Euro Roseto vs. Breil Milano 86 - 89


Statistiche

E' finalmente ritorno alla vittoria per la Breil che espugna Roseto con buona sicurezza nonostante qualche patema d'animo finale. Strepitoso Cooper a cavallo dell'intervallo: 22 punti su 30 totali segnati dal 17' al 30' minuto, indispensabile Hugo Sconochini nell'ultimo quarto, 11 punti (3/3 da 3 punti) a rintuzzare Norm "The Storm" Nolan che rischia di concretizzare appunto la tempesta perfetta con 18 punti segnati su 30 totali in 6 minuti dell'ultima frazione.

Perché i numeri parlano: ascoltiamoli, ascoltiamoli bene. Per la prima volta l'Olimpia post Naumoski segna più punti nel secondo tempo (43 contro 46). I parziali di ogni quarto dicono 24 - 16, 15 - 27, 20 - 23, 27 - 23.
Ma attenzione al vero numero magico: percentuale da 3 totale di Milano 7/17 per il 41% contro il 10/26 per il 38% di Roseto. Il numero magico ormai spiega tutto, ad esempio prendiamolo e splittiamolo sui 4 quarti:

  • Nel primo quarto Roseto 3/7 (7/11 da 2) Milano 0/4 (7/14 da 2): Roseto avanti netta
  • Nei due quarti centrali Roseto 3/11 (10/20 da 2) Milano 4/7 (13/26 da 2): la Breil in vantaggio
  • Nell'ultima frazione Roseto 4/8 (4/8 da 2) Milano 3/6 (4/9 da 2): Roseto rientra ma Milano resiste

Basta guardare la percentuale da 3 e ormai nel 90% dei casi una partita è spiegata. Tutto il resto benché significativo alla fine diventa un corollario. La Breil ha catturato 14 rimbalzi in più (bene Sellers con 13, Rancik con 10 e Cooper con 7) e segnato 6 liberi in più, di contro Roseto ha tirato con il 54% da 2 contro il 48%, tutte cose belle e istruttive ma il vero differenziale sta sempre e solo in una bomba in più o in meno. Recker, solitamente un bombarolo di vaglia, fa 0/5; Hugo tiratore ondivago dalla distanza fa 3/3 nel quarto decisivo.
Poi per fare filosofia e portare avanti il discorso si può andare a notare che lo Sconochini decisivo è uno Sconochini sotto i 30 minuti di utilizzo, mentre il Cooper annebbiato degli ultimi dieci minuti (0/4 dal campo ma 2/2 per il più 6 della sicurezza al 40') ne gioca 37. Ma sempre li si torna: Gigena 10 minuti e 2/3 dalla distanza. Prendi Hugo + Mario = 40 minuti = 5/8 dalla distanza mentre Recker + Jefferson = 61 minuti = 2/12 dalla distanza...
Come direbbe Al Pacino in quel capolavoro che è Donnie Brasco: "Ma che te lo dico a fare..."

Udrih: alla seconda partita le statistiche non dicono ancora se Beno è forte ma forte veramente come chiedeva Coldebella. Per ora le cifre dicono che Beno almeno offensivamente vale proprio lo stesso Claudio: per lo sloveno 1/8 dal campo con 3 assist in 16 minuti; per il guerriero 0/2 dal campo con 5 assist in 25 minuti. Siamo li insomma: il ragazzino dimostra di non avere timori a prendersi tiri e responsabilità ma i risultati per adesso non incidono ancora sostanzialmente sui nostri match.

Caja: supera il primo esame che a quanto leggo doveva decidere il suo futuro. Non abbiamo ancora visto la partita e non sappiamo se l'ha superato studiando o per pura fortuna e sinceramente poco ci interessa visto che in panca o fuori dalla panca Caja è un allenatore finito.
Leggiamo sulla Gazzetta la seguente dichiarazione: "Non ci crederete ma se le partite fossero finite al 30' oggi saremmo tra le prime 4". Non ci crediamo perché è una palla colossale: delle ultime 8 partite al 30' Milano avrebbe vinto in più solo quella con Udine, quindi saremmo al massimo 4-4 invece che 3-5.
Se guardiamo a tutto il campionato avremmo vinto in più solo con Livorno e Teramo pareggiando con Roma: esagerando e mettendoci anche Roma arriveremmo a 12 vinte e 8 perse che oggi vale il sesto posto. Mi sembra inutile perdere ulteriore tempo con chi non riesce nemmeno a fare le 4 operazione aritemetiche basilari...

Comunque ottenere adesso la testa di Caja mi sembra ben magra consolazione per una stagione comunque andata alle ortiche rispetto alle prospettive iniziali: stagione dove le colpe di Caja sono tante come tante sono quelle di Natali e tante quelle di Corbelli (che non disdegna certo mettere voce anche nelle scelte tecniche).
Inoltre solo chi vince ha sempre ragione. Chi deve vincere ed è comunque pagato per vincere ma fa sapere che si potrebbe anche perdere, che sarebbe quasi meglio perdere perché poi sarebbe tutto migliore ha comunque torto...

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