Rimasti a metà


Benetton Treviso vs. AJ Milano 82 – 60 Serie 1 – 0 Treviso

Capita…
Come quando ti mangi una mela e metà è commestibile e l’altra metà è marcia: per metà partita Milano c’è, ha consistenza e lotta benché non riesca ad essere pienamente efficace. L’altra metà non si può nemmeno assaggiare tanto è inguardabile e inconsistente.

Nella parte commestibile Milano riesce ad avere un ottimo secondo quarto dalle seconde linee che recuperano un avvio difficile con un Schulze efficace e un Blair protagonista di due veri gioielli in piede perno contro Marconato.
Nel quintetto iniziale c’è un McCullough volitivo e intraprendente ma che non riesce a finalizzare compiutamente le sue iniziative. Attacchiamo molto Bulleri che è l’unico play di Messina ed è reduce da problemi fisici ma dovremmo raccogliere di più: anche DJ prende buone tiri ma la conclusione non è sempre positiva.
All’Armani manca Singleton che è presente solo a rimbalzo ma non trova spazio sotto l’altrui tabellone. A Calabria dedicano un due aste che fa sorridere, “Calabria più di te odio solo la mia ex”: lui risponde con i punti che ci portano di nuovo vicini, meno cinque all’intervallo contando l’ “assenza” di Singleton non sarebbe male.

Sia Milano che Treviso sono squadre che posso esprimere grandi difese ma i biancoverdi hanno sicuramente un plus che l’Armani non ha: due giocatori come Garnett e soprattutto Siskaukas possono far corrispondere al momento positivo in difesa improvvise e micidiali fiammate in attacco.
Nel massacro del terzo quarto un Siskaukas fino a lì anonimo esplodeva con 11 punti in nemmeno 3 minuti: in queste situazioni il vero contenimento sarebbe non tanto difensivo quanto offensivo ovvero riuscire quanto meno a muovere il punteggio.

Purtroppo non ci siamo riusciti facendo scelte affrettate e facendoci prendere da paura e tremori: incredibile ad un certo punto vedere Calabria e Blair che a furia di passarsi la palla a due cm dal canestro finiscono a fare infrazione di 3 secondi.
Capita, dicevo e a volte è inutile incaponirsi a recuperare soprattutto se siamo dentro a una serie. Il quarto quarto vede il debutto di Cavaliero nei playoff, il tentativo di recupero mentale di un Singleton un po’ schiacciato dalla pressione, il debutto di Matteucci nei playoff mentre anche Messina lascia spazio a tutta la panchina.

Buttiamoci alle spalle il modo e pensiamo che siamo sotto solo uno a zero. Il tema tattico non cambia, già si sapeva che l’Armani ha bisogno di partite perfette per avere ragione di Treviso che ha maggiore qualità per sfruttare ogni cedimento altrui e ammortizzare i propri.
Dobbiamo soprattutto attaccare meglio perché la difesa contro certi giocatori arriva fino ad un certo punto. Mi spiego: se costringi uno a tirare da 8 metri e mezzo hai difeso bene però uno come Garnett quel tiro magari te lo mette comunque. E tu allora devi riuscire a tenere botta anche sull’altro lato del campo…

La sfiga che incombe: già stai perdendo poi ti inquadrano anche Caja… è chiaro che uno si demoralizza…

Condizionamenti mediatici: ieri Messina piangeva un po’, cosa che fa sempre tutte le vigilie, sulla presunte pressioni dei media, Gazzetta dello Sport in primis, a favore di Milano.
Il gioco è vecchio e notorio ma è fumo negli occhi e non significa nulla: la Gazzetta dello sport ( ma direi i media tutti) “tifa” per le tirature e non ci vuole certo un genio per capire che, da quel punto di vista, una eventuale finale Milano – Roma sarebbe la manna.
Anche David Stern “tifa” per avere sempre New York contro Los Angeles in finale NBA piuttosto che Milwaukee contro Sacramento: Treviso è una grande realtà e una grande società ma nel momento in cui nei quarti fa meno di 3500 spettatori di media a palazzo molto banalmente non fa notizia…

Ma il vero motivo della sconfitta è…: un capitano che se ne va prima del tempo…e chi sa, sa… ;-) (ndr: sono messaggi privati in blog pubblico, tranquilli non si parla di Coldebella… ;-) )

Comments