Snaidero Udine vs. Breil Milano 88 - 77


Statistiche

Le prospettive dell’Olimpia nel campionato di A1 sono da questa sera oggettivamente delicate. Sembra ormai chiaro che questa Milano non sia competitiva sul complesso dei 40 minuti con una buona fetta delle squadre della nostra massima serie. Attenzione ai particolari: non competitiva sull’arco dei 40 minuti che non vuol dire non competitiva in assoluto.
Se le partite durassero 20 minuti il record dell’Olimpia post Naumoski sarebbe di 6 vittorie e una sola sconfitta con Messina con un margine medio di 5 punti abbondanti (Ndr: scusate 5 vittorie e due sconfitte, anche con la Skipper eravamo sotto all’intervallo). Ma le partite durano 40 minuti e quando gli avversari cambiano marcia per lo strappo finale la Breil é già in riserva: non ci mancano i picchi velocistici, ci manca la capacità di tenuta di certe velocità.

Vite parallele anacronistiche: mi ci posso impegnare quanto voglio ma oggettivamente non é più sostenibile un andazzo come seguace del verbo di Paul Stanley, rock and roll all night and party every day. Posso provarci ma poi mi raccogliete con il cucchiaino in tempi stretti…
E’ lo stesso problema dell’Olimpia che dovrebbe vivere facendo difesa aggressiva all night e contropiede every day. Solo che, se teoricamente e tecnicamente questa é la sua anima, fisicamente non é in grado di farlo per un periodo di tempo sufficiente: per singoli motivi differenti ma praticamente tutto il roster milanese paga dazio in termini di atletismo con quasi tutti gli avversari.

Essendo priva di affidabili percentuali dalla distanza la Breil deve cercare percentuali stratosferiche da 2 punti e anche ottenendole non abbiamo alcuna sicurezza: nel primo tempo abbiamo avuto il 76%, alla fine abbiamo chiuso con il 68% ma comunque abbiamo perso.
Penso poi di non essere stato l’unico che, guardando la zona press decisiva messa in campo da Udine, abbia pensato: “Guarda, fanno quello che una volta facevano le squadre di Caja…”. Una zona press che a Milano non abbiamo mai visto fare: al massimo abbiamo una zonetta più che altro di contenimento e fondamentalmente basata sulla scommessa della cattiva mira altrui benché nei momenti migliori (iniziali) riesca a produrre qualche risultato.
Una scelta alla fine obbligata per sperare di rimanere competitivi il più a lungo possibile: se già in attacco la nostra via al canestro é quella più faticosa (perché invece oggi come oggi tirare da tre non costa veramente niente in termini di sforzo fisico e mentale..) in difesa qualche risparmio dovrà essere fatto.

C’é sempre di mezzo il mare..: Non é serio dire che Caja e tutti i nostri giocatori non sappiano come attaccare la zone press. E’ serio dire che tra il sapere cosa fare e il farlo nel modo efficace il gap può essere grande se le energie sono già al lumicino.
Grave che dopo il pareggio di Hugo da 3 la Breil non abbia avuto la lucidità di andare a rallentare la rimessa di Udine: Shannon nella sua metà campo non ha dovuto sprecare alcun secondo e li ha potuti usare tutti per pescare il jolly finale. Ma anche qui, se un minimo hai giocato e sai quanto stupido possono farti le gambe pesanti, cosa si può veramente dire? Siamo un progetto “sbagliato” che non é partito dall’postulato attuale di fisiconi e tiro da tre, le conseguenze purtroppo sono queste.

I rimedi: nelle precedenti partite abbiamo fortemente criticato Caja per come spremeva il quintetto titolare ad inizio partita pagando dazio immediato al terzo quarto. Critiche che forse sono andate a segno: oggi al 15′ minuto la Breil aveva già fatto ruotare 9 uomini.
E forse non a caso nel terzo quarto non abbiamo preso la solita imbarcata: l’abbiamo presa nel quarto quarto dove Udine ha segnato ben 27 punti. Comunque un passo avanti, magari nel prossimo match se i nove uomini sono già ruotati al 10′, la tenuta nel secondo tempo potrebbe essere migliore.
Poi, dall’infortunio di Marlon Garnett il progetto dell’Olimpia é stato monco di un micidiale e affidabile tiratore da tre che ci supporti nei momenti di inevitabile asfissia del contropiede. Lo ha avuto con Naumoski ma con altri problemi al contorno, deve sperare di averlo in Udrih: se Beno non sarà uomo da almeno il 40% costante dai 6,25 poco ci darà il suo arrivo.

Udrih: con una vittoriosa corsa ad ostacoli per pagare la buona uscita a Saratov prima e per ottenere il visto poi, il neo acquisto sloveno é riuscito ad essere in campo contro Udine. La qualità e la quantità del suo apporto era chiaramente un punto di domanda: solo 5 partite giocate in stagione e giusto un paio di allenamenti con la squadra.
Anche per lui come per tutta l’Olimpia il meglio é stato profuso tutto nel primo tempo. Nel secondo invece perso nettamente il confronto con il conterraneo Vujacic, anonimo nella prima frazione e autore di 11 punti nella seconda.
Troppo presto per esprimere valutazioni specifiche su di lui non avendo visto il complesso del match. Forse in linea teorica questa Breil avrebbe avuto bisogno di un giocatore importante subito e non, ragionevolmente, fra un paio di settimane. Ma d’altra parte il tanto cercato Buford, a Roma, non ha nemmeno passato le visite mediche…

Mio MVP: non c’é. Purtroppo quando si é trattato di vincere la partita nessuno ha saputo trovare qualcosa in più. Le statistiche premiano Hugo e anche Sellers. Ma sul nostro centro non é un caso che due amici che vedono sporadicamente l’Olimpia l’abbiano entrambi trovato molle: anche oggi buone cose ma quel quid in più che poteva farlo dominante e decisivo non si é visto…

Visti in tribuna: un saluto e un plauso ai miei amici al seguito dei nostri colori. Si rivede Corbelli, probabilmente curioso di vedere all’opera Udrih.

Lukoil Sofia vs. Breil Milano 84 – 78 Statistiche

Uleb Cup: fa storia a se. Lo notavamo già dai diversi rendimenti statistici: in Europa minore la Breil che tira oltre il 42% da 3 é competitiva.
Il prossimo turno ad eliminazione diretta ci vedrà sfidare Badalona, squadra che schiera un nostro ex, quel Zan Tabak che fece coppia nella Recoaro con Sasha Djordjevic.
Ce la si può fare e proseguire il cammino. L’importante alla fine sarà non ripetere del tutto le gesta del famigerato Cinzano di Faina, vincitore in Europa e retrocesso in Italia.

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