AJ Milano vs. Eurofiditalia Reggio Calabria 81 - 70


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Vivere o scrivere? Vivere per poi scrivere? Scrivere è vivere?
Vabbé, sta cortina di fumo giusto per dire che oggi non scrivo niente giacché ieri sera non ero al Lido.
Oh! Capita anche nelle migliori famiglie, abbiate pazienza... :-)

C'era invece il mio amico Gab che ha lottato e vinto contro la selezione all'ingresso del PalaLido trendy e indurito e mi manda questo bel ritratto dell'MVP del match, Ice McCullough:

Ma cos’è un playmaker?

Cosa vuol dire aver un metro e mezzo di statura,
te lo rivelan gli occhi e le battute della gente,
e la curiosità di qualche ragazza impertinente,
che ti avvicina solo per un suo dubbio impertinente:

vuole saper se è vero quel che si dice intorno ai nani,
che siano i più forniti della virtù meno apparente,
fra tutte le virtù la più indecente.

[FdA]

Avrai seguito anche tu il dibattito dell’ultima settimana su quello che poi si è rivelato l’MVP di ieri sera.
JMC non è un playmaker vero "come intendiamo noi", playmaker come D’Antoni non ne fanno più, non da abbastanza la palla ai lunghi, un playmaker non si misura dagli assist, eccetera.
Ma come intendiamo noi, checcazzo vuol dire al giorno d’oggi? mi spiego meglio. E’ un basket, come tu mi insegni, in cui le mezze misure o non esistono o sono merce rara; fatto di schiacciate e parabole lanciate da distanze calcistiche, e troppo spesso poco-nulla nel mezzo.

E che ci fa il mefistofelico nanerottolo newyorkese in questo basket?

    a) apre la difesa avversaria con le penetrazioni (niente di letto su spartacus, tranquillo);
    b) fa giocare la squadra - vedi i suoi scarichi, i contropiedi dettati, e il pallone che gira lungo l’arco, roba da far venire il mal di testa all’artiglio;
    c) quando la squadra è nei cazzi (tipo tre tiri sbagliati consecutivi, rischio di parziali paura per blackout difensivi e quant’altro) lui la prende per mano, ne mette uno, forse due, e il suo istinto di playmaker dice a quei fifoni dei suoi compagni "tranquilli, lo tengo io il toro per i coglioni".

E – vediamo - che tiri si prende, la mezza tacca?
Il nanerottolo ha la mano calda dall’arco, e – signore e signori – non solo penetra di brutto, schiaccia pure (e così col basket contemporaneo siamo a posto). Ma, what’s more, bigshotteo? C’è che proprio lì nel mezzo, dove al giorno d’oggi non sembrano esserci più punti da raccogliere, proprio lì il piccoletto incrocia con un paio di palleggi gli occhi del diretto avversario, gli inchioda le ginocchia e il senso dell’orientamento alla piastrella, e lo impallina dalla media. In un modo che, lo dico, no non lo dico sono blasfemo, ma vaffanculo sì lo dico, a me ha fatto tornare alla mente per un nanosecondo il caro vecchio Isiah T. Sempre per parlare di nani.

Dunque, riassumiamo: è pericoloso, fa giocare la squadra e si considera opzione offensiva subordinata rispetto ai suoi compagni (vedi giovedì sera, quando per i fini intenditori di palla al cesto milanesi lui parrebbe non aver combinato un cazzo), sa leggere i momenti critici nel mezzo della partita e sa metterci delle signore toppe. Io con un playmaker così vorrei giocarci tutta la vita, non ti trema mai la mano.
E poi sarà anche un nano, ma è un giocatore tecnicamente bello da vedere, e questo gli basta per pagarsi lo stipendio.

salut
gab

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