Non smettere mai di passarla


Avvertenza: il pezzo che segue forse parla di basket ma molto più probabilmente no. Diciamo che parlando di basket forse parla anche di altro e quell'altro lo capiranno in quattro o cinque. Ma un sito con nell'URL "Io" ogni tanto può ben permettersi degli ego trip...

Solidago Livorno vs. AJ Milano 65 - 79

Il mio amico Massimo mi scrive, potresti scrivere qualcosa però, magari su Blair e sulla sua roboante partita da 26 punti, 11 rimbalzi, l'85% dal campo. In effetti potrei che è un secolo che non scrivo più.
Leggo le cronache che mi parlano di come il nostro ricciolone abbia monetizzato alla grande (7 schiacciate su 14 tiri!) gli assist di McC e di Marione Gigena. Li mi sono perso e ho cominciato a pensare al concetto di assist in se.
Che cosa bella è un assist: I get high with a little help from my friends.

A volte sembra così semplice ottenere il meglio. Forse basta davvero prendere una direzione e seguirla con gli occhi aperti e le mani attente e gli assist arriveranno e tu segnerai, la squadra vola e la curva s'innamora. Credo che nel basket giocato bene e pure nella vita ti arrivino tanti assist e davvero, basta essere un po' attenti, un po' fiduciosi per stare bene e fare bella figura.

Ma è davvero così facile ricevere e soprattutto realizzare gli assist che ti arrivano? Penso non ci sia cosa che da spettatore non ti faccia più incazzare di un assist sprecato, di qualcuno che riceve un "regalo" e non sa cosa farsene, lo spreca, interrompe goffamente e malamente un gesto altrimenti perfetto quando il più sembra fatto.
A volte penso se non esista anche la solitudine dell'assistito davanti al canestro come esiste la solitudine del portiere prima del calcio di rigore.
Pensateci anche voi. Pensateci se avete mai giocato e vi siete trovati in quella situazione. Ti hanno consegnato qualcosa di prezioso, si a te, proprio a te e lo devi solo concretizzare, te l'hanno dato per quello, te l'hanno dato perché hai fatto la mossa giusta, la scelta giusta, il taglio giusto, te l'hanno dato perché hanno una grande e maledetta fiducia in te. Ecco, tanta fiducia... e tu potresti sbagliare, potresti deludere chi te l'ha passata, sembra così facile e magari è proprio così facile ma potresti sbagliare. Il problema è che veramente a volte sbagli... e lo sai. E' una possibilità che risiede in ogni subconscio e a volte ti fotte, hai sbagliato prima di sbagliare.

E' per quello che a volte tagliamo e chiamiamo la palla ma non vorremmo davvero che ce la passassero, non vogliamo trovarci sull'orlo di quel dilemma. Peggio ancora, a volte non tagliamo nemmeno, giriamo alla larga che così non rischiamo di dover ricevere qualcosa e magari di sbagliare e poi sbagliando di stare male e di fare stare male. Giriamo alla larga fino a quando magari alla fine dei 40 minuti ci accorgiamo che comunque abbiamo sbagliato il 100% dei tiri che non ci siamo presi.

A volte però è vero che anche se fai le cose giuste con lo spirito giusto e la voglia giusta non ti passano mai ma mai la palla, nemmeno quando è così lapalissianamente giusto e doveroso e facile passartela.
In quei casi è molto probabile che tu stia giocando con degli stronzi. Se sono particolarmente stronzi sono pure capaci di farti credere che sia colpa tua se non becchi un pallone, se non hai mai la possibilità di segnare, se finisci per sentirti una specie di comparsa che fa avanti e indietro senza nessun costrutto e senza nessuna stima e soddisfazione.
Bisogna diffidare degli stronzi e ancora di più dei particolarmente stronzi, se non ci riesci da solo serve qualcuno che ti dica smetti di giocare con quegli stronzi. Ma ugualmente non è detto che basti a fartelo capire, potrebbe anche esserti incredibilmente più facile credere agli stronzi particolarmente stronzi. Troppa stronzaggine intorno a te per troppo tempo e finisci per smettere di giocare o giochi una pallida imitazione di quello che potresti essere.

E' difficile poi giocare con le vittime degli stronzi, sembra non riescano più a fare i movimenti giusti o li fanno esitando, con timore, insicuri. Diventa facile pensare di leggere l'intenzione giusta, far partire il passaggio e vederlo atterrare sulla faccia del destinatario e fare male tuo malgrado.
Cosa viene dopo? Rabbia, rammarico, ostilità? Delusione? E' colpa tua? E' colpa sua? Non dovevi passarla quella palla? Dovevi tenerla a oltranza?
Ma questo secondo te è il gioco, è un gioco dove devi passare la palla e devi riceverla nel migliore dei modi o comunque ci provi e devi venire a capo del gioco e di come funziona altrimenti non lo capirai mai e non lo apprezzerai mai, non ci troverai mai il tuo ruolo.

A me personalmente piace molto passare la palla, è una cosa che mi fa stare bene. Mi piace passarla perché penso di averla ricevuta spesso e volentieri e continuo a riceverla, a volte restando quasi stupito del fatto che ci sia sempre qualcuno che ha così fiducia in me. Certi assist davvero ancora adesso non capisci bene nemmeno perché ti arrivino e come ti arrivino, se li meriti o non li meriti. Ma stare li tanto a pensarci sopra è veramente una sega mentale: fanne qualcosa di questi assist e basta là.
E' bello avere molti compagni con cui dare e ricevere ma penso sia molto bello avere qualcuno di unico e speciale a cui passarla più spesso: è bello pensare di poter essere Stockton o di poter essere Malone ma soprattutto è bello pensare di poter essere Stockton-to-Malone. E' brutto pensare di essere Stockton e di non incontrare mai Malone e viceversa. Ancora più brutto forse è incontrarlo Malone, giocarci insieme e poi perderlo. O incontrare Malone e vedere che lui non sa di esserlo, non ci crede, non crede nemmeno in te che l'hai riconosciuto.

Brutto che sia, l'unica cosa che puoi veramente fare è continuare a giocare al tuo meglio...

Comments