DKV Joventut vs. Breil Milano 78 – 62


Statistiche

Meno 16. Una società che nella sua leggenda ha una rimonta da -31 non dovrebbe pensare mai di avere davanti a se imprese impossibili. Ad esempio la Stefanel 97/98 (quella con Gentile,Bailey, Kidd e Sigalas) ne recuperò 18 al Panathinaikos di Radja e Bryron Scott. Ma va anche detto che quella benché incompiuta e mentalmente fragile era una squadra più dotata dell'attuale.

Il pensiero va a quella squadra anche perché quell'anno fu segnato dall'esonero di Marcelletti, esonero che fino ad allora era una parola praticamente sconosciuta in casa Olimpia. Poi i tempi sono cambiati e di avvicendamenti in corsa ne abbiamo visti spesso anche noi.
Mettiamo il caso che sul volo di ritorno si decida l'esonero di Caja. Il nostro, con portafoglio pieno andrebbe tranquillamente a fare il cincinnato in quel di Pavia: Caja va e gli errori suoi, di Natali e di Corbelli rimarrebbero a Milano..

Perché via Caja non cambia automaticamente una squadra sottodimensionata, non crescono muscoli e centimetri; non si trasformano in Guglielmo Tell infallibili i nostri umbratili tiratori da 3; non arrivano per magia nelle gambe di Udrih quelle due settimane in più di allenamento per capire davvero quale può essere il suo apporto; non torna un minimo di fiamma in quel moccolo spento che è sembrato questa sera Sellers; Hugo e Claudio non diventano Jordan e Pippen.
Va Caja, rimane la squadra di Caja, rimane il basket di Caja con tutto il suo dogmatico anacronismo. E se gli errori di Caja restano, che resti anche Caja a soffrirne le conseguenze fino all'ultimo, non gli sia consentito di sfuggire agli amari calici di fine stagione...

Three is the magic number: è ormai fastidioso vedere che la chiave del basket attuale è una soltanto. Questa sera Badalona ha avuto per 2 quarti un Tabak dominante contro l'ombra di Sellers, 18 punti con 7/9 (contro una media in stagione di 8 punti) eppure all'intervallo Badalona è avanti solo di 1, rintuzzando il +10 di Milano grazie a due bombe di Fernandez e Marco.
Nel secondo tempo Tabak è stato poco cercato, è stato a lungo in panchina, segnando solo 2 punti ancora nell'ultimo quarto: Badalona ha dilagato, le palle che non andavano più sotto rimanevano ancora ai vari Marco e Fernandez per grandinare dalla distanza. E l'unica fiammata della Breil nel secondo quarto si spiega con 3 siluri consecutivi di Gigena e Vanuzzo: una palla data dentro oggi come oggi è sempre un errore perché è un tiro da tre in meno tentato.
Tutto il resto quindi è contorno: contorno la evidente supremazia fisica degli spagnoli, contorno il fatto che la cassetta di Udine deve aver fatto il giro dell'Europa per cui chiunque contro di noi ormai gioca zone press e qualcosa lo porta sempre a casa.

La Breil è tornata a crollare di schianto nel terzo quarto, a segnare meno punti nel secondo tempo rispetto al primo: questa evidentemente è la sua natura e le rare eccezioni non a caso portano qualche sparuta vittoria. Mi è stato fatto notare come sia difficile legare il calo della terza frazione solo a un motivo fisico: alla fine si arriva dall'intervallo quindi tendenzialmente "freschi". Forse il motivo è più articolato, è tecnico-tattico prima che fisico. gli avversari dopo l'intervallo rientrano con una lettura in più del match, con i risultati di una analisi e con una strategia da mettere in pratica. Forse la Breil invece rientra "nuda" o meglio senza nessun nuovo input e va in tilt di fronte a una situazione mutata.

Beno, Rudy, Jamie: da quello visto stasera se Udrih è un prospetto NBA, Fernandez sabato 13 febbraio dovrebbe essere a giocare l'All Star Game dell'NBA. Il nostro sloveno fa vedere troppo poco per quello che doveva essere un inserimento quantitativamente e qualitativamente importante: fra gli errori giusto qualche bijoux di talento inutile per una squadra che avrebbe invece bisogno di mutande, camicia, pantaloni e cappotto prima dei gioielli.
Fernandez invece fa di tutto e lo fa benissimo da MVP del match: pensare che se Badalona non avesse avuto due infortunati in Arnold e Vazquez il talentino del 1984 avrebbe forse giocato meno o avrebbe avuto meno responsabilità.
Dunque fortunato nelle sfortuna coach Aito, d'altronde Napoleone non era mica stupido nel cercare generali prima fortunati e poi bravi...

Dalla Spagna c'è sempre da copiare: l'enorme palasport di Badalona non è pieno ma alla fine i 4000 annunciati forse ci sono. Molto carina e divertente l'idea di mettere in campo due squadre di ragazzini che giocano durante le pause e i time out.

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