La trendy barricata


Climamio Bologna vs. Armani Jeans Milano 81 - 62

Vertical Vision Cantù vs. Armani Jeans Milano 58 - 68

Da che mondo è mondo la difesa non è trendy. La difesa è epica, eroica ma non è trendy. Termopili, Alamo, Stalingrado: quando ai difensori capita di rimanere almeno vivi dalle barricate escono solitamente degli straccioni stremati e laceri.
L'attacco si che è trendy: oh quelle belle cariche di cavalleria, luccichio di lame, turbinio di colori e cavalli, l'ondata travolgente degli attaccanti.

Di noi dicono che siamo trendy e, perdiana, si, lo siamo da un certo punto di vista. Abbiamo una divisa sociale da sfilata, ci fanno delle foto che non sono da album Panini degli anni 60 ma da Vogue. Abbiamo il parterre che sembra il privé dell'Hollywood.
Ma se non ci facciamo distrarre dai lustrini dovremmo accorgerci che il carattere di questa squadra non è trendy. L'Olimpia di Lardo ad oggi, nella sua migliore incarnazione, è più un gruppo di tignosi morsicatori di caviglie da barricata che un elegante manipolo di agili scalatori di mura, di piantatori di bandiere nel cuore della difesa nemica.

Di queste due partite si diceva che sarebbero state la nostra prova del nove dopo un inizio contro avversari piuttosto soft. Se prova del nove è stata, lo è stata nel fornire delle categorie di interpretazione più che delle risposte certe sulle nostre possibilità: senza Blair in doppia trasferta perdiamo nettamente contro la Fortitudo e battiamo con autorità Cantù. A Bologna 52 punti subiti in un tempo, a Cantù 58 subiti in 40 minuti.
Riesce difficile pensarlo quando al posto di (meravigliosi) gattoni di marmo come erano i Gianelli o i Ferracini hai dei verticalisti d'ebano come Blair o Singleton ma questa trendissima Armani Jeans è molto più vicina al Billy operaio piuttosto che alla Philips dei 100 punti di media a partita.

E' facile non cogliere questo carattere quando al pubblico vengono comunque servite delle perle come la schiacciata in contropiede a rimorchio di Singleton o l'alley hoop che Ice McCullough teleguida nelle mani velocissime di Air James nel secondo tempo. Ma la chiave della vittoria sta in realtà nelle millanta palle toccate, sporcate, recuperate, con le buone o con le cattive, sta in un Coldebella nel quintetto di partenza che è già una dichiarazione d'intenti su come e perché l'Olimpia avrebbe voluto portare a casa il match.
Che poi nelle cifre non si trovi evidenza della pressione difensiva dell'Olimpia dimostra che le cifre a volte mentono o meglio, pochi minuti di garbage time finale possono alterarne il significato: quindi leggiamo che abbiamo recuperato meno palloni, preso meno rimbalzi e tirato peggio da 2.

So far, so MVP: Chiaro che se sei nato a New York Milano ti sembrerà equivalente alla Bitinia degli antichi Romani, una minuscola provincia dell'impero. Ma figuratevi allora cosa ti possono sembrare Cantù o Varese.
Mi piace pensare questa cosa assolutamente romantica di un Ice McCulluogh che nella metropoli si senta più vicino a casa. Ice va a giocare sotto canestro perché dove è nato lui solo sotto canestro c'è il pane e c'è il rispetto, ci va marcato dagli 1.95 figurarsi la sera in cui lo marcano i 160 cm di Rogers.
Dietro Sua Freddezza newyorkese la menzione va agli altri due ex: il Dante Calabria scavigliato che segna le bombe da 9 metri che sono il suo marchio di fabbrica e le segna in risposta ad ogni coro astioso ricevuto; il tetragono Diego Fajardo l'uomo utile per antonomasia.

Diego Flex Fajardo: una cosa da notare. Per adesso in attacco l'Olimpia non è che l'abbia ancora capito molto l'attacco flex. Cioé lo fa ma non l'ha ancora trasformato in un arma che rende pericolosa una squadra senza un vero e proprio go to guy.
Ci è testimone di questo fatto notare come fino alla partita con Cantù il miglior marcatore dell'Olimpia era Fajardo che la flex di Lardo ormai la mastica da 4 anni.

Micheloric e Maravicci: forse noi il Portalupone Maravic attuale ce l'avevamo già in casa. Ovvero un fisicone di gran cuore che può giocare 3 ma forse meglio 4, che non è un fattore offensivo su cui contare, che può darti difesa e lavoro sporco ma anche andare in crisi difendendo contro certi avversari.
Portalupone a Cantù è servito perché difensivamente è stato in grado di reggere alle assenze temporanee di Singleton o Fajardo. Però in attacco è stato solo una sponda che non prendeva alcuna iniziativa.
Il suo curriculum dice che non è un giocatore così triste, è chiaro che ora come ora ci sia una certa sofferenza forse più psicologica che fisica.

Su Cantù: prendere il minuscolo Shwanta Rogers è una scommessa con dei rischi ben chiari ovvero di avere mille situazioni di isolamento del play avversario che forza l'avvicinamento a canestro. Cosa che Sua Ghiacciosità newyorkese ha fatto benissimo. (Parentesi: pensare che alla prima giornata Basile non sia mai riuscito a sfruttare un mismatch così clamoroso sparacchiando uno 0/6 da tre è la prova provata che la sua dimensione cestistica è proprio quella dell'ignoranza..).
Mi è piaciuto molto Miralles che ha mostrato fisico e tecnica sia spalle che fronte a canestro risultando il motore della rimonta canturina sul finire del primo tempo. Deludente Kelecevic dal quale mi aspettavo invece un bel duello con Fajardo. Quasi imbarazzante Stonerook che era stato invece dominante con Pesaro: io comunque di Telespalla Bob sono sempre stato convinto fino ad un certo punto. Il trio Kaukenas, Blizzard e Jones poteva essere sinonimo di grandinata di triple ma, messi sotto pressione, hanno abbondantemente spadellato. Bravo Morandais a competere negli highlights con Singleton ma poca sostanza
Ma alla fine ho come l'impressione che per la prima volta l'ottimo Sacripanti non sia riuscito a preparare al meglio la partita trovandosi con una squadra che globalmente è stata fuori fase.

Confuso e infelice: la trasferta a Cantù mi piace sempre anche perché ogni anno arricchisce il campionario di casi umani da ricordare. Gente che viene a mostrarti il culo peloso, gente vestita da stilisti ticinesi ubriachi che ruba i palloni ai bambini per tirarteli addosso.
Quest'anno abbiamo avuto l'uomo dalle idee chiare, il dissociato tra fashion e tifo, quello che all'intervallo viene con gli amici a fare il ganassa indossando la sua maglietta che tanto lo fa sentire figo e alla moda.
Quale? Quella con scritto a caratteri cubitali "Milano 85"...

Quasi dimenticavo...: comunque il pubblico di Cantù è calorosissimo, competentissimo e correttissimo. Quando impareremo anche noi a Milano? E' così facile: basterebbe tirare in campo palle di carta e rotoli di carta igienica ogni due per tre, dargli poi fuoco nell'intervallo così da ritardare di mezzora la ripresa della partita. E poi stare appollaiati sul canestro avversario per tutto un tempo giusto prima di correre festosi fuori dallo splendido palazzetto ad aggredire i ragazzini.
E' davvero il mio sogno, anche a Milano un pubblico calorosissimo, competentissimo e correttissimo come quello di Cantù. (Aggettivi gentilmente offerti da la Provincia e da il Giornale di Cantù, competentissimi, calorosissimi e correttissimi organi ufficiali degli Eagles ;-) ).

La provincia è provinciale: ecco magari ogni tanto ce lo scordiamo e quindi rimaniamo stupiti di quello che leggiamo su giornali che dovrebbero essere nazionali ma curati da gente di provincia.
E la provincia con manie di grandeur è la più provinciale di tutte. Quindi non c'è altro da dire sugli articoli di Walter Fuochi, già alato cantore della società modello d'Europa affogata nei debiti in nemmeno 12 mesi, snobbettino criticone dell'Olimpia trendy e del suo benessere come se lui non avesse mangiato abbondantemente nella Bologna cestistica di fine anni Novanta.
Abbiamo già individuato anche il suo erede in tale Lelli su Webbasket, che cerca di lanciare la nuova immagine pauperistica della Fortitudo che batte addirittura Milano che "ha quasi il doppio del budget della Fortitudo".
Facciamo magari finta che il signor Lelli si basi sulle cifre dei contratti depositati in Lega, gli unici che possono avere una qualche ufficialità. Poi però bisognerebbe dire che ci sono i famosi (o famigerati) contratti d'immagine che non sono depositati da nessuna parte. E poi ci sono le sicuramente famigerate buste farcite come dessert al ristorante e se vogliamo far finta di cadere dalle nuvole non stiamo nemmeno a parlarne...Il budget di Milano è importante ma sostenere che una squadra da Eurolega infarcita di nazionali, di una scelta NBA dei Knicks e di un ex contratto della Virtus milionaria costi una miseria o è malafede o è connivenza.
Comunque visto che la storia la fanno i vincitori è piuttosto improbabile che il revisionismo pauperista della Fortitudo diventi vulgata: nessun rischio di leggere di quando Wilkins e Myers giocavano per un tozzo di pane e una mezza porzione di tortellini...

Dulcis in fundo: Tutta la squadra ma soprattutto Coldebella, Cavaliero e Lardo a gioire con noi a fine derby. Tutti i ragazzi in trasferta, quelli che c'erano e quelli che avrebbero voluto esserci: per tutti una grande gioia.

P.S.: Chantal sindaco! :-)

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