Breil Milano vs. DKV Joventut Badalona 81 – 69


Statistiche

Nei miei ricordi più belli legati all'Olimpia ci sono le grandi rimonte (come l'Aris e come il Panathinaikos) ma ci sono anche quelle fallite. Mi ricordo sempre l'assalto del PalaVobis che la Recoaro di Djordjevic, Tabak e un giovane Sconochini tentò in coppa Korac alla Stefanel Trieste di Tanjevic, Gentile e Bodiroga. Me lo ricordo perché due ore di emozioni fortissime vissute sugli spalti, vissute insieme per i nostri colori non si devono scordare mai qualunque sia stato il risultato.

Quindi non mi scorderò la serata di ieri anche se rimaniamo a -5 da quel +17 che avrebbe segnato l'impresa. Milano getta il cuore oltre l'ostacolo ma non riesce a venire a capo dei propri limiti che purtroppo sono limiti di una intera stagione e forse di un progetto e non solo di una sera. In quel Recoaro - Stefanel che ricordavo forse Trieste era squadra oggettivamente superiore. La Joventut era una squadra alla nostra portata o superiore? Non è così facile dirlo, intanto non scordiamoci di aver affrontato una Badalona priva di Arnold ovvero il suo migliore attaccante. Quello che è sicuro è che Fernandez è due piste avanti a Udrih nelle potenzialità NBA. Che poi tutto sto discorso di potenzialità NBA per certi europei sia solo un fatto di moda (già finito: vedrete che le prossime attenzioni della NBA saranno per l'estremo oriente) è meglio chiarirselo una volta per tutte.

Ciò che è invece facile notare è che la Breil ha perso nel solito modo ovvero una gloriosa "sconfitta" dove non basta una overdose di cuore e impegno per venire a capo di precisi limiti tecnici (sia fisici che mentali) singoli e complessivi. Tanto per dire le solite cose Milano vince comunque la partita tirando meglio da 3, 30% contro 29,4% ma è un "meglio" sufficiente sui 40 minuti e non sugli 80. Essendo quindi la solita squadra modesta al tiro da 3 nel complesso "perde" per gli errori veramente gratuiti fatti nei momenti sbagliati, che siano una palla persa in palleggio contro un giocatore più alto o tiri liberi sbagliati in serie.

Giustamente si dice che la sconfitta sia maturata a Badalona, meno mi convince dire che sicuramente a Badalona con un altro allenatore avremmo contenuto significativamente lo scarto. Gli errori e le titubanze di Badalona non sono poi così differenti agli errori e alla titubanze di ieri sera come non sono diverse dagli errori e dalle titubanze che abbiamo patito in ogni finale di quest'anno con squadre di buon livello.

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Gli arbitri: arbitraggio pessimo ma direi su ambedue i lati. Di certo ogni allenatore firmerebbe per avere 32 liberi a favore in trasferta: la Breil ne tira solo 18 ma il problema vero è che ne mette solo 10...
In partite come queste sbagliare i tiri per antonomasia non contrastati è davvero peccato mortale, non cancella quanto di buono si fa in campo ma purtroppo pesa enormemente.

Mio MVP: Chi non era fra i 2500 di ieri sera per scelta e per "razionalità" comunque se ne rammarichi e se ne penta. Non era fra i migliori...

La squadra di Carmenati: il nostro coach aveva ben inquadrato la gara dicendo che bastava concentrarsi sul vincere di 4 punti ogni quarto per giocarsi la qualificazione. E la Breil è arrivata a + 18 nel momento giusto, non troppo presto come fece sempre quella famosa Recoaro, ma le è mancata la capacità di finire il lavoro.
Il nuovo coach a quanto appare da dichiarazioni e sul campo sta facendo soprattutto un lavoro sul clima della squadra, lavoro che porta alcuni risultati (vedi il ritorno di Vanuzzo) ma che purtroppo non cambia la sostanza di altri rendimenti.

La squadra di Caja: a freddo ripensando alla partita di Udrih che, parzialmente ma finalmente, ha portato un contributo significativo in termini di punti, ho ripensato al mio tormentone. Ovvero che questa rimane una squadra segnata dalle scelte di Caja, scelte che si fa sinceramente fatica a capire ed inquadrare.
Con Udrih Caja ha scelto l'ennesimo giocatore offensivamente barocco (attenzione barocco, non brocco ;-)), ovvero un giocatore che per essere pericoloso deve partire con la palla in mano, che prima di tirare deve sciorinare finte, controfinte, esitazioni; che in alcune situazioni non si prende il primo vantaggio disponibile ma aspetta il difensore e poi cerca di batterlo.
Il problema è che la Breil di giocatori così (che naturalmente servono e possono essere indispensabili in alcune occasioni) ne ha già due in Sconochini e Cooper. Mentre non ha nessun attaccante lineare e geometrico, nessuno in grado di uscire dai blocchi in velocità e sparare in una frazione di secondo, nessuno affidabile sugli scarichi, insomma nessun vero tiratore puro: di Milano chi fa il tiratore senza esserlo del tutto è Mario Gigena e molto si spiega così.
Milano ha dei realizzatori potenziali ma tutti troppo "ingombranti" e "macchinosi" nel senso che per arrivare al risultato "occupano" una parte consistente dei 24 secondi. Se per provare ad andare a realizzare un Cooper, uno Sconochini e anche un Udrih mangiano 8 secondi e quando si trovano bloccati lo scarico va ad un giocatore ugualmente bisognoso di una lunga rincorsa la nostra manovra sarà sempre problematica.

Con Naumoski avevamo lo stesso problema, Petar mangiava la fetta più grande dei 24 secondi e quando non scaricava al lungo doveva scaricare sul perimetro dove però né Hugo né Lonnie sono uomini con cui capitalizzare gli scarichi piedi per terra: l'unica opzione diventava quindi Topic.
Problema sostanzialmente identico con la differenza che Petar aveva una dimensione da 3 che Udrih, Sconochini e Cooper non hanno e che il macedone poteva (ma non voleva) agire anche da tiratore sugli scarichi.
Via Naumoski, il gioco di Milano è diventato più corale ma senza sbocciare veramente: ci passiamo di più la palla ma è ben difficile vedere un tiro che nasca solo e soltanto dalla somma dei passaggi. Quante volte arriva la palla a Hugo o a Cooper con mezzo metro di vantaggio sull'avversario sulla linea da tre e ambedue fintano il tiro e rimettono palla per terra invece di sfruttare il vantaggio?

Probabilmente mi sono fissato ma la brutta stagione di Milano nasce a mio parere dagli errori di fondo di Caja: il basket di Caja è un basket che non funziona nella situazione attuale, c'è un errore di impianto alla base e poi errori di scelta dei componenti a seguire.
Poi le componenti ovvero i giocatori fanno sempre la differenza, avessimo avuto componenti di maggior rendimento gli errori di impianto non si sarebbero visti così chiaramente ma sono ormai convinto che l'errore primigenio purtroppo sia stato nel progetto.

Ma comunque sia andata, grazie per tutte le emozioni...

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