Breil Milano vs. Air Avellino 68 - 60


Statistiche

Dopo lunga meditazione cestistica rieccomi. Scusate il lungo silenzio che ha un motivo in realtà semplice: sul piano tecnico, dell'analisi e della critica la stagione della Breil ha già detto tutto, è la squadra che tiferemo fino alla fine come ci dice il cuore ma la mente ha già visto e dato.
Ci rimaneva una incognita nell'equazione ovvero l'inserimento di Beno Udrih ma, passate due settimane di allenamenti, passate due partite significativamente opposte per contenuti tecnici e agonistici, è ormai chiaro che si parla di una incognita a valore zero che nulla aggiunge alla nostra stagione.

La Breil è quindi rimasta uguale all'immediato post Naumoski e post Topic, buono il lavoro di Carmenati che però poco può fare rispetto alla consunzione progressiva di Sellers, alla sostanziale impalpabilità di Rancik che non riesce ancora al terzo anno italiano ha stabilire un rendimento sicuro e delineato.
Si tratta sempre di affidarsi alla vena di giornata di Sconocchini e Cooper, sperando soprattutto che dal secondo continui ad arrivare quella pericolosità dal perimetro che costituzionalmente ci manca. La grinta epitomizzata da Coldebella poi vien da se che non può essere solo condimento ma ingrediente fondamentale. Solo una furia agonistica tradotta in più palle rubate e in punti facili può ovviare alla attuale emorragia di punti: dopo la pausa di Coppa Italia non siamo riusciti a raggiungere per due volte i 70 punti risultando la squadra che ha segnato meno di tutta la serie A1.

Playoff? Mah! Boh! Forse! Il basket è strano, è un gioco dove i valori tecnici dovrebbero prevalere sempre e comunque nell'80% dei casi ma molto più spesso non è così. Varese si è fatta eliminare in Uleb da un Real Madrid che è inguardabile, una squadra senza capo né coda, l'unica squadra che in questa stagione abbia preso 30 punti dalla Breil. La stessa Varese anzi ancora più acciaccata batte la Montepaschi in casa.
Prendi Livorno, appena battuta da noi: non diresti mai che possa umiliare la Skipper. Anche Roma perde a ripetizione e sembra effettivamente sull'orlo della disgregazione. Cantù ugualmente sembra più che fragile fuori casa.
Insomma la situazione è in realtà estremamente magmatica, la possibilità di raggiungere l'ottavo posto non è peregrina contando che le nostre tre prossime partite sono scontri diretti che valgono una vittoria doppia.

Ma la possibilità si scontra con la probabilità: con questo Sellers e con questo Rancik non si va lontano, non bastano a sostituirli i pur positivi Vanuzzo e Lacey di ieri. La Breil che va ai playoff è una Breil al 110% del rendimento di tutto il roster, una Breil normale è troppo "normale" per riuscire nella rincorsa, la Breil che ieri batte Avellino poi non autorizza nessun sogno.

Sprazzi di partita: partita brutta con Avellino ma con qualche perla dal fango. Contropiede Breil, behind the back di Hugo per la schiacciata di Gigena.
Gancio "Ave Maria" di Vanuzzo su fallo subito ma non fischiato che si conclude morbidamente nella retina
Linea di fondo roboante di Hugo con schiacciata e "and 1".

100 Euro di multa: comunque io a Hugo darei 100 Euro di multa tutte le volte che, ricevuta la palla in angolo con mezzo metro di vantaggio per il tiro da tre, fa quella benedetta finta di tiro, si fa arrivare il difensore addosso e riparte in palleggio raccogliendo solitamente niente e meno di niente...
Scusate ma dovevo dirlo!

Io, canturino che son io... canturino che non sono altro...: era un po' che lo sospettavo ma ormai è lapalissiano, Werther Pedrazzi è in costante deliquio per le sorti di Cantù. Articolo di oggi sul Corriere, 3423 caratteri totali, 1815 dedicate al perché e al percome Schortianitis non ha visto nemmeno la targa di Demarco Johnson sabato a Biella.
Milano meritava la censura ma Varese che batte la Montepaschi forse meritava più attenzione rispetto ai dolori del Baby Shaq, il centro titolare della squadra dei sopravvalutati (vien da se che il play è Udrih...).

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