Breil Milano vs. Tris Reggio Calabria 90 - 77


Statistiche

E alla fine arrivò anche il giorno di Beno Udrih. La Breil torna a superare (ampiamente) quota 70 punti e supera con buona sicurezza la Tris Reggio Calabria, reduce da un periodo più che positivo. Ma la vera notizia è che, dopo quasi due mesi di rodaggio e di affanni, ha potuto contare tra le voci più, quello che era diventato l'oggetto misterioso della stagione.

Mio MVP: il premio va dunque a Beno Udrih. Il giovanotto come a Cantù parte in quintetto stante i persistenti problemi al gomito sinistro di Claudio Coldebella. Con in mano le chiavi della squadra produce finalmente una prova assai consistente in attacco, facendo vedere quelle doti di penetratore che fino ad oggi erano rimaste solo sulla carta.
Non parliamo di una prova perfetta, attenzione: in difesa il nostro, se attaccato continua spesso ad andare in confusione (vedi uscita per 5 falli) ma il buon playmaking espresso pareggia le pecche.

Ma i dubbi rimangono...: se pure oggi la qualità presunta ha fatto ampio capolino, non scemano i dubbi di fondo. Udrih era l'uomo che ci serviva? Caja ai tempi parlava di giocatore che non abbisognasse di minutaggio garantito, che fosse di rapida integrazione e di rapida produttività.
E Udrih sembra invece trovare le condizioni per rendere al meglio in una sostanziosa e continuata presenza in campo. Solo entrato in ritmo e con adeguato rodaggio diventa un fattore offensivo.
Senza l'infortunio di Claudio Coldebella, oggi ricomparso in campo con la sua consueta sagacia difensiva e cuore (premiato da una applauditissima bomba da tre) difficilmente Udrih avrebbe avuto modo e occasione di riscatto...

Sfida tattica: Lino Lardo sta diventando famoso per i suoi cocktail di difese, alternanze di zone che spesso e volentieri gettano molta sabbia nei meccanismi avversari. Ma bisogna dire che Carmenati ha risposto alla grande, proprio con un contrococktail dove l'ingrediente più gustoso mi è sembrata una uomo con cambi difensivi sistematici che ha disorientato le guardie reggine.
Ma tutta la preparazione del match premia il nostro coach che ha avuto qualcosa di buono da tutti gli uomini messi in campo: le statistiche parlano chiaro, anche Sellers e Rancik, complessivamente i meno brillanti del match hanno avuto un impatto positivo sulla partita.

Su Reggio Calabria: l'inizio del match sembrava tutto in salita per la Breil, tre bombe consecutive per la Viola, una inattesa addirittura di Eze che iniziava il match stoppando di prepotenza Sellers. Ma, nel proseguio, Reggio era in difficoltà a trovare alternative all'efficacia dalla distanza: Eze, pur efficace, non attaccava Sellers dove più soffre; Blanchard e Fajardo cercavano gloria in area più con le cattive che con le buone ma perdevano il confronto con un ottimo Vanuzzo; Lamma/b> e Rombaldoni si agitano ma con pochissimi risultati.
Non a caso il riavvicinamento dell'ultimo assalto della Viola è tutto farina del sacco di Eubanks quando ritrova precisione dal perimetro.

L'azione: meriterebbe in premio una foto di D'Antoni incorniciata la magata difensiva di Cooper che spezza la rimonta reggina. Lo Eubanks on fire dell'ultimo quarto si vede soffiare la palla con un tocco sagacissimo, talmente pulito da essere quasi invisibile.
Dal recupero di Lonnie la Breil fa partire il controbreak che riporta Milano in doppia cifra di vantaggio.

Poco Martin, poco party: alla vigilia un articolo sulla Repubblica intervistava i due ammalati recenti della stagione biancorossa, Udrih e Rancik, con ambedue che annunciavano un pronto riscatto. Di Udrih abbiamo detto, di Martin diciamo ora.
Una partita con ancora molte ombre, tre falli prematuri in difficoltà contro il mestiere di Fajardo e costretto a cedere il posto a Vanuzzo. Il rientro dell'ultimo quarto è sufficiente ma ancora lontano al rendimento del migliore Rancik che ricordiamo: sembra esserci un problema fisico di fondo, il Martin di oggi sembra avere perso qualcosa della sua esuberanza fisica e la perdita sembra avergli tolto fiducia e aggiunto titubanza.
Protagonista di due buoni contropiedi non è riuscito a chiuderli "Air Slovakia style" (leggi schiacciata poderosa) e infatti uno dei due l'ha sbagliato. Aspettiamo la prossima partita.

Futuri biancorossi: cominciano ad avere eco pubblica le manovre intorno al futuro dell'Olimpia. Ma io personalmente ho deciso di non dare ulteriore amplificazione alle voci.
Personalmente sono scettico su cosa possa riservarci il futuro perché la situazione economica generale non mi sembra più in grado di sostenere lo sport professionistico nei modi (deviati) e nelle strutture (sbagliate) che conosciamo attualmente.
Crollano le Parmalat e le Cirio, crollano le loro emanazioni sportive: anzi dovrebbero essere già crollate ma maneggi politici e preoccupazioni di ordine pubblico le tengono artificialmente in vita. Se il calcio è diventato insostenibile pur generando un enorme giro di affari è molto difficile pensare che il basket possa essere sostenibile in futuro: se l'ottima gestione sportiva e societaria che hanno attuato negli anni recente squadre come Cantù e Biella non gli garantisce la sicurezza della sopravvivenza, l'unica via percorribile rimane il mecenate.
Nel momento in cui si rischia di scoprire che dietro ogni mecenate in realtà non c'è altro che un falsificatore di carte finanziarie il sistema crolla miseramente.
Questa purtroppo è la realtà: Dan Peterson ma anche Matteo Refini possono avere programmi meravigliosi e inappuntabili per le sorti dell'Olimpia ma se non hanno i mezzi finanziari per sostenerle la sostanza poco cambia. Non che creda che Dan Peterson abbia bisogno o cerchi di farsi pubblicità sull'Olimpia, dico solo che senza la sostanza del vil denaro ogni programma purtroppo lascia il tempo che trova.

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