamo all'accidioso Corrado - al quale ci piacerebbe invece chiedere i magheggi per riottenere l'agibilità al Pianella visto che noi di differenze non ne abbiamo viste: è sempre il solito squallido e pericoloso capannone... - Cantù ha fatto sua la partita giocando con grande cuore e impegno, con il pizzico di fortuna che aiuta gli audaci quando trova improbabili bombe di tabella sul riavvicinamento dell'Armani.
Kebu Stewart è un manzone di grande efficacia e impatto, gigioneggia troppo e perde palloni, in difesa va un po' a spasso invece di raddoppiare ma con 21 punti e 16 rimbalzi è la chiave della vittoria.
A ruota il silenzioso Jones che non sbaglia praticamente nulla.

Arbitraggio: A Cantù tutti sanno di basket tranne quelli che scrivono sulla Provincia di Como (ma è chiaramente una mosca bianca...). Le giacchette nere sono nel calcio, ad esempio l'arbitro del big match Como - Oggiono è una giacchetta nera. Al massimo al Pianella c'erano i grigi.
Ma comunque arbitraggio per me impreciso in molte scelte: non può essere fallo su Gigena se non ha ancora il possesso così come il fallo da 3 liberi su Jones era ampiamente dopo il tiro. E poi bisogna capirsi sui contatti e sul loro metro altrimenti non si capisce come si vedano tutti i contatti in piena bagarre d'area e non si vedano quelli in contropiede uno contro uno.

Barboni!: Non avremo vinto a Cantù, non l'avremo bruciata ma essendo andati in treno con susseguente scampagnata andata e ritorno fino al Palazzetto con scorta di Polizia possiamo ben dire di averla ingorgata.
In tre km ad andare e tre a tornare di macchine ne vedi e, sorpresa!, nemmeno un Cayenne Turbo. Giusto un Cayenne S nel parcheggio del Pianella. Vincitori ma barboni... ;-)

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