Armani, Armani, A-a-armani


La notizia della salvezza dell'Olimpia legata a una sontuosa sponsorizzazione triennale di Armani Jeans mi ha fatto subito tornare in mente quella strofa fondamentale di Paninaro dei Pet Shop Boys. E indubbiamente l'essere legati ad un marchio così globale e conosciuto è la prospettiva più esaltante per il futuro dei nostri colori.
Ma gli aspetti della salvezza dell'Olimpia sono diversi e variegati. Proviamo a fare ordine.

Politica Inutile provare a negare che la salvezza per i nostri colori non giunga grazie ad una congiuntura politica favorevole. Stucchevole tentare di vendere la soluzione della crisi come una vittoria di Corbelli sulla cordata Peterson - Cappellari.
Leggevo su Repubblica di qualche giorno fa una lettera di una tifosa dell'Asystel Volley che in breve si diceva contenta dell'impegno dei politici per l'Olimpia ma perché un anno fa non ci fu lo stesso impegno per il volley? Forse perché non era anno di elezioni?
Purtroppo non è certo lontana dalla verità. Siamo in anno di elezioni dove sindaco, presidente della Provincia e della Regione sono espressione della medesima parte politica. L'intervento decisivo viene dal braccio destro non solo sportivo del leader della parte politica in questione: il quadro non è di difficile interpretazione anche se si parla di impegno personale e non di una partecipazione strategica.

Poi la cosa viene a compiersi con una certa eleganza perché Galliani non si improvvisa in tre giorni appassionato di basket ma vanta una passione cestistica che lo ha già visto coinvolto, in tono minore, con l'Olimpia. Bella la dedica ai fratelli giocatori di basket che Giorgio Armani fa del suo intervento nell'Olimpia: l'invito di Galliani è stato dunque un invito ben mirato, dove sapeva avrebbe trovato una risposta molto probabilmente positiva.

Cappellari e Peterson: la nostra gratitudine a Toni e a Dan è totale e assoluta. La loro esposizione diretta di mercoledì è stata importantissima e decisiva, segno di vero amore per i colori dell'Olimpia. A posteriori, se la loro diretta esposizione è stata decisiva per la salvezza dell'Olimpia forse non è stata favorevole alla loro stessa cordata.
La parte politica di cui sopra si fa bandiera del liberismo e della indipendenza dell'iniziativa privata. L'Olimpia è, a tutti gli effetti e come tutte le società sportive, una azienda privata. L'intervento della politica può essere decisivo e fondamentale ma, viste le premesse di cui sopra, non può apparire come un intervento che "rimuove" un imprenditore privato e lo sostituisce con un altro imprenditore di maggiore gradimento.

Corbelli: E in tutto questo giro alla fine Giorgio Corbelli ottiene quella risposta dalle istituzioni e in seconda battuta dall'imprenditoria locale che reclamava da due anni. Ottiene quella sponsorizzazione politica che era abituato ad ottenere a Roma senza alcuno sforzo e che è invece solitamente più lontano dal modus operandi milanese.
Il modo in cui le ottiene lascia però perplessi e ancora più perplessi lascia il titolo del comunicato ufficiale di oggi: Giorgio Corbelli salva l'Olimpia? Mah..
E' credibile che in 3 giorni si passi da una cessione annunciata come praticamente definita a una cordata così ampia? No...
E' credibile che in 3 giorni Corbelli abbia concretizzato un lavoro precedente? Può darsi, ma i nomi principali non sembrano davvero farina del sacco di Corbelli quanto di uomini come Menegazzi e Baccarini, sicuramente più addentro al tessuto milanese
Corbelliana al massimo potrebbe essere l'entrata per ora solo vociferata di Paolo Francia già protagonista di quella bassa speculazione sulle ceneri di Bologna che fu la Virtus 1934.
Insomma l'impressione è che oggi come oggi Corbelli si trovi o creda di trovarsi nella invidiabile situazione di fare il gay con il culo degli altri: sarà da vedere se, dopo l'ufficializzazione del nuovo assetto societario, il suo impegno, il suo ruolo e il suo potere saranno gli stessi degli anni precedenti.
Già a Roma Corbelli ha avuto disponibilità non disprezzabili di denaro e sponsor importanti ma il suo triumvirato di gestione con Natali e Caja alla fine ha sempre ottenuto risultati in definitiva inferiori alle aspettative e alle speranze.
Corbelli ancora nell'Olimpia? Obtorto collo si può anche accettare. Corbelli che gestisce e prende le decisioni importanti in un progetto di rilancio che sembra il più valido degli ultimi anni? Non mi sembra il migliore dei mondi possibili.

Moratti: si ignora se nella cordata Cappellari - Peterson una componente facesse capo all'area Moratti - Pirelli. Di certo oggi il presidente dell'Inter fa la figura del grande assente. Con una spesa alla fine irrisoria (irrisoria per la parte in causa) Galliani quindi il Milan quindi Berlusconi incassano un ritorno di immagine su Milano non indifferente. Moratti l'anno prossimo corrisponderà tutto il valore della sponsorizzazione Armani al solo Cuper per fumare un tot di sigarette sul lago di Como.
Una ennesima occasione persa? Una assenza politica in un salvataggio politico (non dimentichiamo le smanie politico-ecologiste della signora Moratti)? Non sappiamo: di certo per adesso c'è che l'assenza si nota.

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