Breil Milano vs. Pompea Napoli 75 - 78


Statistiche

La Breil perde con Napoli un match che è sembrato a lungo alla sua portata ma dove, come già a Cantù, il momento della resa è arrivato netto e insuperabile in tempi che solo superficialmente possono sembrare prematuri.
Quando Penberthy ha messo la tripla del più nove a chi, come noi, ormai conosce bene l'Olimpia 2003-2004 ha capito che il match era finito sebbene il cronometro concedesse ancora spazio ampio di manovra.

Ma per riprendere in mano in match Milano avrebbe dovuto fare ciò che fa con grande riluttanza e con scarsi risultati ovvero tirare da tre punti, soprattutto se Napoli, squadra più grossa e atletica aveva ormai blindato l'area alle penetrazioni degli esterni.
Quindi, nonostante qualche sussulto finale quando appunto qualche preghiera da 3 punti si infila nel canestro partenopeo, partita finita a poco più di 3 minuti dalla fine.

E va detto che, visto lo scenario creatosi, non sembrano esenti da colpe le rotazioni delle guardie di Carmenati che dimenticano un Gigena che sembrava in palla e che soprattutto si pone come l'unica plausibile alternativa a Cooper nel tiro da 3. Non che l'utilizzo del rientrante Sconochini non sia stato d'impatto o che non sia servito l'impegno difensivo di Coldebella; lo stesso Udrih ha disputato una prova discreta ma il problema è il solito, non può essere l'ondivago Lonnie l'unico uomo che gli avversari devono badare a non battezzare troppo spesso dai 6,25.
Ma alla fine sono problemi strutturali e di scelte tecniche nelle quali Carmenati non ha avuto parte.

Velo pietoso: stenderlo su Sellers ormai non è un modo di dire abusato. Inutile infierire su un giocatore sconfitto ormai definitivamente dal tempo e dall'età che ormai offre spettacoli penosi che fanno dimenticare che è stato un buon giocatore.

Mio MVP: il premio lo darei a Ken Lacey, autore di una doppia doppia di punti e rimbalzi. Non è nè Shaquille O'Neal né Tim Duncan ma perlomeno è un centro che non decolla ad ogni colpo di vento, che lotta sotto i tabelloni e che dona al nostro attacco una serie di secondi tiri che purtroppo non sfruttiamo al meglio.

Su Napoli: la Pompea è una squadra che segue ottimamente la squadra tracciata a suo tempo da Cantù, 6 giocatori di scuola americana a prescindere dai passaporti più o meno di comodo, italiani a fare da pure comparse, un allenatore che gestisce più che imporre un gioco.
E i risultati alla fine vengono anche se mi rimane qualche dubbio sul fatto che squadre così congegnate arriveranno mai a vincere uno scudetto: questione di motivazioni, questione di prospettiva per giocatori che sono soprattutto professionisti nel senso buono ma anche nel senso cattivo del termine.
Ottima partita di Torres mentre al di là delle cifre non mi ha fatto impazzire Allen (piuttosto "veneziano" a volte, incaponito su improbabili soluzioni personali: non a caso piace a Caja... ;-)). Ne soffrirà il mio amico Massimo ma continuo a non farmi piacere Penberthy, giocatore che mi sembra sempre raccolga più dei suoi reali meriti grazie al tiro da 3 punti: è sicuramente il tipo di giocatore che manca a Milano, è un arma utilissima ma questa esaltazione del tirare da 9 metri dopo 3 secondi come nuova cifra del basket continua a convincermi poco.

Parentesi dedicata alle vittime del tiro da 3: martedì sera Sport Italia ci ha regalato la finale di Uleb Cup da Charleroi com commento tecnico di Claudio Coldebella. L'Hapoel Gerusalemme ha meritatamente sconfitto quella squadraccia del Real Madrid, costruita e allenata in modo pessimo.
In quella partita ho visto il nuovo Nicola. Ovvero: da tempo penso che Marcelo Nicola sia un giocatore dal talento impressionante, un lungo dalle mani squisite su un fisico potente e veloce ma purtroppo "rovinato" dal tiro da 3. Rovinato perché invece di dominare le aree e le partite ha scoperto di poter caracollare avanti indietro limitandosi a tirare piedi per terra dai 6,25, "purtroppo" risultando spesso decisivo.
E il nuovo Nicola è Antonio Fotsis del Real Madrid: il greco, ex Panathinaikos ed ex Nba ha un fisico prodigioso e una tecnica importante eppure anche lui nella finale si è limitato a spadellare dalla distanza... O Tempora o Mores!

Verso il derby: sabato con Varese in diretta televisiva del secondo tempo sfida che per noi ha l'unico significato di mettere sul piatto della stagione almeno un 50% di vittorie nel Trofeo Lombardia. La Metis arriva priva di Meneghin e anche di Conti, sconfitta piuttosto nettamente a Livorno dopo aver perso in casa con Cantù: va però affrontata con le giuste motivazioni, cosa difficile visto il disarmo che sembra permeare l'ambiente dell'Olimpia.
Noi comunque ci saremo...

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