Da Caja a Carmenati


E alla fine giunse il pentimento tardivo e saltò la testa di Caja, testa che Corbelli ha chiesto telefonicamente a Natali non appena terminata la partita di Badalona. Il coach pavese paga colpe sicuramente sue, ma non esclusivamente sue, ma le paga fuori tempo massimo quando i buoi sembrano praticamente tutti scappati benché in teoria sia i buoi italiani (i playoff) e i buoi europei (la Uleb) hanno ancora spiragli aperti.

Avevamo già scritto che un cambio di allenatore a questo punto della stagione avrebbe avuto un aspetto realmente positivo solo se testimoniava un impegno per la prossima stagione.
Ma non sarà così: contestualmente alla cacciata di Caja, Corbelli annuncia il suo sicuro disimpegno a fine stagione e quindi ai vari interpellati in sostituzione è stato offerto al massimo un contratto fino a fine anno senza alcun impegno oltre il giugno 2004.
Rinuncia quindi Crespi per il breve respiro del lavoro prospettato, si dimette (con ammirevole lealtà e coerenza, piuttosto rare in Italia) Andrea Trinchieri; accetta Roberto Carmenati, allenatore l'anno scorso della Fabriano retrocessa.

Dunque Roberto Carmenati a chiudere la stagione. Da notare innanzitutto che dopo Crespi nessun allenatore milanese è riuscito a chiudere due stagioni consecutive anzi il solo Caja è riuscito a concluderne una intera.
Carmenati arriva dall'esperienza di Fabriano dove, come scrivevamo l'anno scorso, riuscì a mantenere una buona dignità di gioco e prestazioni fino alla fine nonostante una gravissima crisi societaria ed una retrocessione annunciata: l'highlight fu la batosta rifilata alla seconda giornata alla Virtus Bologna di Tanjevic.

Nel curriculum del coach fabrianese anche di nascita c'è la nota assai curiosa dell'annata statunitense passata a fare da secondo a Kareem Abdul Jabbar nella USBL, conquistando anche il titolo con gli Oklahoma Storm. Ciò lo fa un esperto del sottobosco americano, dote che mancava sicuramente a Caja. Ma dote che oggi come oggi, essendo il nostro mercato chiuso, non verrà certo sfruttata...

Gli Oklahoma Storm sono la squadra di Tony Dutt. Echicazz'è Tony Dutt, direte voi. Tony Dutt è l'agente di Van Exel, Kemp, Camby e Avery Johnson, insomma un agente di un certo peso anche nell'NBA con molti buoni giocatori sul taccuino.
Buoni giocatori come DeAndre Hulett, Chris Porter, Ira Clark o l'immarcescibile John Turner: giocatori che hanno tutti militato nella Fabriano 2002/2003 facendone non le fortune ma mantenendola competitiva.
La cosa a Fabriano fece poi storcere il naso nell'estate 2003 quando la società dovette essere risanata. Estraggo da questo articolo:

    Rimane però da chiarire la situazione dei 2 "pupilli" di Roberto Carmenati e cioè di Chris Porter e De Andre Hulett (curiosamente questi 2 giocatori, come del resto gli altri 2 americani John Turner e Ira Clark sono rappresentati dal medesimo agente Tony Dutt). Pertanto lo scorso anno Fabriano aveva 4 americani su 4 dello stesso agente: caso unico in tutta la Serie A e Legadue, fatta eccezione per il Rimini Basket di proprietà però dell'agente Luciano Capicchioni.

Inoltre leggo oggi:

    L'ex allenatore di Fabriano, noto anche come il principale corrispondente italiano dell'agente americano Tony Dutt proprio lo scorso anno aveva 'piazzato' la guardia Duane Simpkins all'Olimpia Milano.

Insomma a Fabriano si ventilavano strani giri di mercato, di pupilli e amici, di coach e agenti e viceversa.
Ma a noi poco interessa o meglio poco dovrebbe tangere visto che noi questi siamo e questi rimarremo.
Buon lavoro dunque a coach Carmenati, il compito è arduo (magari hanno chiamato lui proprio per punirlo per Simpkins ;-)...) o forse no visto che buona parte del latte è gia stato versato: tutto quello che dovesse rimanere nel bricco sarebbe latte guadagnato...

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