Ooookey, vaaaaaa bene, aaaaaa casa!


AJ Milano vs. Vertical Vision 94 – 83 Serie 3 – 0 per Milano

Cortei di Cayenne con il divano sul tetto tornano mestamente sotto la pioggia verso la collina di Cucciago: Armani batte Ranzani tre a zero e se tre a zero vi sembra poco leggete 120 minuti senza un solo vantaggio canturino. Si avete letto bene, cari amici dello studio Corrado, non troverete nemmeno un secondo in tutta la serie in cui siete stati avanti ma tranquilli, meritavate voi, meritate sempre voi.
Dopo 9 anni Milano torna in semifinale contro Treviso con autorità, con testa, con freddezza. Doveva rimanere stritolata dalla pressione della vittoria a tutti i costi e invece fa a pezzi Cantù e tutto il suo ambiente, convinto di essere alla vigilia dell’apoteosi e invece andato in autocombustione come notava con grande acume Antonello Riva in una intervista al Corriere.

Non cambia nulla nemmeno nella terza partita: la Vertical Vision finisce subito sotto senza avere la forza e le idee per cambiare l’inerzia del match e tantomeno della serie. Milano se non trova l’uomo libero sotto canestro trova la bomba e i biancoblu al massimo riescono ad essere sterilemente isterici come il loro allenatore, incapaci di difendere, incapaci di spendere falli.
Emblematici lunghi tratti del terzo quarto con Milano pur bloccata in attacco e Cantù a perdere una serie infinita di palloni banali con Morandais addirittura imbarazzante.

Avvertite Pino: sorry Pino really sorry, non che vogliamo essere scortesi ma giovedì NON ci vediamo al Pianella per gara 4. Vedetevi fra voi, trovate qualcuno che fa la parte dell’avversario a cui sputazzare in testa.
Magari proprio tu caro Pino, così ti abitui ai futuri ritorni dallo sportivissimo pubblico del Pianella.
Sei stato patetico, incapace di preparare serie e singole partite, ti sei rifugiato nell’aizzare e invocare violenza e intimidazione. Ridicolo ieri nel continuare a lamentarti con gli arbitri anche quando dovevi solo prendertela con giocatori che non tenevano la palla in mano, che buttavano palle assurde in tribuna: devi prenderti responsabilità e invece sei stato capace solo di inventare scuse e polemiche.
Ciao Pino, buone vacanze anticipate…

L’azione: avete mai visto un tuono? No, non sentito. Visto. Io l’ho visto, ho visto James Singleton esplodere in un volo che non poteva essere umano, dal cielo ha afferrato un rimbalzo su errore di DJ e ha chiuso una schiacciata senza pari, senza paragoni per il 29 a 22.
E subito dopo per ribadire che nello spazio aereo di Assago ci sono rotte libere solo per Air James stoppa il malcapitato Jones.

Mio MVP: per questa sera scelgo Mario Gigena autore di 18 punti. Nel giorno in cui ritrova mira ed efficacia offensiva lo ricompensiamo delle critiche spesso ingiuste delle partite passate in cui non si notava il suo ottimo lavoro difensivo. Menzione d’onore per un Blair praticamente perfetto al tiro e addirittura ai liberi: qualcuno trovi la foto della faccia di Sacripanti quando Joseph ha infilato anche la bomba del 94 a 77…

Mvp della serie: Il dominio dell’area è stata la chiave con cui l’Armani ha controllato ogni partita: quindi scelta facilissima. Non può che essere Air Force James Singleton, costantemente su livelli di eccellenza al tiro e a rimbalzo, in una parola dominante.
La menzione d’onore la darei a Joseph Blair che parte con una partita anonima, supera le polemiche e le provocazioni e risponde con 18 e 19 punti.

Lardo e DJ: prima di tutto complimenti a Lardo perché tutti temevamo che l’Armani arrivasse in difficoltà psicologica alla serie con il problema di un attacco piuttosto sterile. E invece abbiamo visto una squadra pronta, tosta e serena che ha battuto Cantù anche con la forza del suo attacco.
Mi rimangono delle perplessità sul ruolo e sull’utilizzo di DJ che pure ieri ha messo i chiodi sulla bara della Vertical Vision: tanti minuti e mi sembra tanta fatica non solo in difesa ma anche in attacco dove gli avversari vanno subito a pressarlo e a farlo faticare.
Nemmeno oggi qualche minuto per Cavaliero e mi sembra un errore perché i playoff sono lunghi e faticosi e come DJ anche McCullough sembra a volte bisognoso di riposo per essere efficace al meglio: dobbiamo tenere in partita tutta la nostra panchina che non è infinita e non è eccezionale ma se è coinvolta può rendere.

Su Cantù: l’ultima scusa di Corrado sono i giocatori distratti dalla questioni contrattuali… Mah! Come ho già detto ha ragione Antonello Riva, si sono fatti mangiare dalla loro stessa tensione, troppo roboanti i proclami, troppa la spocchia di aspettarsi l’apoteosi, troppa la convinzione di “aver giocato il miglior basket della stagione in campionato” (Copyright Sacripanti)
Chi si loda si imbroda e adesso il futuro biancoblu è nebuloso, a parte i giocatori restano Corrado? Sacripanti? Arrigoni?
Si fanno gli striscioni per dire a Galliani di tenere giù le mani dal basket: ognuno è libero di pensarla come vuole. Ma ricordate che Ranzani è un personaggio virtuale nelle mani di Albertino in via Massena a Milano: se aspettate che vi salvi lui state freschi…

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