Breil Milano vs. Teramo 103 - 85


Statistiche

Titolare assente ma per fortuna c'è sempre l'ottimo Maurizio a dare informazioni di prima mano.
Ecco la sua cronaca:

Nell’uovo di Pasqua la Breil trova una convincente vittoria contro la matricola Teramo in una partita dai due volti: equilibrio nella prime due frazioni, poi un sorprendente terzo quarto dove Milano allunga per poi concludere in scioltezza toccando il massimo punteggio stagionale oltre il muro dei 100 punti (103-85 il finale).

Parte bene Teramo, sfruttando il suo gioco in velocità e punendo una disattenta difesa milanese con la vena balistica di Boni e Carter e lo strapotere fisico di Grant al quale coach Carmenati oppone nella prima frazione un Sellers in grosse difficoltà; da scintille il duello tra i ‘vecchietti’ Coldebella e Boni (22-24 il parziale del primo ed equilibrato quarto).

Il secondo quarto, Rod lo vede interamente dalla panca ed il sostituto Lacey diventa il muro sotto canestro che permette alla Breil di aggiustare la difesa e ribaltare il risultato grazie alle buone giocate di Cooper e Udrih. Consistente anche l’apporto offensivo di Rancik che mette a segno anche una 3ple, ma poi cade nel tranello della provocazione di Boni che gli costa un tecnico e l’anticipata uscita dal campo con 3 falli a carico sostituito da un evanescente Vanuzzo; si va al riposo con Milano che conduce di misura, 47-44.

Il terzo quarto, croce dell’intera stagione milanese, è praticamente perfetto per la Breil capace di accumulare un consistente vantaggio che gli permetterà poi di concludere vittoriosamente l’incontro; gran parte del merito va a Cooper (20 punti con 8/13 al tiro), il braccio armato usato per demolire con le 3ple una difesa a zona 2-3 di Teramo che è un po’ troppo statica e lenta negli adeguamenti contro la buona circolazione di palla dell’attacco milanese.
A sorpresa, nei primi 5 minuti del quarto, viene mandato in campo anche uno scalpitante Sconochini e l’impatto del capitano è positivo perché mette subito una 3ple ed in seguito rifila una stoppatona sul tentativo da 3 di Bennermann davanti alla panchina milanese, ma non pare completamente ristabilito perché si tocca ripetutamente la coscia. Qualche segnale di risveglio anche da Sellers (11 punti e 7 rimbalzi) che trova due canestri per il massimo vantaggio per Milano (+20) mentre sulla sponda opposta Boni è sempre più nervoso tanto da gettare una palla in tribuna nel tentativo di servire un compagno che non c’è e sbagliare anche 2 liberi. Ultima azione del quarto di pregevole esecuzione per la Breil che viene conclusa da Lacey con un comodo appoggio a canestro su assist di Udrih che buca, ancora una volta, la zona di Teramo (78-66 il parziale che conclude il terzo quarto).

Nell’ultimo quarto la Breil amministra senza grosse difficoltà il vantaggio accumulato; Udrih (19 punti e 6 assist) conferma il suo brillante momento e vince nettamente il confronto con Bennermann al quale ruba 2 palloni consecutivi a metà campo concludendo prima a canestro in contropiede e fornendo poi un pregevole assist a Rancik (18 punti con 7/12 al tiro) che viene però fermato fallosamente nel tentativo di schiacciata. Di tutta sostanza anche la prestazione di Gigena (16 punti) che si sbatte anche in difesa su Boni; quota 100 viene raggiunta da un gancio di Coldebella e nei minuti finali c’è gloria anche per De Vecchi (in campo per 2’13” al posto di Cooper) che mette una 3ple, ma non per Matteucci (1’47” al posto di Rancik) che viene beffato dal pallone, scagliato oltre l’arco, che gira sul ferro e che subisce una stoppata nel traffico dell’area nell’ultima azione dell’incontro.

Sulla sponda Teramo, l’intramontabile Boni (tra 2 mesi 41 anni) risulta il top-scorer dell’incontro con 27 punti, ma lo aiutano solo Carter (20 punti) e Grant (13 e 10 rimbalzi).
All’incontro hanno assistito circa 1500 spettatori, la curva milanese trova posto al primo anello lato panchina Breil, mentre dietro la panchina ospite si fanno sentire una ventina di calorosi e colorati supporters di Teramo: presenti all’incontro anche il mitico Gallotti ed il vate Bianchini.

Alla prossima,
Maurizio

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