Pagellone a scoppio ritardato


Breil Milano vs. Skipper Bologna 104 – 79 – Statistiche

Massacrando una Skipper distratta e un po’ vanesia, reduce da fantozziani schiaffoni nella finale di Eurolega, con un Udrih esaltato dal confronto con Vujanic, l’Olimpia chiude trionfalmente al Lido una stagione tutt’altro che trionfale.
In attesa di notizie sul futuro è tempo del pagellone finale.

Mario Gigena: 6,5
Il 40,7 da tre è la sua migliore media da 3 in carriera e il voto ne riflette l’importanza nella stagione di Milano. Via Naumoski l’italoargentino è stato il miglior tiratore dai 6,25 per la Breil, squadra per costituzione assai carente dall’arco. A questo ha aggiunto spesso e volentieri volontà e impegno inversamente proporzionali a mezzi e talento piuttosto normali.
Dopo la difficile mezza annata a Varese ha dimostrato di poter dire la sua anche in A1 da valido uomo che parte dalla panchina.

Martin Rancik: 5,5
Statisticamente è stato il peggiore dei suoi tre anni milanesi: colpisce il suo essere sceso sotto il 50% da due dopo due annate da 54,4% e 56,7%. Ma essendo reduce da un intervento al polso ci può stare qualche strascico sulla meccanica di tiro. Il fatto veramente grave è non aver visto reali passi avanti nella comprensione del gioco, nell’interpretazione della partita, nell’attenzione difensiva, nel superamento di tutte quelle piccole amnesie che lo rendono ancora più un potenziale che una realtà.
Emblematica la partita casalinga con Siena decisa da un Kakiouzis che nei minuti finali gli sfugge continuamente e dolorosamente.

Hugo Sconochini: 7+
Decimo per valutazione media, settimo per valutazione al minuto, quarto nelle palle recuperate, settimo per falli subiti. Poi quattordicesimo nella percentuale da 2 con il 58,7%; il 38% da 3 è la sua migliore percentuale da 3 in Italia dal 92/93; i 14,8 punti per gara sono la sua seconda media più alta nella carriera italiana. Basta far parlare le cifre per inquadrare una grande stagione del capitano biancorosso. Il suo gioco, le sue scelte, forse anche il suo rapporto ingaggio/rendimento possono essere criticati ma nella misura in cui si riconosca che comunque Hugo è stato il giocatore di maggiore rendimento per Milano.

Claudio Coldebella: 7
La valutazione del campionato di Coldebella va inevitabilmente oltre quanto possa essere espresso dalle cifre anche se le cifre stesse comunque ci danno note interessanti: mai nella carriera italiana Coldebella ha dovuto tirare cosÏ tanto da 3 punti. E mai nella carriera italiana Coldebella ha servito cosÏ tanti assist (2,5 per partita).
Sono statistiche in modo diverso ci parlano di un giocatore che fa di tutto e di più per le esigenze e per il bene della squadra: in una squadra costituzionalmente monca di tiratori dalla distanza ha preso responsabilità che in un mondo ideale non affideresti a lui con tale frequenza.
Mezzo punto in più per interviste in cui ha sempre detto cose importanti, mai banali e mai di comodo in momenti difficili della stagione.

Rod Sellers: 4
Il buco nero della stagione, l’esatto contrario del giocatore di presenza soprattutto in difesa dove centri dal passato oscuro e dal fosco presente hanno banchettato spesso e volentieri.
E’ uno di quei casi in cui le cifre statistiche faticano a inquadrare la situazione: il Sellers di Milano in termini di punti, rimbalzi e percentuali di tiro non è abissalmente distante da quello di Roma. Bisogna guardare con attenzione ma alla fine qualcosa si trova: il Sellers 03/04 subisce 0,5 stoppate per gara che non è poco per un centro. D’altronde Rod è un lungo sottodimensionato e qualcosa inevitabilmente paga, anche a Roma ne subiva 0,6. Ma a Roma ne rifilava quasi una per gara agli avversari (0,9 per la precisione)!
Quella esplosività e reattività di 3 anni fa a Milano non si è mai vista, lasciando l’immagine di un giocatore ormai sconfitto dal tempo.
Diventa facile credere che uno dei motivi della discordia tra Naumoski e Caja fosse il rendimento del nostro centro: senza un intimidatore alle spalle e una vera boa di peso per il pick’n'roll è difficile immaginare un Onorevole troppo sereno…
Se è vero che è stato l’unico a rinunciare a parte dell’ingaggio nella trattativa finale post Skipper le difficoltà della sua stagione gli sono evidentemente chiare.

Ken Lacey: 6
Alla luce del rendimento a volte imbarazzante di Sellers lo scarso utilizzo di Lacey è abbastanza misterioso, difficile giustificarlo solo con una tendenza al fallo precoce. Lacey è al quarto anno in Italia, al terzo in A1, due da titolare prima a Biella e poi a Pesaro con cifre discrete, ha ormai una certa esperienza: perché non dargli maggior fiducia?
Combattente e lottatore aveva le carte in regola per diventare un beniamino del pubblico. Ha comunque fatto il suo quando chiamato in causa.

Manuel Vanuzzo: 4,5
Se guardiamo al campionato c’è veramente poco o niente da ascrivere a merito di Manuel Vanuzzo, autore di una stagione totalmente anonima. Tutte le statistiche sono peggiorate dall’anno scorso, crollate soprattutto quelle di tiro, sotto il 45% da 2, sotto il 30% da 3, fatto gravissimo per un lungo tattico che il meglio lo dovrebbe dare sugli scarichi. Un po’ meglio in Coppa ma si parla di virgole: Caja l’aveva dimenticato in panchina, Carmenati l’ha parzialmente recuperato ma il bilancio finale è davvero negativo.

Lonnie Cooper: 6 +
Tre anni dopo la sua prima apparizione a Milano Lonnie fa un buon campionato senza però davvero convincere del tutto. E’ il giocatore Breil con più tentativi da 3 punti con risultati sufficienti ma non strabilianti e soprattutto ondivaghi: come notava una volta il mio amico Massimo il suo problema è che è più facile che segni da tre dopo 3 palleggi, 2 finte e una esitazione piuttosto che su uno scarico piedi per terra con l’avversario a 2 metri.
L’impressione è che benché non sia fuori posto in A1 non dia reali garanzie in termini di continuità ed efficacia: la sua dimensione vera forse è quella di superstar in Legadue. Non a caso in Uleb (il cui livello a mio parere sta a metà tra A1 e A2) è stato il miglior marcatore e il migliore per valutazione.

Beno Udrih: 5,5
Doveva essere l’uomo della svolta, quello forte ma forte veramente descritto in una ben nota intervista di Coldebella. Ma arriva completamente fuori forma (5 kg sovrappeso dichiara Natali ormai a bocce ferme), sfiora l’immediato ritorno al mittente che rientra anche per gli infortuni prima a Coldebella e poi a Sconochini. Trova contemporaneamente 30 minuti garantiti e un minimo di forma e finalmente fa vedere il talento fino ad allora solo presunto ma la stagione di Milano è ormai compromessa.
Per tempi e forse anche caratteristiche non era l’uomo che serviva alla Breil per cambiare la stagione (ma qui la colpa è di chi l’ha scelto…), mezzo punto in meno per il pessimo stato di forma con cui si è presentato: prima dote dell’aspirante giocatore NBA dovrebbe essere una forte capacità di autogestione e di cura del proprio talento perché di la dall’Oceano la concorrenza è spietata e la pazienza (dove non ci sono investimenti enormi) piuttosto relativa.

Petar Naumoski: 5
Doveva essere il faro della stagione della Breil, purtroppo si è rivelato lo scoglio su cui la stagione si è incagliata. La sua gestione da parte dell’allenatore e della dirigenza è stata quanto meno sciagurata, da parte sua però non si registra nessun tentativo di mettere gli obbiettivi comuni al di sopra delle idiosincrasie e delle frizioni personali. D’altronde, come avevamo già detto una volta, tra un allenatore che allena per hobby e un giocatore che gioca per hobby avrai delle guerre di principi inevitabilmente distruttive. Che poi tra un allenatore come tanti in Italia e un giocatore che è (stato) come pochi in Europa si dia ragione al primo è un altro discorso e un altro interrogativo.
Il ricordo tecnico migliore del Naumoski 03/04 per me rimangono i 10 minuti di “crudeltà” con cui “matò” Cantù nel derby casalingo ma va anche detto che un certo appannamento fisico del giocatore è sembrato evidente.

Milenko Topic: 6
Ho avuto un debole per questo giocatore, di intelligenza cestistica superiore, inversamente proporzionale alle doti fisiche. Doveva essere il partner ideale di Naumoski nell’interpretare il pick’n'roll punendo in particolare dalla linea dei tre punti. Insomma fare quello che aveva fatto ottimamente in coppia con Stefanov a Siena: il problema è che, mentre a Siena il reparto era completato dai chili e dalla potenza fisica di Chiacig, a Milano il contraltare era la decadenza di Sellers.
Via Naumoski è stato defenestrato anche lui ritenuto a torto gemello siamese del macedone.

Attilio Caja: 2
Un budget importante completamente sprecato in un tripudio di incompetenza, incompetenza di mercato prima e incompetenza di gestione poi. Sul piano tecnico una squadra costruita con situazioni contraddittorie e soluzioni fuori dal tempo, che si vuole affidare in toto a Naumoski poi immediatamente delegittimato nel suo ruolo di leader tecnico alla prima partita di campionato. Prima caccia Rancik e poi lo riprende. Poi caccia Naumoski e mostra solo ignoranza e indecisione nel momento in cui si doveva scegliere il sostituto. Sempre spocchia e presunzione, incapacità di comunicare in una situazione dove la disponibilità e la capacità di trovare spazio sui media dovrebbe essere regola.
Se c’è giustizia e memoria ha allenato per l’ultimo anno.

Gino Natali: 2
Prima complice e poi censore di Caja. Avrebbe dovuto tirarlo per un orecchio a parlare con i giornalisti dopo il playoff dell’anno scorso con Varese e invece ha continuato ad assecondarlo fino ad intervenire fuori tempo massimo, quando le scelte dell’allenatore pavese avevano ormai tolto ogni possibilità di svolta alla stagione.

Roberto Carmenati: 6
Entra in una situazione in cui alla fine c’è poco da perdere (situazione ormai compromessa, impossibilità di intervenire sul mercato, problemi tecnici ormai evidenti e diffusi) e, magari in caso di miracoli, qualcosa da guadagnare. Miracoli non ne avvengono, il rendimento della Breil di Carmenati è alla fine uguale a quello della Breil di Caja ma a favore del subentrante va detto che deve fare i conti con vari piccoli infortuni che Caja non ebbe.

Giorgio Corbelli: 5
Ha messo un buon budget a disposizione, purtroppo ha sbagliato le persone a cui affidarlo, non vedendo, forse per troppa consuetudine, difetti e deficienze inaccettabili se si voleva davvero puntare in alto.
Se, come dichiarato, vuole davvero continuare, oltre a ringraziarlo ci permettiamo solo di consigliarlo di trovare migliori e più adatti collaboratori che meglio sappiano far rendere budget risicati.

Pubblico: 4
Non c’è stato. Punto.

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